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Diario On-Line di Loris Marchesini

21 gennaio 2009
La candidatura di Cazzola a Bologna e le coop

Da alcuni giorni Alfredo Cazzola, imprenditore scaltro e che ha sempre agito da solo (ma socio anche di Intermedia assieme a Consorte), ha annunciato la sua candidatura a Sindaco di Bologna. 


In questi giorni abbiamo potuto leggere alcune sue dichiarazioni che la dicono lunga sul suo “civismo” e sulla sua indipendenza dai partiti; è stato un crescendo, dalla massima indipendenza alla scelta odierna di Berlusconi:
 

«Credo di poter decidere con i tempi miei e non voglio essere utilizzato da nessuno in queste schermaglie politiche. Se dovessi candidarmi, penso che potrei farlo con le mie forze ..” (6 gennaio)

"Mi candiderò per le prossime elezioni amministrative con una mia lista civica ….  non sono il candidato di nessun partito ma sono pronto ad accettare l'appoggio di quelle forze politiche che mi vorranno sostenere ..  (14 gennaio)

Appoggio leale e completo a Cazzola da parte del PDL e della Lega Nord. Cazzola: “Sono molto soddisfatto dell’apprezzamento che il premier Silvio Berlusconi ha mostrato per la mia candidatura a sindaco di Bologna” (21 gennaio)

 
D’altra parte il “civico” per eccellenza, Guazzaloca (che almeno può dimostrare il peso di aver vinto nel 1999), è sostenuto dall’UDC e dalla “Tua Bologna”.
 

Alcuni giorni fa alcuni dei dirigenti cooperativi, tra i più importanti ed apprezzati hanno rilasciato dichiarazioni o hanno risposto ad interviste con apprezzamenti di stima per Cazzola e con l’impegno a valutare, da parte delle coop, il programma e la squadra che presenterà Cazzola stesso.
 

Insomma … mi sembra evidente che il centro-destra ha messo il cappello su Cazzola (che comunque non è certamente portatore di valori solidali e caratterizzanti il centro-sinistra) e che la sua lista sarà circondata dal PDL e dalla Lega Nord durante la formazione del programma e della squadra. Di civismo non c’è nulla, evidentemente. C’è un personaggio forte che il PDL appoggia, vista la crisi di leadership che il centro-destra ha a Bologna. Di programma finora non si è parlato. Di squadra neanche. Ed allora: perché queste dichiarazioni dei dirigenti cooperativi ? Non è obbligatorio rispondere alle domande dei giornalisti. Soprattutto se non si è politici, se non si deve fare la campagna elettorale, se si rappresentano interessi economici e sociali così importanti, frutto di più di un secolo dei sacrifici dei soci lavoratori e delle lotte sociali e parlamentari dei partiti della sinistra. Un dirigente coop non è che debba dichiarare di votare per Delbono, soprattutto ora che non ci sono ancora programma e squadra. Ma, appunto, tantomeno è obbligato a dichiarare interesse e simpatia per Cazzola. Oppure si vogliono mandare messaggi un po’ criptici in caso di vittoria del centro-destra ?
 

Ognuno, quindi, faccia la sua parte, senza squilibri, senza tifo, con rigore. Senza credere al civismo che non c’è, senza dimenticare la storia e la sostanza di sviluppo, coesione sociale e solidarietà di una città come Bologna.  

 

 

