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Diario On-Line di Loris Marchesini

31 dicembre 2008
Il 10% del finanziamento pubblico del PD in solidarietà

Oggi è l’ultimo giorno del 2008. Un anno difficile, soprattutto per il PD. La gelata ad aprile, poi tante delusioni. Ma il 2009 sembra promettere peggio per il mondo e per gli italiani, a partire da quelli che fanno più fatica. E’ un giorno in cui tanti italiani non possono essere sereni e spensierati. I tanti italiani che sono in cassa integrazione, che sono già stati licenziati, i lavoratori precari che non hanno avuto il contratto rinnovato. Una crisi economica reale che si sta facendo sentire per centinaia di migliaia di famiglie italiane.

In questi giorni così particolari per la Chiesa, il cardinale Tettamanzi, vescovo della più grande diocesi italiana (Milano), ha annunciato una iniziativa di solidarietà: un milione di € da mettere a disposizione dei cassintegrati e di chi ha più bisogno in questa crisi.

Non so se altri vescovi della Chiesa italiana seguiranno il suo esempio. Speriamo. Sembra che il card. Caffarra, il mio vescovo, stia pensando a qualcosa di simile.

Ma sono convinto che il Partito Democratico deve dare un segnale dello stesso tipo. Non per competere con la Chiesa, ma perchè è utile e giusto, etico. Perchè i partiti italiani in questa situazione devono mantenere la stessa quota di finanziamento pubblico, peraltro esagerata rispetto anche alle spese elettorali ? Per il PD sarà di circa 120-130 milioni di € all'anno, dal 2008 al 2013.

Vi è molto da rivedere in questo finanziamento pubblico dei partiti, esagerato (circa 1500 milioni di € nei prossimi 5 anni) e non supportato dall'adempimento da parte dei partiti stessi dell'art. 49 della Costituzione.

Ma anche senza riformarlo, perchè la società fa fatica, deve fare rinunce, ed invece il sistema dei partiti deve vivere al di sopra delle sue possibilità, senza condividere il momento difficile del Paese e delle famiglie ?

Propongo quindi che il PD metta a disposizione, per il 2009, il 10% del finanziamento pubblico per progetti di solidarietà ai lavoratori che perderanno il lavoro.

Ho mandato questa proposta al tesoriere Agostini e al ministro-ombra del Lavoro, Damiano. L’ho mandata anche al segretario Veltroni. Ho indicato una proposta, comunque la necessità di avere una iniziativa in tal senso anche a De Maria, segretario provinciale del PD di Bologna.

Non vi è nessuna demagogia in questa proposta, nessuna concessione a Di Pietro e Grillo, che non sopporto. Ma solo la totale convinzione che il Partito Democratico non può che essere vicino, anche concretamente, alla propria gente. Per più, non meno, Politica. Quella buona.



25 dicembre 2008
Nel 2009 il PD dia il 10% del finanziamento pubblico a chi perde il lavoro
Oggi è Natale. Ed è un giorno in cui tanti italiani non possono essere sereni e spensierati. I tanti italiani che sono in cassa integrazione, che sono già stati licenziati, i lavoratori precari che non hanno avuto il contratto rinnovato. Una crisi economica reale che si sta facendo sentire per centinaia di migliaia di famiglie italiane.

In questo giorno così particolare, santo per la Chiesa, il cardinale Tettamanzi, vescovo della più grande diocesi italiana (Milano), ha annunciato una iniziativa di solidarietà: un milione di € da mettere a disposizione dei cassintegrati e di chi ha più bisogno in questa crisi.

Non so se altri vescovi della Chiesa italiana seguiranno il suo esempio. Speriamo.

Ma sono convinto che il Partito Democratico deve dare un segnale dello stesso tipo. Non per competere con la Chiesa, ma perchè è utile e giusto, etico. Perchè i partiti italiani in questa situazione devono mantenere la stessa quota di finanziamento pubblico, peraltro esagerata rispetto anche alle spese elettorali ? Per il PD sarà di circa 120-130 milioni di € all'anno, dal 2008 al 2013.

Vi è molto da rivedere in questo finanziamento pubblico dei partiti, esagerato (circa 1500 milioni di € nei prossimi 5 anni) e non supportato dall'adempimento da parte dei partiti stessi dell'art. 49 della Costituzione.

Ma anche senza riformarlo, perchè la società fa fatica, deve fare rinunce, ed invece il sistema dei partiti deve vivere al di sopra delle sue possibilità, senza condividere il momento difficile del Paese e delle famiglie ?

