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Diario On-Line di Loris Marchesini

29 novembre 2008
Romano Prodi: il mondo è più importante del PD
Oggi scrivo di Romano Prodi per il bisogno che sento di prendere una boccata d’aria, dopo questo inquinamento continuo dell’atmosfera nel PD nazionale e bolognese. Ci sono dentro con l’impegno tutti i giorni, i prossimi saranno ancora più duri. Si potrà cercare ossigeno almeno nel fine settimana ? 

La sesta vita di Romano Prodi (dopo l’Università, l’IRI, il primo Governo dell’Ulivo, la Commissione Europea ed il secondo Governo del 2006) sembra sempre più rivolta verso il mondo, i suoi grandi problemi attuali ed il suo futuro. Per il quale Prodi ha fondato, nel luglio di quest’anno, la “Fondazione per la Collaborazione fra i Popoli” (FCP), con sede a Bologna.

Questo suo attuale impegno l’ha spiegato nell’intervista a “Famiglia Cristiana” (22 ottobre), non a caso intitolata “Ricomincio dal mondo”. Che si conclude con una risposta bruciante alla domanda sulla politica italiana sull’immigrazione: “L’Italia vuole gli immigrati di notte, per fare i turni in fabbrica, ma non i loro bambini di giorno. Vuole le badanti, ma solo quando badano. Poi devono scomparire”.

Non poteva che essere così, per Romano Prodi. Dopo essere stato protagonista della maggiore innovazione politica italiana (l’Ulivo e poi il percorso per il Partito Democratico), dopo essere stato l’unico a sconfiggere due volte Berlusconi, dopo aver portato la sinistra al governo e l’Italia nell’euro, dopo essere stato il primo presidente italiano della Commissione Europea, ora, dopo che per la seconda volta il centrosinistra italiano è riuscito a rovinare anzitempo la sua opera, avrà sentito la necessità di staccare la spina alla politica italiana, di lasciar depositare la polvere dopo le grandi delusioni politiche affinché l’aria torni limpida, almeno quella dell’atmosfera che gli è più congeniale, quella della politica alta che origina idee, che governa per il bene comune e che ha come scenario l’Europa, il mondo e non le piccole beghe interne del Partito Democratico il cui primo anno di vita non è stato come lui l’avrebbe voluto.

Ha già avuto richieste, da alcune organizzazioni, di impegnarsi sul grande tema della pace e su quelli ad essa collegati dell'energia, della fame e su una, quella dell'ONU sul 'Peace Keeping' in Africa, sta già lavorando. 

Ma non si limita a questo. Il 18 novembre era a Zurigo dove ha tenuto una lezione magistrale al “Churchill’s Europe 2008 Symposium” (“What will happen in Europe?”). In cui ha sottolineato l’esigenza per l’Europa di avere non meno politica, ma più politica. E la democrazia ha bisogno di partiti politici che riescano a recuperare il gap di innovazione rispetto alle istituzioni e all’economia.

Questa settimana poi è stato protagonista in uno scenario che neanche il più geniale scrittore di fantapolitica poteva immaginare: per una settimana è in Cina dove ha incontrato alcune delle massime personalità di questa nazione sterminata e dove è stato chiamato a tenere lezioni di politica e di economia alla scuola di Pechino del Partito Comunista Cinese. Il Professore che dà lezione ai comunisti. Non c’era neanche riuscito in casa sua, in Italia, a far capire la lezione ai vari Diliberto, Giordano e Bertinotti.

Ora vi è solo da sperare che questo nuovo impegno internazionale di Prodi, oltre a farlo respirare aria più limpida, possa ispirare il Partito Democratico ed i suoi dirigenti ad una condotta più responsabile e davvero attenta al bene comune della comunità nazionale. Altrimenti si potrebbe ripetere in campo politico ciò che Tito Livio racconta a proposito degli interessi militari romani: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata).



21 settembre 2008
Auguri a Romano Prodi, auguri per la pace in Africa !
Fra le cose bizzarre italiane possiamo anche inserire la disattenzione mediatica e politica verso una persona che, fino a pochi mesi fa, era il capo del governo, il leader dell’Ulivo, dell’Unione ed il padre fondatore del Partito Democratico. Cioè Romano Prodi.