19 ottobre 2008
Il Paese di gomma
Oggi, sull'Unità, Concita De Gregorio risponde ad una lettera di un giovane meridionale e propone, soprattutto, due articoli scritti da giovani. Uno, in particolare, mi ha colpito, quello di Giuseppe Veltri, calabrese che vive ed insegna a Parigi: "Il Paese di gomma".
Lo riporto integralmente qui sotto e ne consiglio la lettura a tutti. E' un lucido, perfino crudele, ritratto del nostro Paese, dell'Italia. Stamattina, a Messa, il parroco (don Giulio Matteuzzi, un prete che riconcilia la Chiesa con il suo Concilio giovanneo) ha chiamato a parlare brevemente della sua esperienza di medico missionario in Africa il dott. Cenerini. Un medico giovane, credente, che ha scelto come propria "missione di vita" Matteo, 25 ("ero malato e mi avete visitato"). In Africa, in mezzo a tanti sacrifici personali, con professionalità, cuore e fede. Medico insieme ad altri due in un territorio di 110.000 persone. Nessun altro. Cosa può pensare anche il dott. Cenerini di ciò che la politica sta facendo in questa Italia ? Certo, la destra che sta distruggendo solidarietà e coesione sociale. Ma la sinistra troppo timida e confusa, che non avverte questo Paese di gomma. Sembra spesso che debba solo proporre qualche riformina.


"Nel tentativo di spiegare l’Italia ed ilsuo declino all’interlocutore straniero, ricorro spesso alla metafora del Paese di gomma.Nel Paese di gomma la maggior parte dei tentativi di modificare lo status quo per una sua incapacità allo stato presente rimbalza contro un mare d’interessi cristallizzati e l’assenza di premi per l’innovazione. In ogni Paese esiste un certo grado di resistenza ed è bene che esista in modo da selezionare le idee che abbiano la forza di convincere chi la pensa diversamente e che mostrino la manifesta superiorità al di fuori delle logiche partigiane.

In Italia, però, questa selezione si trasforma in una chiusura totale, impedendo ogni confronto e perpetuando lo status quo. Il Paese di gomma non permette facile accesso a professioni, cariche, visibilità perché queste potrebbero essere usate per cercare di cambiare qualcosa.

Come una spietata reazione cinetica, una delle conseguenze più devastanti del paese di gomma è il tema della fuga. È un tema che la storia dell’Italia conosce bene e che oggi si ripresenta come l’unica reazione alla staticità del Paese di gomma. Fuggono all’estero i ricercatori italiani per cercare un lavoro intellettualmente ed economicamente dignitoso, fuggono al Nord in numeri sempre maggiori i cittadini meridionali per poter lavorare e sfuggire ad una società meridionale che è ormai divenuta di pietra. Si fugge dalla malasanità locale, i cosiddetti “viaggi della speranza”, migliaia di persone costrette ad affrontare la malattia senza il conforto della famiglia.

Fugge o vorrebbe fuggire all’estero Roberto Saviano che ha scosso il mondo con le sue parole ma non i liceali di Casal di Principe (o si dovrebbero ricordare le prime reazioni al libro «Gomorra» dei politici locali), a cui si chiede di restare per fare il martire, un figura di cui l’Italia ama avere una lunga collezione. Si fugge, non per codardia ma per disperazione, riconoscendo che il paese di gomma ha prevalso sulle proprie limitate forze. Un Paese dove anche l’immenso sacrificio di persone che hanno deciso di lottare per cambiare la realtà in cui vivono diventa parte di un’aberrante retorica che pretende al singolo uno sforzo sovraumano a fronte dell’inezia collettiva.

Il Paese di gomma non lascia spazio all’immaginazione, alla creatività, all’innovazione, ogni proposta diventa un discorso senza senso che rimbalza sui soliti canali mediatici, una volta calata nel brodo mediatico ogni speranza d’impatto sociale ed economico diventa uguale a zero.

Neanche un’emergenza planetaria come quella del riscaldamento globale ed i mutamenti climatici che esso comporterà sono riusciti a smuovere l’Italia. Questa volta si tratta di fuga dalla realtà, ignorare le ricerche scientifiche in merito, le iniziative di altri paesi, ignorare il mondo.

D’altra parte la staticità del Paese di gomma si manifesta nelle difficoltà nell’adottare la raccolta differenziata in molte regioni d’Italia, figurarsi una politica ambientale di sistema.

