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Diario On-Line di Loris Marchesini

4 agosto 2009
Pensieri difficili e dubbi sulla strage di Bologna

Domenica ho partecipato ancora una volta alla manifestazione per il ricordo della strage del 2 agosto 1980. La più grande e sanguinosa dal dopoguerra. Un colpo tremendo alla democrazia italiana ed alla città di Bologna. E’ vero ciò che ha detto Flavio Delbono: tutti noi (almeno chi ha almeno 40 anni) ci ricordiamo cosa facevamo quel giorno. Una data rimasta impressa nella memoria permanente dei bolognesi.


Molte persone, tante istituzioni, molto duro Bolognesi, bravo Delbono a proporre di rinnovare il rituale per ridare sostanza alla memoria. Ma, alla fine, due stupidità antidemocratiche si sono incontrate: i fischi continui, rituali, al ministro Bondi e le provocazioni di questo che dice ai cittadini che solo lui sa cos'è la democrazia. Stupidità, certo, quella dei fischi: lo penso consapevolmente. In una società democratica anche i fischi sono una espressione di libero pensiero, ci mancherebbe. Ma che ogni anno vi siano persone, non importa se di sinistra, che mettono in scena il rituale del fischio verso qualunque rappresentante dei governi di centro-destra, dimenticando completamente che siamo lì innanzitutto per onorare le 85 persone uccise, le vittime ferite, i loro familiari, a me dà fastidio e mi sembra un rito stanco, stupido, senza fantasia. L’esatto contrario di ciò che giustamente ha chiesto Delbono.

 

Tra l’altro sulle questioni poste da Bolognesi a nome dell’Associazione dei familiari i governi di centrosinistra non sono esenti da responsabilità, ritardi, sottovalutazione.

 

E vi sono altre cose poco chiare, difficili da pensare con i requisiti della certezza, della serenità, delle convinzioni sicure e fondate. La messa in libertà definitiva di Valerio Fioravanti non fa che complicare questo quadro, aggiunge confusione ma rende ancora più palese la gravità della mancanza della verità, quella completa.

 

Ed allora vi sono alcuni altri pensieri che non riesco a scacciare dalla mente; di nessuna strage italiana, di nessuna azione terroristica rilevante in Italia si sa tutto e tutti i responsabili sono stati assicurati alla giustizia. Per la strage del 2 agosto la situazione è ancora più torbida. Per tutto ciò che ha ricordato Bolognesi. Ma anche perché non c’è nessuna certezza (se non la sentenza dei giudici, che ovviamente va rispettata) che Fioravanti e Mambro (autori comunque di tanti omicidi) siano effettivamente colpevoli della strage.

D’altra parte, indipendentemente dalla strage del 2 agosto, è difficile accettare (anche se è ciò che prevede la legge, come correttamente ricorda Daria Bonfietti) che un pluri-omicida fascista come Fioravanti sia ora libero in modo definitivo. Assolutamente inaccettabile poi è che già il primo giorno di libertà cominci a pontificare e a suggerire cosa la politica e la giustizia dovrebbero fare!

Ma Bolognesi ed i familiari non possono avere la loro tristezza e la loro rabbia lenite dal fatto di avere dei colpevoli qualunque in carcere: ciò che è giusto e necessario è che tutti i segreti siano svelati, che tutta la verità emerga. Non una verità purchessia.

 

Mi sembra utile l’articolo di Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera di oggi:

http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_03/fioravanti_libero_strage_bologna_bianconi_c5d43ec4-7fee-11de-bb07-00144f02aabc.shtml

 

Infine penso che il centrosinistra non abbia fatto tutto quello che doveva fare per rispondere positivamente all’esigenza di trasparenza sugli apparati dello stato, anche sui servizi segreti e militari. Ciò non è più rimandabile, costi quel che costi. I proprietari della verità di una società democratica sono i cittadini, in questo sono sovrani. Non una burocrazia statale rigida, chiusa, se non spesso dimostratasi collusa con le forze terroristiche ed anti-democratiche. Abbiamo sempre offerto tante parole in piazza, abbiamo giustamente guidato spesso la protesta, l’indignazione. Ma siamo stati poi formalisti ed inadempienti quando eravamo al governo.