Se poi parliamo di attualità, la disattenzione è ancora più strana rispetto alla notizia del conferimento a Romano Prodi, da parte del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, dell’incarico di coordinatore delle missioni internazionali per il mantenimento della pace in Africa. Il ruolo in Africa delle Nazioni Unite è stato definito dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza 1809 votato il 16 aprile 2008.

L’annuncio è di pochi giorni fa ed ha raggiunto Romano Prodi mentre era a Novellara (RE), ospite, assieme a Gad Lerner, della manifestazione “Uguali e diversi”.

Ban Ki-Moon ha voluto il professore bolognese per guidare una missione di cui fanno parte uno statunitense, un cipriota, un giapponese, un designato dalle Isole Mauritius ed un iraniano.

Oggi è la giornata internazionale della Pace (21 settembre, Day of Peace).

Nel settembre 2001, il movimento guidato da Jeremy Gilley, regista inglese, Peace One Day   raggiunse il suo principale obiettivo. Una risoluzione (A/Res/55/282) dell'Assemblea Generale, promossa dalla Gran Bretagna e dal Costarica e adottata all'unanimità dagli Stati membri dell'ONU, istituì formalmente la Giornata Internazionale delle Nazioni Unite per la Pace.

Tanti auguri a Romano Prodi! Per ciò che ha fatto per il nostro Paese, per il rinnovamento della politica italiana (ha vinto entrambe le competizioni elettorali con Berlusconi), per il contributo forte all’Unione Europea (prima con la battaglia vinta per l’entrata nell’Euro, poi come Presidente della Commissione Europea). Certamente il suo prestigio è maggiore in Europa e nel mondo di quello riconosciuto in Italia. Spesso è così: nessuno è profeta in patria. Anche questo importante incarico l’ha avuto per il suo prestigio all’ONU e presso l’Unione Africana, non certo per le proposte e gli appoggi del mondo politico italiano. Forse è meglio così. Tanti auguri anche alla Pace in Africa!

A lanciare la candidatura Prodi è stata in prima battuta l'Unione africana, che guarda a lui per l'esperienza accumulata come presidente della Commissione europea, oltre che come premier italiano. Ban Ki Moon ha subito cavalcato la scelta: una conquista "personale" di Prodi, legata alla sua storia, e non da designazioni di nazioni (nemmeno l'Italia, dove nessuno, in qualsiasi schieramento, sapeva davvero cosa bolliva nella pentola del Palazzo di Vetro) e tantomeno di aree politiche.
L'incarico avrà una validità semestrale, anche se tutto il futuro è da giocare. Prodi e la sua squadra devono trovare i modi per organizzare in un sistema per quanto possibile collegato i vari interventi di peacekeeping in Africa. Ora la situazione è disarticolata, con perdite di denaro ed efficienza negli aiuti e nei tentativi di pacificare le molte zone e le molte cause di conflitto.”
(da “La Repubblica”).


9 agosto 2008
9 agosto: compleanno di Prodi senza Enzo Biagi
Oggi, 9 agosto, è il 69° compleanno di Romano Prodi, leader dell'Ulivo, l'unico che ha vinto sempre contro Berlusconi ed il centro-destra. Auguri, Professore!

Ora, senza Romano Prodi a Palazzo Chigi, l'Italia, che già non stava bene, sta ancora peggio ed è in mani incompetenti e pericolose. Gli unici aspetti positivi ora sono i conti pubblici migliorati rispetto al 2006, una quasi-quattordicesima ai pensionati, una legge più severa per la sicurezza sul lavoro, tutte eredità di Prodi.

Il Partito Democratico, di cui Prodi è il padre fondatore, è ora in una situazione difficile, nonostante 12 milioni di voti, il 33,7%. Sconfitta alle elezioni politiche, un governo di destra che va avanti come un treno (non come nel 2001), la nostra opposizione che non riesce a evidenziarsi, concretizzarsi, incidere.