Nel Paese di gomma si cede alla tentazione di respingere in modo ottuso l’immigrazione che altrove viene vista come una risorsa e come una opportunità e non solo come una fonte di insicurezza. Il Paese di gomma continua a respingere ogni cambiamento, premiando la continuità, quella continuità che nella forma di persone, di politiche e di alcuni atteggiamenti culturali hanno condotto il Paese al declino. D’altra parte, un Paese di gomma non può che essere un paese di periferia." (Giuseppe Veltri, Il Paese di gomma, L'Unità, 19 ottobre 2008, pgg. 1 e 26)


5 agosto 2008
Un governo molto di destra
Che questo sia un governo di destra più che di centro-destra come PD l'avevamo già detto appena è stato costituito. In questi giorni, con il mestiere politico e la brutalità che gli vanno riconosciute, l'ha confermato il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa in una intervista al quotidiano "Il Tempo" di Roma del 31 luglio; ecco alcune perle che fanno piazza pulita di ogni ipotesi di governo che farebbe politiche di sinistra, che è liberale, etc..:

«Questo è il governo più di destra di tutti i precedenti governi Berlusconi. Da quando è partito ha parlato di sicurezza, di famiglia, di immigrazione, ha tolto le tasse. Poi si può anche dire che si fa una politica di sinistra, ma è chiaro che è detto per "sfrugùgliare" i giovani di sinistra»

«Festa del 4 novembre e Novantesimo anniversario: ho insediato una commissione mista, con militari e civili, per ridare corpo, senso, dignità e prestigio alla festa delle forze armate"

«Voglio che i valori delle forze armate, dalla solidarietà alla libertà, siano messi a disposizione dei giovani e degli italiani in genere. Voglio dare ai giovani la possibilità di fare un periodo, di un mese massimo, di preparazione atletico, militare e culturale che li prepari a future azioni di volontariato»

Quest'ultima intenzione di La Russa, al di là delle belle parole, fa venire i brividi; si parla infatti di "preparazione atletico, militare e culturale" di un mese per i giovani italiani. Un misto fra il Minculpop e il mese di "premilitare" che il fascismo faceva fare ai nostri padri e nonni.

Attenzione: quando dobbiamo capire cosa davvero vuol fare questo governo, non stiamo ad ascoltare Gasparri, Cicchitto, etc... Facciamo attenzione a questi ministri: Tremonti, La Russa, Brunetta. Destra e sinistra non sono sparite. Ci sono nel vivo della vita economica, sociale, umana, politica del nostro Paese (ma anche nel mondo globale), eccome. Cerchiamo di fare la nostra parte, la sinistra !



14 gennaio 2008
Benedetto XVI alla Sapienza di Roma: la tolleranza come linea guida
Non è una decisione banale, nè scevra da tante implicazioni e pericoli, quella di invitare Papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 dell'Università La Sapienza di Roma.

E la personalità di questo Papa, diverse sue posizioni filosofiche e teologiche non aiutano a comporre un comune sentire nel campo scientifico e filosofico.

Ma mi sembra totalmente sbagliato rispondere a posizioni a volte poco tolleranti della gerarchia della Chiesa e del Papa, con la totale intolleranza che chiede di non farlo partecipare: di cosa si ha paura ? Di un confronto ?
Come si fa a dire: "
Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario". E se politicamente non fosse reazionario ? Si giudicherebbe positivamente la sua partecipazione ? Non è la stessa cosa ?

Verrà a portare un saluto, tutti saranno liberi di giudicare ciò che dirà. Non mi sembra che ci sia da aver paura che venga a conquistare il potere sulle Università italiane, sulla scienza, sulla cultura.

Quindi, così a caldo, la lettera di alcuni docenti e la reazione simile di alcuni studenti di sinistra mi sembrano sbagliate nel metodo prima ancora che nel merito. Università: l'etimologia di questo glorioso termine non è proprio "il complesso di tutte le cose" ? Peraltro ironizzando si potrebbe dire che senza i Papi l'Università della Sapienza non ci sarebbe: è stata infatti fondata nel 1303 da Papa Bonifacio VIII.


