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Diario On-Line di Loris Marchesini

23 febbraio 2009
Matteo Renzi, se tieni davvero al PD, smettila di dare interviste!
Oggi ho letto le risposte che Matteo Renzi, candidato del PD a sindaco di Firenze dopo aver vinto le primarie, ha dato a Francesca Schianchi della "Stampa". "Hanno eletto il vicedisastro", ha detto a proposito dell'elezione di Dario Franceschini. Se questo significa essere l'Obama italiano, se questa è la forza in più che i giovani emergenti possono portare al progetto del PD, io ne faccio volentieri a meno. Molte risposte di questa intervista sembrano la fotocopia aggiornata di alcune velenose risposte di Massimo D'Alema. Allora meglio tenersi l'originale e soffrire una volta sola.

Per fortuna che Franceschini, sabato, ha chiesto solidarietà, unità sulle decisioni e polemiche, discussioni aspre non sui giornali o in TV, ma nei colloqui dirette fra le persone, nella riservatezza. Renzi pensa di aiutare il progetto del PD, dello stesso congresso e delle future primarie (vere) con queste dichiarazioni ? Io gli consiglio di pensare a Firenze, dove gli auguro di vincere. E' già molto dura comunque. Senza aggiungere il carico di irritazione e di indignazione che molti elettori ed iscritti, che hanno davvero a cuore il PD, avranno già oggi di nuovo dopo aver letto queste dichiarazioni.

Renzi ha 34 anni, è già un uomo adulto da molto tempo, anche se oggi in Italia sembra che un trentenne dovrebbe essere considerato quasi adolescente. Ha sicuramente capacità, carisma. Pensi a La Pira più che a Obama, impari da persone "vecchie" come Piero Fassino che, con tante vittorie dal 2002 al 2006, si è fatto da parte continuando ad aiutare gli altri. Come in questi ultimi giorni, in cui ha lavorato dietro il palcoscenico per costruire una soluzione condivisa, certo non definitiva, in un momento drammatico. Le primarie ed il congresso in questo momento volevano dire tornare a guardarsi l'ombelico, non essere presenti in mezzo alla società, in Parlamento, nelle campagne elettorali.

Abbiamo bisogno di una nuova generazione di giovani dirigenti capaci, competenti, generosi, con idee nuove. Non abbiamo bisogno di giovani arroganti e che imitano gli aspetti peggiori delle generazioni più anziane.


31 dicembre 2008
Il 10% del finanziamento pubblico del PD in solidarietà

Oggi è l’ultimo giorno del 2008. Un anno difficile, soprattutto per il PD. La gelata ad aprile, poi tante delusioni. Ma il 2009 sembra promettere peggio per il mondo e per gli italiani, a partire da quelli che fanno più fatica. E’ un giorno in cui tanti italiani non possono essere sereni e spensierati. I tanti italiani che sono in cassa integrazione, che sono già stati licenziati, i lavoratori precari che non hanno avuto il contratto rinnovato. Una crisi economica reale che si sta facendo sentire per centinaia di migliaia di famiglie italiane.

In questi giorni così particolari per la Chiesa, il cardinale Tettamanzi, vescovo della più grande diocesi italiana (Milano), ha annunciato una iniziativa di solidarietà: un milione di € da mettere a disposizione dei cassintegrati e di chi ha più bisogno in questa crisi.

Non so se altri vescovi della Chiesa italiana seguiranno il suo esempio. Speriamo. Sembra che il card. Caffarra, il mio vescovo, stia pensando a qualcosa di simile.

Ma sono convinto che il Partito Democratico deve dare un segnale dello stesso tipo. Non per competere con la Chiesa, ma perchè è utile e giusto, etico. Perchè i partiti italiani in questa situazione devono mantenere la stessa quota di finanziamento pubblico, peraltro esagerata rispetto anche alle spese elettorali ? Per il PD sarà di circa 120-130 milioni di € all'anno, dal 2008 al 2013.

Vi è molto da rivedere in questo finanziamento pubblico dei partiti, esagerato (circa 1500 milioni di € nei prossimi 5 anni) e non supportato dall'adempimento da parte dei partiti stessi dell'art. 49 della Costituzione.