Ora Romano Prodi si è preso una pausa, necessaria dopo tante fatiche e forse, anche dopo tanta amarezza. Ma io spero che possa tornare nel PD a darci una mano, a dare una mano a Walter Veltroni visto che in tanti, con grandi responsabilità, cercano invece di distinguersi con altre, spesso divergenti, iniziative.

Oggi era anche il compleanno di un altro grande italiano, uno dei migliori giornalisti della seconda metà del Novecento, Enzo Biagi. E con Prodi si sentivano sempre in questo comune compleanno. Ma Biagi non è più tra noi dal novembre scorso. Ma noi lo ricordiamo ancora e sentiamo il bisogno delle sue domande secche, concrete, che rispettavano l'intervistato senza concedergli nulla. Ciò che deve fare un giornalista: When, Where, Who, Why, What.

Ecco, di seguito, un ricordo di Enzo Biagi pubblicato oggi sul "Corriere di Bologna", scritto da mio figlio, Matteo Marchesini.



26 luglio 2008
L’alleanza politica più importante per il PD: quella con il Paese democratico
 
A me pare che tutte le reazioni politiche, anche le più autorevoli (da Veltroni in giù), alle decisioni, agli annunci di questo governo di destra non riescano mai a tenere conto della gravità complessiva di ciò che sta avvenendo. Questo governo che si sta muovendo probabilmente con una efficienza, una incisività, una velocità della maggioranza che neanche loro stessi si aspettavano. Si reagisce ad un annuncio grave, ad una legge approvata vergognosa e pericolosa, a decisioni che dividono il Paese, ma sempre senza risalire al disegno complessivo grave e pericoloso per la democrazia in Italia: ormai penso che alla maggioranza degli italiani vada bene anche che il premier si risolva i suoi personali problemi con la giustizia, che divida i cittadini fra zingari e no, che accusi in modo sconsiderato la magistratura. Tanto ciò che importa è che “Napoli è stata liberata dai rifiuti”, “saremo più sicuri rispetto agli zingari”, etc..
 
Di fronte alle numerose e gravi decisioni del governo e della maggioranza parlamentare di questi mesi, il centrosinistra, già indebolito dal risultato elettorale e dalle sue divisioni, spesso balbetta con deboli dichiarazioni del governo-ombra del PD, organizza un pezzo di opposizione del più trito anti-berlusconismo, chiamando in aiuto giornalisti, attori comici, oppure si divide la ricerca di visibilità dei suoi leaders con l’istituzione od il rafforzamento di tante sedi e parrocchiette che tutto servono fuori che a rafforzare il PD nel Paese ed in Parlamento.
 
Il PD poi continuamente dibatte le possibili e migliori alleanze (ancora con Di Pietro ? con l’UDC ?, con una nuova Sinistra Arcobaleno ? ed il PS ? e i Radicali, dipinti spesso come il diavolo che fa scappare i cattolici dal PD ?). E’ una discussione certo necessaria, ma che spesso tocca punte surreali ed astratte. Come quando una delle persone più intelligenti del PD (Gianni Cuperlo) arriva a rispondere che, si, Casini potrebbe anche votarlo come “nuovo Prodi”. Ma si ha il minimo di conoscenza di cosa è stato l’Ulivo e Romano Prodi ? Cosa c’entra Casini con il PD. Al massimo potrà essere un alleato tattico.
 
 
Ma vi è un’alleanza strategica per questa fase che sembra nessuno vuole prendere in considerazione e cominciare a costruire: vale per questa fase della politica nazionale, vale per le necessità gravi del Paese, per la sua tenuta democratica, vale anche per le tantissime realtà locali che nel 2009 andranno al voto per le elezioni amministrative. E’ quella con il Paese democratico, non voglio dire migliore, è una definizione che non mi piace, ma certamente con le donne, gli uomini, i giovani, le associazioni economiche e del volontariato che hanno come comune denominatore la consapevolezza della gravità della situazione del Paese (oggettiva, consapevolezza che non ha nei fatti questo governo), delle misure di questo governo, della necessità di rilanciare lo sviluppo sostenibile del Paese, le sue sfide democratiche, il miglioramento delle condizioni economiche e sociali delle famiglie più in difficoltà.
 