13 gennaio 2008
La sinistra non capisce il Nord
In questo post cerco solo di pubblicizzare della buona informazione, quella che spesso manca in Italia per capire meglio i fenomeni, quella che ti fornisce elementi per riflettere ed attrezzarti a migliorare le politiche. In questo caso la buona informazione è quella della cooperativa "Una città" di Forlì che realizza da più di 15 anni un mensile straordinario per essere continuo, senza pubblicità, fatto da pochi, un mensile di interviste. Nell'ultimo numero del 2007 vi è una bella intervista ad Aldo Bonomi, sociologo e ricercatore, spesso ospite di Gad Lerner nella trasmissione "L'infedele".

Bonomi indica una sinistra che, nonostante la sua tradizionale attenzione alle forze del lavoro ed alla composizione sociale, non ha capito nulla di cosa stava succedendo con la fine del fordismo e la globalizzazione. Dando, contro una risposta semplicistica della destra, una risposta verticistica e "politica" a 24 milioni di persone che vivono di impresa, soprattutto al Nord.


L'intervista la si può leggere a questo link:


http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Bonomi.html




La rivista sta cambiando formato (ora è grandissimo ed unico nel panorama italiano, con grandi fotografie in bianco e nero). Si può ricevere solo per abbonamento; ecco i recapiti per chi è interessato:

Una Città
Via Duca Valentino, 11 47100 Forlì tel 0543/21422 fax 0543/30421
unacitta@unacitta.it

5 dicembre 2007
Prima assemblea del PD bolognese
Ieri sera ho partecipato alla prima assemblea provinciale del gruppo dirigente largo del PD bolognese, introdotta dalla relazione del coordinatore Andrea De Maria e presieduta da Silvia Manfredini (consigliera comunale del mio gruppo) ed Angela Cocchi. Grande partecipazione, la maggior parte degli intervenuti ha dovuto assistere in piedi. Segno di grande interesse per questa fase costruttiva, dal basso, del PD sul territorio, nei quartieri e nei Comuni. Probabilmente si andrà a costituire i circoli territoriali alla fine di gennaio 2008, dopo aver contattato i votanti alle primarie del 14 ottobre ed aver loro consegnato il "certificato" di fondatore del PD.

Due annotazioni sull'assemblea: un intervento molto preoccupato di Roberto Grandi, sui problemi di governo di Bologna e sul dibattito polemico sugli organigrammi. Ed il suo invito a tener conto non solo degli ex-DS ed ex-Margherita, ma anche della maggioranza dei votanti del 14 ottobre, cioè coloro che non sono mai stati iscritti a nessun partito. Poi un amico che stimo molto, finora fra i più attivi a Bologna nelle associazioni e nella Margherita mi ha confidato la difficoltà a sentirsi a "casa sua" in quest'assemblea in casa ex-DS, partecipata in gran parte da ex-DS, ma soprattutto la sensazione che le regole, i criteri, gli organismi proposti "chiudano", rendano difficile la partecipazione di chi non è abituato alla vita partitica.

Un ultimo pensiero, di cui ho anche parlato nel mio intervento (ho anche detto che finalmente ci stiamo muovendo per costruire il PD nel territorio, ma occorre anche muoverci di più per sostenere e con più calore il Governo Prodi): se qualcuno avesse smarrita la differenza fra destra e sinistra può semplicemente pensare a questi giorni. Mentre in Provincia di Bologna si è eletta la consulta dei cittadini stranieri (suscitando anche candidature di donne) con una buona partecipazione (ad Anzola il 34,5%, terzo Comune della Provincia), in Veneto, in Lombardia alcuni sindaci della Lega hanno deciso ordinanze discriminatorie verso gli immigrati. Per non parlare della vergognosa frase di un consigliere comunale della Lega a Treviso che ha proposto reazioni come quelle naziste verso gli immigrati che sbagliano.


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