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Sono orgoglioso di essere stato iscritto al PCI

Alcuni giorni fa mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, per commemorare il rapimento di Moro (32 anni fa, ma quel giorno ci fu anche la strage della sua scorta) ha usato parole molto forti ed avventate, certamente tutte sue e non certo discendenti dal suo magistero di vescovo, verso il PCI ed i comunisti:

"Non vergognatevi di essere stati democristiani. C'è da vergognarsi piuttosto di aver fatto parte del Partito comunista"
 

Ha poi ricordato il tentativo di Moro del compromesso storico, di unione delle forze della DC e del PCI. Che secondo lui è andato male. 

Io, come cattolico praticante della diocesi di Bologna, come attivista e dirigente di base del PCI dall'inizio degli anni '70, come promotore dell'Ulivo e del PD ad Anzola gli rispondo nello stesso giusto modo che ha fatto il mio segretario provinciale, Andrea De Maria:

"SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE STATO ISCRITTO AL PCI"

L'invito evangelico di Gesù Cristo: "non vergognatevi di essere cristiani" nelle parole di mons. Vecchi non solo è diventato "non vergognatevi di essere stati democristiani", ma si è "arricchito" dell'epiteto "c'è da vergognarsi di essere stati comunisti". 

E Moro e Berlinguer hanno invece cominciato a tracciare il solco, il sentiero su cui è nato il progetto dell'Ulivo e del PD, che ha dentro di sè molta più vicinanza al messaggio cristiano di quello di questo centro-destra.

Ovviamente altro discorso è l'analisi di cosa sia stato il comunismo al potere negli Stati dell'Europa dell'Est, in Cina, etc.. Altro discorso ancora è l'analisi delle luci e delle ombre delle idee e delle azioni del PCI, della DC e degli altri partiti italiani.

Ma l'invito alla vergogna per chi ha militato nel PCI, per chi è stato iscritto a questo partito è rimandato al mittente. Che dovrebbe avere a cuore di unire il suo popolo invece di dividerlo. Un errore che certamente non ha mai fatto un grande vescovo bolognese (Card. Lercaro) ed un grande sacerdote come don Giulio Salmi. Neanche il Card. Biffi, a cui non difettano certo polemica e chiarezza, è mai arrivato a queste parole offensive e, soprattutto, smentite dalla storia. Anche dalla storia che mons. Vecchi conosce benissimo, quella di Bologna e di Borgo Panigale, fatta di solidarietà fra comunisti e non, di collaborazione fra PCI e parrocchie.

Poi sarebbe necessario ricordare, a proposito del rapimento di Aldo Moro da parte delle BR, qual'è stato il ruolo del PCI. Che ha messo la difesa dello Stato democratico e l'unità delle forze politiche sopra a tutto, pagando in modo significativo questa posizione con la perdita di consensi.

Trovo poi assolutamente fuori luogo, contrarie alla comprensione ed alla solidarietà politica (anche cristiana) le opinioni di Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani sui giornali stamattina. Invece di reagire alle gravi parole di mons. Vecchi (prima di tutto perchè cattolici ed ex-democristiani), si accaniscono contro il PD di Bologna e De Maria nel momento in cui questi sono attaccati in modo ingiusto.

Un'altra persona che la pensa come me, ma che ha motivato le sue idee certamente meglio con una lettera aperta a mons. Vecchi pubblicata oggi su "La Repubblica" di Bologna: 
 
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/monsignor_vecchi_io_non_mi_vergogno_una_lettrice_sull_attacco_agli_ex_pci-2757477/


Pubblicato il 24/3/2010 alle 14.56 nella rubrica Diario.

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