Costruiamo questa alleanza, in ogni località, ma anche con una forte iniziativa che deve partire la PD nazionale, da Veltroni. La raccolta di 5 milioni di firme, la manifestazione del 25 ottobre vanno bene, ma non bastano. Lanciamo l’alleanza con l’Italia democratica per salvare e rilanciare il nostro Paese. Le alleanze con alcuni partiti non bastano.
29 aprile 2008
Dovremo discutere molto, ma non del PD e non di Veltroni

Abbiamo subito due sconfitte pesanti: quella per il Governo e quella per il Comune di Roma. Ed altre sconfitte e vittorie minori (perso Brescia e conquistato Vicenza, per esempio).

Abbiamo avuto un buon risultato a Bologna, nella sua provincia ed, in generale, in Emilia-Romagna.

Da oggi dovremo saper fare contemporaneamente due cose che è difficile tenere insieme: proseguire con ancora più impegno e convinzione il radicamento e la costruzione dell'identità del PD, della sua vocazione maggioritaria. Ed allo stesso tempo riflettere sugli errori tattici e programmatici e, quindi cambiare senza perdere tempo, questi aspetti negativi. Invece di circondarci di personaggi dello spettacolo, della cultura appariscente, magari bravissimi, per carità, cerchiamo di farci aiutare da intellettuali, ricercatori, scienziati che sono coloro che conoscono meglio di altri le materie oggetto dei nostri errori. Per esempio: Aldo Bonomi, sociologo, profondo conoscitore dei fenomeni sociali del Nord.

Una cosa non dobbiamo fare, altrimenti distruggeremmo l'albero (l'Ulivo) che abbiamo fatto crescere (il PD): ridiscutere il progetto del PD, ridiscutere con polemiche ed accuse velenose il nostro segretario, Walter Veltroni. Vorrebbe dire che non abbiamo capito nulla di ciò che abbiamo fatto e di ciò che ci hanno chiesto 3 milioni e mezzo di cittadini italiani il 14 ottobre.

 

4 aprile 2008
L'informazione impazzita del "Giornale"

"IL Giornale" di oggi, pag.3, metà dedicata ad un articolo di un giornalista non secondario del quotidiano (Stefano Filippi), stavolta inviato ad Anzola dell'Emilia ! Titolo: "Anzola, il paese dell'urna impazzita". Siamo rimasti allibiti dall'onore che ci ha fatto il giornale della famiglia Berlusconi, ma ancora di più dagli errori e dalla superficialità che caratterizzano l'articolo.

Pensavamo ad uno scoop (inventato, ma magari con arte), invece troviamo un maldestro tentativo di aprire la strada alla tesi dei brogli in terra storicamente di sinistra, luogo molto difficile per la demagogia populista del PdL. Per magari poi giustificare un'altra loro sonora sconfitta.

E per fare tutto ciò vengono sul "luogo del delitto" 2 anni dopo per raccontare di "strani" risultati delle elezioni politiche del 2006. E scomodano anche il capogruppo anzolese di FI, Roncaglia e la responsabile della Lega Nord di Persiceto, Rusticelli. Che si prestano al gioco, ben sapendo che non esistono, nella realtà, problemi e sospetti.

Rimandando all'articolo, proviamo a capire le notizie (?) principali che vengono scritte:

1)  la base dell’articolo è un dato normalissimo: 56 schede bianche alla Camera, 74 al Senato;  da questo numero traggono la conclusione che un elettore su quattro (24,32%) avrebbe votato alla Camera ma non al Senato (!), record italiano secondo il loro grafico. Non c’è male come preparazione matematica (e giornalistica): su più di 9000 elettori, 18 elettori di differenza rappresentano in realtà lo 0,2%;