Intanto, piccola cosa ma significativa, la sera stessa di domenica alla Festa dell'Unità di San Giacomo del Martignone (circa 1000 persone ogni sera a cena) abbiamo programmato uno spettacolo teatrale (in forma ridotta) sulla strage del 2 agosto: "Il sonno della ragione genera mostri: 2 agosto 1980", della compagnia "Cantine Teatrali Babele". Un modo per cercare di ricordare in modo meno rituale e che possa servire anche ai giovani. E lo spettacolo si chiude, non a caso, con la recita dell'editoriale di Pasolini sul Corriere della Sera del novembre 1974 ("Io so ..."):

http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html


23 ottobre 2008
"Marzabotto": grande teatro tragico di Lucarelli e Belli
Ieri sera io e mia moglie siamo andati a teatro (Teatro Duse di Bologna, arrivarci e parcheggiare è stata un'impresa!) per assistere allo spettacolo in prima nazionale "Marzabotto", scritto da Carlo Lucarelli e Matteo Belli ed interpretato dallo stesso Belli.

La vicenda narrata è quella della strage di Marzabotto, 770 persone massacrate nella zona dell'altopiano di Monte Sole fra il 29 settembre ed il 5 ottobre del 1944, soprattutto vecchi, bambini, vecchi e qualche prete, rimasto a difendere i propri parrocchiani. Ad opera delle truppe tedesche delle SS comandate dal maggiore Walter Reder. Ma lo spettacolo inizia dall'armadio della vergogna ed ha come protagonista l'archivista Gargiulo.

Un teatro tragico di altissimo livello, con un autore/attore protagonista, Matteo Belli,
straordinario, come già avevo avuto modo di vederlo altre volte. Straordinario per mestiere (riesce a fare qualsiasi espressione, voce, dialetto, personaggio), straordinario per intensità che, in mezzo ad una tragedia immane e bestiale come questa (raccontata da lui attraverso vari personaggi che parlano dentro l'armadio), riesce a produrre anche per lo spettatore la liberazione catartica del dolore accumulato.

E, per ultima, la sensazione, riprovata, di essere cittadini di un Paese che ha tante vergogne chiuse negli armadi.
12 dicembre 2007
12 dicembre 1969 e krapfen: che tristezza !
"Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare”
                                                                                      (Leonardo Sciascia)

Il 12 dicembre 1969, a Milano, alle ore 16,37 nel salone della Banca dell’Agricoltura a piazza Fontana, esplode un ordigno che provoca la morte immediata di 13 persone e 90 feriti, 2 dei quali decedono in seguito. Muoiono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Ennio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangallo, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè. Ancora in piazza Fontana, dove si era recato dopo la strage, in serata viene aggredito il senatore comunista Gianfranco Maris.
Sempre il 12 dicembre, a Roma, alle ore 16,45 nella sede della Banca Nazionale del Lavoro esplode un ordigno che ferisce 14 persone. Alle 17,16, una seconda bomba deflagra sotto un pennone portabandiera all’Altare della patria. Alle 17,24 un terzo ordigno esplode, sempre all’Altare della patria, davanti all’ingresso del Museo del risorgimento, provocando 3 feriti.
Il senatore DC Marcora dichiara: "... questi attentati si collocano in una precisa logica: svuotare sul piano politico le conquiste sindacali ottenute dai lavoratori dopo mesi di lotta condotta con esemplare coscienza civica e democratica; portare la battaglia politica del nostro paese al clima soffocante di un regime autoritario".

Alcuni imbecilli, naturalmente così coraggiosi da avere il volto coperto, hanno "attaccato" la sede del PD a Roma con krapfen alla crema e non hanno trovato di meglio, come motivazioni, che strumentalizzare la strage di 38 anni fa ed attaccare il "pacchetto sicurezza", che non toglie democrazia e libertà a nessuno.



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