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Diario On-Line di Loris Marchesini

17 novembre 2007
Quando il bolognesi sconfissero Re Enzo e liberarono gli schiavi
Un post meno politico e più personale: per una volta scrivo di un libro uscito in libreria in questi giorni, "Storia di Re Enzo" (Bononia University Press, Bologna), testi di mio figlio (Matteo Marchesini) e splendide immagini del pittore bolognese Wolfango. Della collana "Sotto i portici", curata da Tiziana Roversi con la collaborazione di Claudia Alvisi.

Il libro racconta la storia di re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia, sconfitto e catturato dai bolognesi alla Fossalta (poco distante da Anzola) nel 1249, imprigionato per pochi giorni nella torre di Anzola, poi portato a Bologna e qui imprigionato fino alla morte:

"Il Duecento, in Italia, fu il secolo delle lotte tra guelfi e ghibellini, tra papato e impero. Ma fu anche il secolo d’oro di Bologna. Mentre l’esercito combatteva per liberare il comune dal giogo dei sovrani svevi, intorno ai portici crescevano di continuo nuove torri, nuove botteghe, nuove mura. Nel 1257, prima al mondo, la città liberò i servi della gleba. Ma il simbolo più clamoroso della potenza comunale fu la cattura di re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II: e proprio come un simbolo i bolognesi lo tennero prigioniero fino a morte nel palazzo che porta oggi il suo nome. E se Bologna vinse quel guerriero bello e biondo come la realtà vince una fiaba, Enzo legò per sempre a sé la fantasia del popolo, lasciandogli in eredità la sua leggenda."

Quindi circa 750 anni fa il Comune di Bologna era forte e determinato: nel 1088 fu istituita la prima Università europea, nel 1249 sconfisse l'esercito imperiale di re Enzo, nel 1257 fu la prima città a liberare gli schiavi (elenco completo nel "Liber Paradisus", recentemente ristampato, contenente i nomi di tutti gli schiavi e di tutte le famiglie a cui appartenevano: alcuni anche ad Anzola e Santa Maria in Strada), era spesso in conflitto per difendere la propria giurisdizione sul contado con il Vescovo di Bologna.

3 novembre 2007
Romano Cocchi: da Anzola a Buchenwald
Da alcuni anni sto conducendo una ricerca storica che mi appassiona, ma per cui ho sempre meno tempo libero da dedicare. La ricerca riguarda un protagonista del sindacalismo cattolico nato ad Anzola dell'Emilia nel 1893, espulso dal Partito Popolare nel 1921, approdato poi al PCdI come segretario di Gramsci, giornalista, esule in Svizzera e Francia, dirigente in esilio del PCI, segretario dell'UPI, organizzazione degli antifascisti italiani in Francia. Nel 1939, assieme a pochi altri, avversò il patto Molotov - Von Ribbentrop e fu espulso anche dal PCI. Combattè nelle file della resistenza francese, assieme a Sante Garibaldi, fu catturato nell'autunno 1943 dai tedeschi, deportato a Buchenwald dove morì pochi mesi dopo nel marzo del 1944.

Continuerò e completerò questa ricerca, già molto avanti. Poi, se riuscirò a ricavare più tempo libero, in base alla grande quantità di materiale raccolto, scriverò la storia di questo interessante e, per certi versi, particolarissimo testimone della prima metà del '900, anzolese di nascita.

Intanto chi è interessato, può consultare su questo link una sintesi biografica:


http://lorismarchesini.eu/doc/Una_Voce_Cocchi.doc


23 ottobre 2007
Cesare Cavara: un poeta anzolese
Ho pochissimo tempo libero per le ricerche di storia locale, anche se è un’attività che da sempre mi appassiona. Nelle ultime ricerche che sto conducendo, mi sono casualmente imbattuto in un documento relativo al “Giornale storico della letteratura italiana” (rivista periodica); in un numero di questa rivista pubblicato nel 1962, a pag. 90, vi è una nota:
“Cesare Cavara, nato nel 1818 a S. Maria In Strada (Anzola dell’Emilia, Bologna) e morto a Brescia l’8 aprile 1880 ……..”. Ciò mi ha incuriosito non poco, per la mia passione per le ricerche di storia locale e perché anch’io sono nato in questa Parrocchia, alla Badia.
Ciò grazie alla rete Internet ed agli strumenti di ricerca (Google e Google Books sopra tutti).
Ho fatto una piccola ricerca presso l’Archivio Parrocchiale di Santa Maria in Strada (grazie alla disponibilità del parroco, don Giulio Matteuzzi), ed ho trovato conferma di ciò:
Quindi Cesare Cavara è nato “in Casa Monti”, a Santa Maria in Strada, il 29 aprile 1818, figlio di Gregorio Cavara e di Geltrude Cacciari. Fu battezzato dall’Arciprete don Luigi Trocchi il giorno dopo, 30 aprile. Gli furono dati i nomi di Cesare, Massimiliano e Giuseppe Maria.
Nel “Dizionario biografico degli Italiani”, edito a cura dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana
Treccani, vi è una voce dedicata a Cesare Cavara, a cura di Stefano Giornetti (ringrazio Alex Caselli, giovane poeta anzolese, che mi ha portato copia di questa voce biografica).