Ma anche senza riformarlo, perchè la società fa fatica, deve fare rinunce, ed invece il sistema dei partiti deve vivere al di sopra delle sue possibilità, senza condividere il momento difficile del Paese e delle famiglie ?

Propongo quindi che il PD metta a disposizione, per il 2009, il 10% del finanziamento pubblico per progetti di solidarietà ai lavoratori che perderanno il lavoro.

Ho mandato questa proposta al tesoriere Agostini e al ministro-ombra del Lavoro, Damiano. L’ho mandata anche al segretario Veltroni. Ho indicato una proposta, comunque la necessità di avere una iniziativa in tal senso anche a De Maria, segretario provinciale del PD di Bologna.

Non vi è nessuna demagogia in questa proposta, nessuna concessione a Di Pietro e Grillo, che non sopporto. Ma solo la totale convinzione che il Partito Democratico non può che essere vicino, anche concretamente, alla propria gente. Per più, non meno, Politica. Quella buona.



26 febbraio 2008
Il PD di Bologna candidi il prof. Stefano Zamagni
Ripropongo fortemente al PD di Bologna di candidare il prof. Stefano Zamagni, ordinario di economia politica della nostra Università e presidente dell'Agenzia per le Onlus. E' una delle migliori intelligenze della nostra città, forte sostenitore competente dell'economia sociale, della solidarietà, del volontariato. Una delle migliori espressioni del cattolicesimo laico e democratico.
Non so se il prof. Zamagni è disponibile alla candidatura, penso però che il PD di Bologna e Veltroni dovrebbero fare un tentativo per convincerlo.

Per chi non conosce le competenze del prof. Zamagni, basta leggere il suo Curriculum Vitae:

http://www.agenziaperleonlus.it/intranet/Home-page/Home-page/L-Agenzia-/Organi/Curriculum-vitae-Stefano-Zamagni.pdf

C'è bisogno di qualcuno nel Parlamento che, con competenza e passione, lavori su questi temi e su quello del lavoro. Se non avete ancora letto l'articolo di domenica sul lavoro di Furio Colombo ("L'Unità"), fatelo: è un capolavoro di giornalismo appassionato su un tema troppo evitato.

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=45238

Come dice bene Zamagni, un conto è l'economia di mercato, che ha addirittura ascendenze nel francescanesimo, un conto è il capitalismo, nato 3 secoli dopo:

"
Allora recuperare queste radici storiche, oggi, è importante, perché molti pensano che l’economia di mercato coincida con il capitalismo, mentre il capitalismo è nato tre secoli dopo l’economia di mercato. Successivamente l’economia di mercato è diventata economia capitalistica, poi è degenerata, è andata per conto suo. Ma all’origine l’economia di mercato è nata per praticare la fraternità. La tradizione francescana, calata nella tradizione benedettina, aveva capito che è col lavoro che noi fraternizziamo.

Vi lascio con la metafora della corda e della catena. Provate a pensare che differenza c’è tra una corda e una catena. Immaginate una catena alla quale siamo appesi. La nostra tendenza è aggiungere sempre più anelli, cioè accumulare sempre più beni materiali. Basta che un anello ceda che tutta la catena cade, perché la forza di una catena è la forza dell’anello più debole.

La corda, invece, è fatta di tanti fili che sono tra loro intrecciati. La società è come una corda in cui ogni filo è ognuno di noi con le nostre relazioni. Anche se qualche filo cede, la corda mi regge.

Quanto migliorerebbe la nostra condizione di vita se passassimo dalla logica della catena alla logica della corda!"






 

9 novembre 2007
Una chiesa in comunione con la vita
Ho appena letto la notizia sul parroco che da tempo riserva ogni venerdì alcuni locali della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto per la preghiera della comunità mussulmana (da www.repubblica.it ).
Poi ho cercato di capire qualcosa di più e mi sembra di capire che non è una iniziativa estemporanea di qualche giovane parroco magari isolato, ma di un prete già in pensione, che ha fatto l'insegnante di greco e latino per tutta la vita, e che si occupa di tante altre cose.