Propongo quindi che il PD metta a disposizione, per il 2009, il 10% del finanziamento pubblico per progetti di solidarietà ai lavoratori che perderanno il lavoro.

Manderò questa proposta al tesoriere Agostini e al ministro-ombra del Lavoro, Damiano.

Non vi è nessuna demagogia in questa proposta, nessuna concessione a Di Pietro e Grillo, che non sopporto. Ma solo la totale convinzione che il Partito Democratico non può che essere vicino, anche concretamente, alla propria gente. Per più, non meno, Politica. Quella buona.


  Grafico estratto dall'analisi ARES Ricerche sul finanziamento pubblico dei partiti 2008-2013


24 dicembre 2008
Ripartire da Renato Soru
Renato Soru, presidente della Regione Sardegna, si è dimesso. Ha mantenuto il suo impegno, il suo programma governando e cambiando la Regione. Ha mantenuto la sua coerenza dimettendosi dopo che aveva capito che il PD non aveva nei fatti accettato le sue condizioni. Che sono un "manuale di buona politica":

1)      adozione dei vincoli paesaggistici nelle zone interne dell'isola

2)      approvazione delle linee elaborate dalla Giunta per la manovra finanziaria 2009

3)      completamento della riforma su istruzione e formazione professionale

4)      riduzione a 80 del numero dei consiglieri

5)      moralizzazione della politica con riduzione di sprechi e indennità aggiuntive dei consiglieri regionali

La relazione di Walter Veltroni alla Direzione PD di venerdì aveva un titolo: "Il dovere di non deludere". Renato Soru ha fatto esattamente questo. Il PD della Sardegna, almeno i consiglieri PD della Regione, per ciò che si è capito, hanno fatto il contrario ed hanno deluso. Hanno fatto cattiva politica (almeno una buona parte di loro).

A questo punto è giusto che il PD sia messo davanti alle proprie incoerenze e che la parola passi agli elettori sardi. A questo punto occorre ripartire da Renato Soru. Altrimenti fallisce l'innovazione ed il progetto del PD.


Guerriero nuragico, scultura in bronzo (Tiscali è un monte con un villaggio nuragico)
19 dicembre 2008
- 170. Il tempo che rimane per recuperare il consenso degli elettori

I giorni peggiori nella breve vita del PD (ma, forse, anche i peggiori dalla nascita dell’Ulivo). Che coincidono con la crisi economico-finanziaria peggiore di questi ultimi 60 anni.

Questione morale, esponenti del PD indagati, arrestati, chiacchierati, sfiduciati. La sfiducia per la sconfitta di aprile, per la scarsa unità dei dirigenti nazionali, per il blocco del progetto di innovazione del PD e per la scarsa incisività, concretezza delle azioni di radicamento del nuovo partito sul territorio.

La crisi economica che sta già aggredendo con centinaia di migliaia di posti di lavoro in pericolo o persi. Sempre più persone e famiglie che stanno rischiando di entrare nella povertà. E risorse che questo governo sta facendo mancare per la scuola, la sanità, i servizi degli enti locali e per lo sviluppo economico. Un governo assolutamente inadeguato alla gravità della situazione.

La maggiore iniziativa del PD, dopo le elezioni, è stata "Salva l'Italia". A parte che non si è saputo più nulla delle firme raccolte, ora occorre salvare il PD, il suo progetto innovativo, se vogliamo cercare di salvare l'Italia.

In questo grave e deprimente scenario per il Paese e per noi del PD, oggi sappiamo che il prossimo importantissimo appuntamento politico-elettorale sarà il 6 e 7 giugno 2009. In quei due giorni (sabato e domenica!) si andrà a votare per le elezioni amministrative (Comuni, Province) e per quelle europee.

Per riuscire ad utilizzare nel modo più concreto e produttivo questi 170 giorni che rimangono (“Sentinella, quanto resta della notte?”, Isaia 21,11) occorre che riusciamo a comunicare agli elettori (nostri ed anche a quelli di centro-destra) dei messaggi chiari e delle azioni risolute, la luce necessaria per trasformare la notte nel giorno:

1) decisioni immediate e radicali sulla questione morale, sempre nel rispetto della magistratura e delle persone coinvolte, ma che separi questi ambiti dalla nostra politica; ci sarà da pagare un prezzo, di potere, di consensi ? Ma lo stiamo già pagando ampiamente!