E’ stato quindi un poeta che ha prodotto molto, pur avendo una professione impegnativa (ispettore scolastico). Molte sue opere sono depositate presso la Biblioteca dell’Archiginnasio e la Biblioteca di “Casa Carducci” di Bologna.

Inoltre, come ricordato nella voce biografica del Dizionario, non bisogna dimenticare lo studio interessante che il Cavara ha fatto sullo stato dell’istruzione:
Cavara, Cesare.
Cenni statistici sullo stato dell'istruzione primaria nella provincia di Bologna: desunti dalla
relazione generale compilata dal R. ispettore C. Cavara per l'anno scolastico 1861-1862, con quadri comparativi per gli anni 1859-60, 1860-1861 e 1861-62.
Bologna : Tipi di G. Vitali. 1863
Come si può vedere dall’elenco delle sue opere, dalla sua esperienza itinerante di ispettore scolastico e dal “clima” letterario e poetico del suo periodo, è una figura che, pur evitando di travisarne o esaltarne indebitamente l’importanza, merita di essere indagata, come meritano di essere approfondite le sue opere. Anche considerando che il 2007 è l’anno in cui si celebra Carducci, poeta principale di quel periodo e di quel clima letterario. Questo potrebbe avvenire in collaborazione con l’istituzione comunale di Casa Carducci a Bologna.
Questa breve documentazione ha lo scopo di comunicare questa lieta “scoperta”, di sottolineare, appunto, la necessità di un approfondimento del personaggio e di proporre, comunque, una iniziativa pubblica (magari presso il Centro “Amarcord”) per ricordarlo entro il 2007, sia dal punto di vista culturale (es. una lettura recitata di suoi testi, una comparazione dello stato della scuola primaria fra i primi anni dell’Unità italiana ed i nostri giorni, etc.), che dal punto di vista istituzionale (es.: intitolazione di una struttura pubblica).

Dalla ricerca effettuata nel Catalogo Unico Nazionale, queste sono le sue opere (almeno quelle catalogate nelle biblioteche italiane):


Risultato della ricerca: 19 documenti
No.
(1/19)
[Monografia] - Leggenda di Lazzaro, Marta e Maddalena / scritta nel buon tempo della
lingua italiana e data nuovamente in luce sopra una rara edizione del secolo 15. per
cura di Cesar - Bologna - 1853 (IT\ICCU\RAV\0265594)
(2/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Pro Margarita excelsa coniuge Humberti Sabaudi
principis Italiae dum Venetiis degeret : cantio / C. C - Vicetiae - 1876
(IT\ICCU\UBO\2240889)
(3/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - La Boemia : gaiezze e fremiti raccolti e commentati
da un antiboemico / [Cesare Cavazza] - Brescia - 1879 (IT\ICCU\TO0\0632722)
(4/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Per le illustri nozze Mazzacurati in Salina celebrate
in Bologna nel luglio 1856 : versi popolari / Cesare Cavara - [Bologna] - [1856?]
(IT\ICCU\UBO\1476735)
(5/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Rime in morte di due suoi fratelli / Cesare Cavara -
Bologna - 1839 (IT\ICCU\UBO\1476746)
(6/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Armonie popolari : scelte dalla edizione bolognese
del 1863 - Brescia - 1878 (IT\ICCU\PUV\0702500)
(7/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Poesie di Cesare Cavara : non comprese nelle
pubblicazioni del 1852 e 1855 - Bologna - 1857 (IT\ICCU\RAV\0266432)
(8/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Poesie popolari / di Cesare Cavara - Firenze - 1859
(IT\ICCU\SBL\0406615)
(9/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Rime di Cesare Cavara in morte di due suoi fratelli -
Bologna - 1839 (IT\ICCU\RAV\0265871)
(10/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - In morte di Adolfo Cavara : lacrime paterne -
Vicenza - 1875 (IT\ICCU\UBO\1296453)
(11/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Poesie popolari / di Cesare Cavara - Firenze - 1859
(IT\ICCU\SBL\0063635)
(12/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - I gatti di Ansaldo : novella in ottava rima - Bologna -
1866 (IT\ICCU\SBL\0063636)
(13/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Armonie popolari / di Cesare Cavara - Bologna -
1863 (IT\ICCU\TO0\0714585)
(14/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Poesie popolari erotiche e morali / di Cesare Cavara
- \Bologna! - 1852 (IT\ICCU\RAV\0192799)
(15/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Della dimora di Dante Alighieri a S. Giovanni in
Persiceto / Cesare Cavara - San Giovanni in Persiceto - 1866
(IT\ICCU\UBO\2353487)
(16/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Sulla prima sepoltura di Lodovico Ariosto e su
Gregorio Montagnana / documenti inediti da Cesare Cavara - Vicenza - 1872
(IT\ICCU\FER\0174850)
(17/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Nuove poesie popolari / di Cesare Cavara - Bologna
- 1855 (IT\ICCU\RAV\0266108)
(18/19)
[Monografia] - Aesopus - Favole esopiane / esposte in vario metro da Cesare Cavara ;
aggiuntovi l'elegante volgarizzamento delle nuove favole di Fedro e dell'appendice,
lavoro del chiarissimo - Bologna - 1840 (IT\ICCU\SBL\0402638)
(19/19)
[Monografia] - Cavara, Cesare - Pel 5. centenario di Petrarca celebrato li 18 luglio
1874 / Cesare Cavara - Vicenza - 1874 (IT\ICCU\NAP\0300421)
#1
23 ottobre 2007
Mario Mazzoni - Una vita esemplare
Riporto di seguito il link al testo on-line che riproduce la storia di Mario Mazzoni che ho cercato di ricostruire:

http://lorismarchesini.eu/doc/Mario_Mazzoni.pdf


Dalla premessa:

"Preparando l’inaugurazione della nuova sede comunale dei Democratici di Sinistra di Anzola  dell’Emilia (che abbiamo voluto sulla nuova Piazza Grimandi, dopo decenni di ospitalità al primo piano della Casa del Popolo), ci è sembrato naturale ricordare uno dei primi caduti anzolesi del ventennio, che è stato anche un protagonista dell’antifascismo nel nostro Comune: Mario Mazzoni, morto dopo essere stato torturato dalla polizia fascista il 21 novembre 1930.
A Mario Mazzoni è dedicata da tempo l’Unità di Base DS di Anzola-Capoluogo, circa 900 iscritti, la più grande della Federazione bolognese. Questo ricordo è importante anche perché la vita del giovane Mario Mazzoni è stata davvero esemplare. Nelle pagine che seguono questo si potrà capire meglio; basti comunque riflettere sul fatto che Mazzoni, nonostante il grande tributo di vite, coraggio, generosità, sacrifici che il popolo anzolese ha dato alla lotta antifascista ed alla Resistenza, come nessun altro ha riassunto in sé qualità straordinarie in un giovane che proveniva da una povera famiglia, anche se piena di dignità: intelligente, instancabile, difensore dei suoi compagni di lavoro, organizzatore dei giovani comunisti in tempi di dittatura fascista, capace di direzione politica, coraggioso nel sacrificio, anche dopo essere stato minato nel fisico dal carcere
duro. Giovani come Mazzoni hanno reso possibile la Resistenza, la Liberazione e l’orgoglio di chi era rimasto nella costruzione della democrazia italiana e di un forte Partito Comunista con tratti originali e democratici come quello italiano.
Recentemente è mancato un cittadino anzolese ex capo-partigiano, stimato da tutti: Augusto Monteventi; egli divenne vice-comandante di un gruppo armato autonomo (SAP) proprio intitolato a “Mario Mazzoni”, come un’ideale staffetta tra il primo antifascismo e la Resistenza (commissario politico era Nerio Cocchi, anch’egli anzolese). Il ricordo di Mazzoni è inoltre opportuno, a 100 anni dalla sua nascita (sarà nel 2004), anche come riflessione offerta a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia, della giustizia e della libertà in Italia: infatti, se grazie a Mazzoni ed a tanti altri è stato possibile un Novecento con enormi progressi, pur con grandi e lunghe tragedie, ora spetta a noi (ed in particolare ai giovani), cittadini del XXI secolo, capire il nostro ruolo, scegliere i nostri ideali e valori, impegnarci perché questo nuovo secolo possa conoscere un’umanità migliore, con più giustizia, con l’assunzione della responsabilità della pace.
D’altra parte dobbiamo saper difendere, anche con la memoria, i valori ideali e morali affermati con la lotta antifascista, la Resistenza, la guerra di Liberazione dal nazifascismo. Niente è conquistato per sempre, come ci ha ricordato recentemente Maria Cervi, la nipote di Alcide Cervi, dopo il bellissimo spettacolo dei ragazzi delle medie di Anzola, il 10 dicembre 2002.
Lo scrittore e germanista Claudio Magris scriveva sul Corriere della Sera il 20 novembre 2002: “C’è nel clima politico-culturale sempre più dominante, un’aggressiva negazione dei valori della democrazia e della Resistenza che forse ci costringe a ridiventare ciò che speravamo e credevamo di non venire più costretti ad essere, ossia intransigenti antifascisti”."





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