2)  è vero invece che Anzola, nel 2006, è stato il Comune del bolognese con il voto più alto all’Ulivo (anche se “Il Giornale”, che vede comunisti dovunque, scrive in realtà “il più rosso”); se nel “Giornale” non ci fosse pregiudizio riuscirebbe a concludere che il numero più basso di schede bianche alla Camera (in ogni caso un numero basso, neanche l’1%) è derivato da un dato politico: molti elettori erano più convinti di votare Ulivo alla Camera, meno ai singoli partiti al Senato, dove l’Ulivo non c’era; ad Anzola infatti, nel 2006, la differenza fra il voto all’Ulivo alla Camera (58,2%) è stato superiore del 5% alla somma dei voti DS e Margherita al Senato

Conclusione: i giornalisti cerchino di lasciare liberi gli elettori di scegliere di votare in libertà, senza alzare sospetti preventivi, informando correttamente ed analizzando in modo più intelligente i fenomeni politici. E lascino il signor Rossi di Anzola a vivere in pace in un Comune fra i più civili e solidali in Italia.

24 marzo 2008
Legge 194, il valore aggiunto del PD

Non è un argomento facile, neanche dentro al Partito Democratico, quello della legge 194. Poi ci aggiungi l'intervento offensivo verso la donna di Napoli, la lista "pro life" di Ferrara, la campagna elettorale, le continue precisazioni della Chiesa ed otteniamo una matassa difficile da dipanare e da cui far scaturire i valori condivisi nel PD.

Però proprio il PD, il suo "manifesto dei valori", il vero confronto che esiste all'interno (e l'ascolto reciproco) sono la chiave di volta per la soluzione.

Offro un esempio locale ma significativo: ad Anzola dell'Emilia, dopo l'assemblea territoriale del PD di Bologna e dopo il fatto di Napoli un'amica assessore prepara un OdG su questo argomento per discuterlo nel nostro Gruppo dell'Ulivo e presentarlo. Intanto il Gruppo PRC-Verdi ed il Gruppo SDI (entrambi all'opposizione) presentano due OdG sulla 194. Cerchiamo di fare un unico OdG con il gruppo PRC-Verdi, forse ci riusciremo, forse no. Ma nella riunione del mio Gruppo la discussione diventa molto accesa, calda, su tre questioni: l'aggettivo "saggia" con cui nell'OdG bozza ns e PRC-Verdi definiamo la legge 194, la formulazione storica "autodeterminazione delle donne" e la denuncia dell'alta percentuale di obiettori in alcune realtà italiane. Su questi tre punti alcuni consiglieri cattolici esprimono la contrarietà. Allora è venuto in soccorso il documento presentato dalle senatrici del PD (Finocchiaro, Binetti ed altre ..). Nel senso che sui tre punti contesi abbiamo utilizzato la formulazione del documento delle senatrici.

In questo modo all'interno del Gruppo consiliare dell'Ulivo, senza rifiutare le sensibilità di nessuno, abbiamo condiviso un documento ed i valori che lo ispirano. Quindi un'elaborazione del PD, non a caso proposta da donne, ci è servita come riferimento per risolvere la nostra discussione accesa.

Poi vedremo come andrà in Consiglio comunale con le minoranze. Ma questo è un altro discorso.


1981. Il 17-18 maggio si svolge la consultazione referendaria pel l'abrogazione della legge 194.

L'Udi lavora per la difesa della legge.

28 novembre 2007
Troppe mani libere
Dini, Bordon, Diliberto, Giordano (per non parlare delle precedenti performances di Mastella, Di Pietro, Rossi, Turigliatto, etc..): in troppi ormai dichiarano di avere le mani libere. E fra questi  responsabili rappresentanti del bene comune (!) uno accusa di ricatto l'altro (vedi ieri sera Diliberto che ha dato del ricattatore a Dini).

Mai come in questi momenti viene da pensare all'urgenza di una legge elettorale che non consenta queste posizioni quasi individuali di ricatto del Parlamento e del Governo, tra l'altro dopo aver concordato su un programma di governo ed aver preso i voti dagli elettori per sostenere questo programma. Oppure aver preso i voti degli elettori dell'Ulivo per poi usarli per cercare di mettere in crisi il premier, massima espressione dell'Ulivo stesso.