2) l’alleanza con IDV/Di Pietro deve essere chiara, dove praticata, basata su un’effettiva concordanza programmatica, non possiamo essere noi a rimorchio, come è successo con l’affare Orlando/Villari e con il candidato in Abruzzo

3) diventare molto meglio ed in modo costante punto di riferimento dell’opposizione democratica, con il governo-ombra (o comunque i dirigenti nazionali del PD) che deve contrapporre verso la stampa e nel Paese continuamente le sue proposte, le sue denunce. Senza tatticismi, quando c’è incontro con il centro-destra deve essere ad alto livello ed in modo trasparente e chiaro, come nel caso dell’incontro Bersani-Tremonti

4) finire le primarie dove sono previste e lavorare insieme, nel PD, nel modo più unito e leale possibile; eventuali attività più o meno culturali di associazioni, fondazioni devono essere considerate dai dirigenti nazionali e provinciali al livello più basso di priorità ed impegno; coinvolgere il mondo associativo, la società civile, i cittadini nel costruire i programmi e nella scelta dei candidati alle assemblee elettive (anche per le elezioni europee)

5) non rincorrere i VIP, ma essere vicino ai lavoratori, ai cittadini, alle famiglie in un periodo molto critico anche per la vita personale.

 

Infine riporto una citazione dalla "Lettera Pastorale" del Cardinale Martini del 1992 dal titolo "Sto alla porta":

"Anzitutto all'interno dei partiti. Penso agli onesti, trasparenti e specchiati nella loro vita e, tuttavia, disancorati dalla realtà. Penso a un'altra categoria di onesti, che pur non commettendo nulla di illecito, non si domandano mai come può mantenersi il loro partito o la corrente. Infine, vado con la mente agli onesti che voltano la testa dall'altra parte quando accade qualcosa, quasi la vicenda della gestione pratica della politica non li riguardasse. E che dire poi di chi ha i numeri per farsi avanti e partecipare, eppure si defila per paura di "sporcarsi le mani" rifiutando responsabilità pubbliche?"


 

11 dicembre 2008
La questione morale c'è. Anche per il PD.
Premesso che non è vero che ieri Veltroni abbia detto (assieme a D'Alema) che "non c'è nessuna questione morale" nel PD, in tante dichiarazioni avverto però il tentativo di minimizzare, di privilegiare la denuncia di episodi gravi di questione morale del centro-destra.

La questione morale riguarda purtroppo anche il PD. Non mi riferisco agli aspetti penali su cui la magistratura indaga e che non devono essere oggetto di commenti politici in libertà. Mi riferisco a ciò che emerge dagli episodi (D'Alema ne ha contati 7 nel Paese ...) di questi giorni in cui sono coinvolti esponenti del PD. Dalle parole, dai fatti emersi ne viene fuori una fotografia di una parte del "personale politico" democratico di dubbia moralità, di arroganza, di abitudine al chiacchiericcio, di mancanza di rigore e di  scarsa attenzione al bene comune. E di attaccamento estremo al potere, alla carica istituzionale anche quando, speriamo,  si è innocenti ma indagati e chiacchierati.

Io non rimpiango gli anni '80, non sono mai stato convinto della diversità dell'allora PCI. Ma bisogna dire, purtroppo, che le parole di Enrico Berlinguer del luglio 1981 (raccolte da Eugenio Scalfari) sono ancora tutte valide, brutto segno per la politica e perla stasi di questo Paese:
 

“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.”

Dopo le elezioni in Abruzzo è assolutamente necessario che vengano presi provvedimenti per fare "pulizia" nel PD: sia per eventuali responsabilità penali, sia nel caso di dirigenti che sono da troppo tempo in posti dove hanno assunto arroganza ed attaccamento alla poltrona e si sono allontanati dall'unico motivo per cui dovrebbe esistere la politica: essere al servizio della comunità e del bene comune. Le carriere e le ambizioni personali devono assolutamente essere in subordine rispetto a ciò.

Seri e duri, ha detto ieri Veltroni. Ed ha aggiunto:
"Non bisogna fare di ogni erba un fascio perché esistono migliaia di amministratori onesti e perbene. Non dimentichiamo che esistono anche esponenti del governo che hanno avuto rapporti con i poteri criminali e della camorra. Ci sono persone perbene in tutti gli schieramenti, ma non accetto la propaganda volgare e fatta con la scure". D'accordissimo, ma muoviamoci!
6 dicembre 2008
Cofferati ha ragione: su questione morale, PD del Nord e alleanza con la Lega

Io non sono mai stato un “tifoso” di Sergio Cofferati come sindaco di Bologna. Soprattutto per la non riuscita armonia con il meglio di Bologna e dei suoi cittadini. E per avere fatto pendere dalle sue labbra il PD di Bologna per 6-7 mesi. 