Credo che questo fatto, che ci sembra così strano in quest'epoca in cui si rischia lo scontro fra civiltà, religioni ed in questi giorni così difficili per la tolleranza e il rispetto della dignità umana degli stranieri, sia invece una naturale conseguenza dell'essere "chiesa" in modo vivo, come ci ha insegnato Gesù Cristo ed alcuni suoi testimoni, anche contemporanei. Proprio nel notiziario di queste parrocchie venete, alcuni anni fa, venivano riportate queste parole: "la parrocchia rischia il declino per mancanza di comunione con la vita, ossia per difetto di incarnazione
" (don Primo Mazzolari, Lettera alla Parrocchia, 1937) e "sarebbe doveroso che il futuro della chiesa fosse un futuro in cui la chiesa pensa meno al proprio futuro" (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, mentre parla di una chiesa troppo autoreferenziale).

D'altra parte quest'attenzione, questa solidarietà fra due comunità umane e religiose è contagiosa: l'anno scorso, in ottobre, don Aldo ha concesso questi locali anche per la festa del Ramadan. Quest'anno, durante la festa dell'Assunta, festa della parrocchia di Paderno, i mussulmani della locale comunità hanno offerto a don Aldo il "pane benedetto" della Madonna. La benedizione del pane ha radici nella storia religiosa di quelle genti venete; questo pane costituiva un bene prezioso nei periodi di maggiore povertà. Ha commentato don Aldo:
"Non vogliono solo sfruttare gli ambienti parrocchiali, in cambio di un rimborso spese. Vogliono sentirsi solidali con chi li ha accolti. Essi credono che la Madonna sia la madre del Cristo profeta, offrire il pane ai parrocchiani era dunque un modo per dimostrare un segno di fraternità sulla base di radici comuni che devono unire non dividere. Mi è parsa davvero una bella idea e ho accettato. Credo che l’accoglienza da parte mia e della comunità di Paderno, il loro segno di amicizia e di riconoscenza verso chi li accetta sia la prova evidente che la vera democrazia si fonda sul rispetto verso l’altro, che deve venire da ambedue le parti. In questo clima di condivisione non possono che maturare la pace e l’integrazione”.


Donne alla festa del Ramadan presso la parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto

Ovviamente non tutti la pensano ed agiscono cone don Aldo; siamo nella marca trevigiana e non poteva mancare l'opinione del leghista Gentilini:

"
Mi fido del pastore tedesco che darà le direttive giuste. E lo faccia anche il nostro vescovo: mi aspetto che abbandoni le 99 pecore buone per recuperare quella rossa che s’è staccata dal gregge".
Per i non avvezzi al linguaggio del prosindaco Gentilini, che a suo modo non usa mezze parole per intervenire sulla “questione islamica”, il pastore tedesco sarebbe papa Ratzinger e la pecora rossa don Aldo Danieli, parroco di Paderno, colpevole di aver concesso i locali della chiesa ai musulmani per la fine del Ramadan (Il gazzettino di Treviso, 29 ottobre 2006).

Ora Ponzano Veneto non è più solo famosa per essere la sede della Benetton, ma anche per essere lucerna sul moggio di solidarietà umana e di come si può essere chiesa nella fedeltà a Cristo.


( http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=721 )


L'umanità di Don Aldo Danieli l'ho vista anche in questa riproposizione di una poesia in dialetto veneto:

Orasion de 'a sera
(recitata nella zona di Ponzano Veneto)

 

Salve, Regina,
rosa de spina,
rosa d'amor,
Madre del Signor.

Fa' che mi no mora
e che no mora peccator,
che no peca mortalmente
e che no mora maeamente.


http://digilander.libero.it/pietates/preghiere%20in%20dialetto%20veneto.htm#PREGHIERE%20VENETE)


E' anche un prete, assieme ad altri sacerdoti della stessa zona, che in tempi precedenti al "Family Day", nel notiziario ha inserito tante iniziative per le famiglie, per i genitori, con questo slogan:

" I love family"

( http://www.vicariato-smrovere.it/pdf_notiziario/notiziario12.pdf )



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