Papa Giovanni Paolo II auspicava nei politici una "prudente sollecitudine per il bene comune". Io non voglio banalizzare le idee di merito dei rappresentanti politici dalle mani libere (alcune sicuramente giuste), ma sicuramente la loro priorità non è coincidente con il monito di Papa Woytila. Spesso il risultato finale, ad esempio: il protocollo del Welfare, è molto più importante dei vari piccoli aggiustamenti e compromessi che si devono fare per tener conto proprio delle richieste delle opposte ali del centrosinistra.

Occorre che queste forze politiche, minuscole o medie che siano, depongano le proprie bandiere, la smettano di cercare 10 interviste al giorno per la loro visibilità e mantengano le mani occupate per lavorare per il Governo Prodi. I cittadini italiani, anche quelli giovani, trarranno beneficio da questa coerente e graduale azione di governo, non certo da quotidiane minacce di crisi.

Per fortuna, invece, che vi sono ministri della Repubblica che, con notevole understatement ma anche con grande determinazione, lavorano sicuramente per il bene comune: mi riferisco, per gli argomenti Finanziaria e Welfare, a Padoa Schioppa e Damiano. Gli ho ascoltati da Fazio e da Floris: tanta passione unita a calma, risposte a bassa voce, concretezza e mai politichese.

Ma la parte negativa della vita non ci abbandona: basta pensare alla notizia del "regalo" natalizio di 3 milioni di € ai consiglieri regionali della Campania (la proposta iniziale era di 8 !) con placet della coppia di centrosinistra Bassolino - Lonardo (moglie di Mastella).
Mentre a Napoli da 16 mesi non vengono pagate le associazioni (SAM) che si occupano dell'accoglienza ai minori.



Minguzzi -  Porta del bene e del male, vitale e agricola (Vaticano, 1970-1977)


21 novembre 2007
Ecco il nuovo simbolo del PD !
"Walter Veltroni ha presentato il simbolo del nuovo Pd. Un disegno semplice, con i colori della bandiera italiana: la P è verde, la D è bianca contornata di rosso, sotto c'è la scritta Partito democratico, con un piccolo rametto d'ulivo a sottolineare la continuità con la storia di questi anni. L'autore del bozzetto è un giovane molisano di 25 anni: si chiama Nicola Storto." ( www.corriere.it )

"
E' il simbolo di un grande partito che guarda al futuro e vuole bene all'Italia. Il partito del patriottismo dolce. Noi saremo così”, dichiara Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd." ( www.repubblica.it )



Nicola Storto è
fresco di laurea in Comunicazioni visive e multimediali dello IUAV di Venezia ed ha avuto come docenti Leonardo Sonnoli, Thomas Bisiani, Michel De Boer, Enrico Camplani.

Volendo ironizzare un pò, speriamo che il simbolo ideato da Storto ci aiuti a fare un percorso "dritto", contribuendo a migliorare la democrazia italiana!
21 novembre 2007
Nel nuovo simbolo del PD c'è l'Ulivo. Non più sezioni ma circoli di base.
Veltroni ha ora annunciato che alle 17, a Roma, verrà presentato il nuovo simbolo/logo del Partito Democratico. E Prodi, che ha appena parlato con Veltroni, ha comunicato che nel nuovo simbolo vi sarà l'Ulivo, con sotto la scritta PD. Bene ! Meno male, il mio timore era che non ci fosse più l'Ulivo. Il PD è una cosa nuova, non è la ripetizione dell'Ulivo. Ma nasce dall'esperienza innovativa e coinvolgente di questi 12 anni di Ulivo. La storia si preoccuperà, fra qualche decennio, di raccontare e dare risalto a questa lunga boccata di ossigeno della politica italiana che è stato l'Ulivo dal quasi crack politico-economico dell'Italia del 1992-1994 al secondo Governo Prodi del 2006 ed al PD di adesso. Onore a Prodi ed anche Andreatta e Scoppola saranno più sereni, se nel posto in cui sono ora si può essere ancora più sereni.