Ma non sono neanche mai stato un suo denigratore. Anzi, se fosse stato disponibile, ho scritto che il candidato migliore sarebbe stato lui, nonostante luci ed ombre di questo mandato.

La lettura invece dell’intervista che Cofferati ha dato oggi a Luciano Nigro su “La Repubblica” mi ha totalmente convinto, ed è molto più lucida e convincente delle dichiarazioni titubanti, poco chiare ed auto-referenziali di diversi dirigenti nazionali del PD.

Sulla questione morale che sta emergendo in diverse città e regioni con molti esponenti del PD:

"Chi è coinvolto in indagini delicate, farebbe bene a valutare l'opportunità delle proprie scelte. Se toccasse a me, mi farei da parte … Cinque o sei casi rilevanti sono una faccenda seria .. Siamo al livello di guardia, la nostra gente prima ci guardava litigare con fastidio, ora ci dice "basta" e se non l'ascoltiamo rischiamo grosso".

Ciò che colpisce come uno schiaffo a freddo di queste vicende (Napoli, Firenze, Genova, Perugia, Abruzzo, etc.), prima dell’aspetto penale (su cui eventuali riscontri li dovrà indagare la magistratura), è quello dell’etica. Il governare da tanti anni sembra allontanare importanti amministratori del PD dal bene comune, dalla trasparenza, dal rispetto per gli altri. Per arrivare all’arroganza, al disprezzo, alla disinvolta commistione fra interessi pubblici ed interessi personali.

Sul cosiddetto PD del Nord: "Il partito del nord è sbagliato, uno snaturamento del Pd. Si farà un coordinamento, come proposi in tempi non sospetti, e sarà affidato ai segretari regionali”.

Sull’eventuale alleanza con la Lega Nord, ipotizzata da Chiamparino: “Mi colpisce, però, la disinvoltura con cui si parla di Pd del Nord e di alleanze con la Lega …. Non condivido l'opinione chi immagina non convergenze su singoli temi, ma un'alleanza con chi è così distante da noi sullo Stato, la sicurezza, la solidarietà, l'accoglienza degli stranieri. Invece di inseguire il Carroccio, il nostro banco di prova al nord deve essere una proposta per fronteggiare la crisi e gli effetti che avrà sul lavoro e sulle aziende".

Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che il PD a Bologna ora ha due vantaggi rispetto all'appuntamento del 2009: una gestione onesta, moralmente ineccepibile, e le primarie con candidati che si rispettano. Non è poco. Anche perchè Bologna sarà il test politico più importante delle elezioni amministrative del 2009.



4 dicembre 2008
Il PD ha sbagliato sulla questione Iva-Sky
In questi ultimi giorni ho letto i giornali, mi sono documentato, ho letto l'approfondimento di Francesco Zambardino, ma continuo a pensare che il PD (quindi anche Veltroni) abbia sbagliato sulla questione Iva-Sky. Mi sembra che Barbi avesse subito espresso una opinione diversa, secondo me giustamente.

Ha sbagliato per diversi motivi:

- non è stato studiato bene il "dossier", quindi oggi ci troviamo con l'UE che sostanzialmente approva l'operato di Tremonti/Berlusconi e con Romano Prodi che fa altrettanto; è la cosa peggiore che il denunciante (il PD, l'opposizione) diventi il condannato, siamo sempre meno credibili

- è stato un errore pensare di avviare una denuncia ed una battaglia politica dando la forte impressione di voler proteggere un magnate ed un monopolista come Murdoch; ma tutta la gente che sempre più fa fatica ad arrivare alla fine del mese, cosa gli interessa della pay-tv e degli interessi di Murdoch ?

- non possiamo avere una posizione sulla questione quando governiamo noi ed un'altra quando governa Berlusconi

- il conflitto di interessi di Berlusconi/Mediaset c'è, è grande come una casa, Berlusconi era sicuramente d'accordo con Tremonti; ma questo modo nostro di fare non fa che consolidarlo; invece di batterci per una legge seria, noi incorriamo in battaglie poco capite (e a volte sbagliate come questa) e rafforziamo il potere di Berlusconi

Chiedo ai dirigenti nazionali del PD, ai parlamentari di essere più uniti, di smetterla di farci perdere ancora consensi e di usare tutti gli strumenti che hanno (e che noi non abbiamo anche se forse qualche scelta di noi della base sarebbe più sensata) per valutare meglio le questioni ed assumere le decisioni giuste.
 


 
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