La riunione a Roma dei segretari regionali del PD con Veltroni e Bettini ha deciso un percorso positivo ed innovativo per l'insediamento del PD sui territori (circoli di base, sparisce il termine "sezione" da partito centralista del '900); riporto il comunicato dal sito www.ulivo.it:

PD: CIRCOLI E FORUM PER COINVOLGERE I CITTADINI


La nomina transitoria dei coordinatori provinciali e l'avvio dei forum tematici ma soprattutto la costruzione di circa 8000 circoli del Partito Democratico in tutta Italia. E' questa la tabella di marcia dei lavori delineata oggi nella nuova sede del Partito Democratico. A compilarla al fianco del segretario Walter Veltroni e del coordinatore Goffredo Bettini i segretari regionali del Pd.

«Tra dicembre e gennaio – ha spiegato il segretario al termine dell’incontro - lavoreremo per costruire 8 mila circoli del Partito democratico in tutta Italia per portare il partito nei luoghi dove c'è la gente».

«Ma al tempo stesso – ha però tenuto a precisare illustrando le modalità in cui il nuovo partito si radicherà sul territorio - , il coinvolgimento sarà fatto con modi nuovi». I circoli del Pd avranno, infatti, caratteristiche e collocazioni diverse rispetto alle sedi tradizionali dei partiti e saranno utilizzati anche mezzi nuovi di coinvolgimento come internet e le nuove tecnologie.

«Dobbiamo lavorare – ha concluso Veltroni - per costruire il Partito democratico attraverso il coinvolgimento del popolo delle primarie e non solo».

«E' andata molto bene e abbiamo preso decisioni all'unanimità. Ora – ha aggiunto Bettini - dobbiamo mettere il Pd con i piedi per terra, dobbiamo implementare l'esperienza democratica delle primarie e raccogliere entusiasmo, attese e speranze. Ci siamo dati un calendario di lavori – ha continuato - che si può riassumere in tre punti: l'elezione in forma transitoria delle strutture provinciali «che gestiranno la fase costituente fino alle decisioni della commissione statuto», la costruzione dei circoli di base e l'avvio dei forum».

«Il 24 novembre – ha poi spiegato più dettagliatamente affrontando il primo punto - ci sarà la nomina dei coordinatori provinciali e c'è stata una risposta alla sollecitazione mia e di Veltroni perchè ci fosse una grande rappresentanza femminile. In Calabria ad esempio c'è la scommessa di nominare 5 donne coordinatrici provinciali. Sarebbe un fatto simbolico e concreto importante».
 
Altra tappa decisa la costituzione dei circoli di base, il modo «per tornare a stare dove la gente vive, lavora, studia e la parola d'ordine è costruirne ottomila tra dicembre e gennaio».

«Si è preso atto – ha, infatti, evidenziato Bettini - di una fase di grande dinamismo politico del Pd che in un mese ha creato uno scenario politico italiano totalmente nuovo ed ha preso iniziative dalla legge elettorale alla sicurezza, che hanno stabilizzato il governo. Ora si tratta – ha continuato - di implementare la straordinaria esperienza delle primarie e raccogliere l'entusiasmo di tante persone».

«Daremo – ha poi aggiunto - un attestato a tutti coloro che parteciperanno alla fondazione dei circoli con una frase di Walter sul rinnovamento della politica e il nuovo simbolo». Un documento che testimonierà «che si è voluto fare un passo in più rispetto ad andare a votare alle primarie».

Ultimo punto affrontato nel corso della riunione: i forum tematici. «Io personalmente – ha affermato Bettini - li immagino molto aperti con il coinvolgimento di competenze e risorse della società italiana».

Forum che «dovranno - ha chiarito ancora Bettini - essere molto aperti perchè abbiamo bisogno come il pane di ripensare l'Italia e i suoi problemi in modo approfondito valorizzandone talenti e risorse. In questo senso i partiti tradizionali si erano troppo rinsecchiti».

Forum che avranno il compito di istruire temi su cui chiamare gli elettori a decidere. «Penso ad esempio – ha spiegato - al tema del testamento biologico, ma anche della cultura. Coinvolgere la società - ha concluso - è un obiettivo del Pd».


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