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Diario On-Line di Loris Marchesini

24 dicembre 2009
La candidatura di Emiliano per la Regione Puglia: la cattiva politica
Se penso e scrivo di un esempio di cattiva politica nel nostro campo, quello del centrosinistra e del Partito Democratico, occorre prima precisare che cos'è, per me, la buona politica. Buona politica è mettersi al servizio del bene comune con onestà, competenza, dedizione; è decidere democraticamente, è risolvere insieme i problemi, è lavorare per tutti i cittadini amministrati e non solo per una parte, partendo dai più indifesi, dai più poveri. Buona politica è essere coerenti con gli impegni presi e, ancora di più, con l'incarico affidato dal voto degli elettori.

Ecco perché l'eventuale scelta di Emiliano, sindaco di Bari, come candidato del PD (e forse dell'UDC) alla presidenza della Regione Puglia è secondo me un esempio di cattiva politica. Primo: Emiliano è stato votato, con un grande consenso, sindaco di Bari 6 mesi fa. Basterebbe solo questo per non essere disponibile a qualsiasi altro incarico, è una questione di coerenza, di responsabilità verso gli elettori ma anche verso i cittadini baresi. E' questione di rispetto delle istituzioni, che non sono un autobus da prendere per poi scendere e salire a piacimento.

Ma è un esempio di cattiva politica anche perché non tiene conto del consenso avuto dall'attuale Presidente (Vendola), prima attraverso le primarie, poi con il consenso degli elettori. E' un esempio di cattiva politica perché sarebbe una decisione presa da un ristretto gruppo di dirigenti del PD (assieme forse all'UDC), senza una discussione democratica e che coinvolga gli iscritti e gli elettori (primarie).

Si dice, anzi in particolare Emiliano dice (in una intervista su "La Repubblica" in cui si dimostra purtroppo arrogante, troppo sicuro di sè, un super uomo che sembra abbia in pugno gli elettori) che senza di lui si perde la Regione Puglia, che Vendola non ha il consenso dell'UDC, etc... Io noto solo che con una scelta di Emiliano come candidato rischiamo comunque di perdere la Regione Puglia (non c'è nessuna sicurezza di vincere, solo gli arroganti lo possono pensare), rischiamo fortemente di perdere il Comune di Bari, tradiamo la fiducia degli elettori, rompiamo l'alleanza con Vendola e la Sinistra. 

Mi sembra abbastanza per ripensare a una scelta di buona politica.

23 febbraio 2009
Matteo Renzi, se tieni davvero al PD, smettila di dare interviste!
Oggi ho letto le risposte che Matteo Renzi, candidato del PD a sindaco di Firenze dopo aver vinto le primarie, ha dato a Francesca Schianchi della "Stampa". "Hanno eletto il vicedisastro", ha detto a proposito dell'elezione di Dario Franceschini. Se questo significa essere l'Obama italiano, se questa è la forza in più che i giovani emergenti possono portare al progetto del PD, io ne faccio volentieri a meno. Molte risposte di questa intervista sembrano la fotocopia aggiornata di alcune velenose risposte di Massimo D'Alema. Allora meglio tenersi l'originale e soffrire una volta sola.

Per fortuna che Franceschini, sabato, ha chiesto solidarietà, unità sulle decisioni e polemiche, discussioni aspre non sui giornali o in TV, ma nei colloqui dirette fra le persone, nella riservatezza. Renzi pensa di aiutare il progetto del PD, dello stesso congresso e delle future primarie (vere) con queste dichiarazioni ? Io gli consiglio di pensare a Firenze, dove gli auguro di vincere. E' già molto dura comunque. Senza aggiungere il carico di irritazione e di indignazione che molti elettori ed iscritti, che hanno davvero a cuore il PD, avranno già oggi di nuovo dopo aver letto queste dichiarazioni.

Renzi ha 34 anni, è già un uomo adulto da molto tempo, anche se oggi in Italia sembra che un trentenne dovrebbe essere considerato quasi adolescente. Ha sicuramente capacità, carisma. Pensi a La Pira più che a Obama, impari da persone "vecchie" come Piero Fassino che, con tante vittorie dal 2002 al 2006, si è fatto da parte continuando ad aiutare gli altri. Come in questi ultimi giorni, in cui ha lavorato dietro il palcoscenico per costruire una soluzione condivisa, certo non definitiva, in un momento drammatico. Le primarie ed il congresso in questo momento volevano dire tornare a guardarsi l'ombelico, non essere presenti in mezzo alla società, in Parlamento, nelle campagne elettorali.

Abbiamo bisogno di una nuova generazione di giovani dirigenti capaci, competenti, generosi, con idee nuove. Non abbiamo bisogno di giovani arroganti e che imitano gli aspetti peggiori delle generazioni più anziane.


19 dicembre 2008
- 170. Il tempo che rimane per recuperare il consenso degli elettori

I giorni peggiori nella breve vita del PD (ma, forse, anche i peggiori dalla nascita dell’Ulivo). Che coincidono con la crisi economico-finanziaria peggiore di questi ultimi 60 anni.

Questione morale, esponenti del PD indagati, arrestati, chiacchierati, sfiduciati. La sfiducia per la sconfitta di aprile, per la scarsa unità dei dirigenti nazionali, per il blocco del progetto di innovazione del PD e per la scarsa incisività, concretezza delle azioni di radicamento del nuovo partito sul territorio.

La crisi economica che sta già aggredendo con centinaia di migliaia di posti di lavoro in pericolo o persi. Sempre più persone e famiglie che stanno rischiando di entrare nella povertà. E risorse che questo governo sta facendo mancare per la scuola, la sanità, i servizi degli enti locali e per lo sviluppo economico. Un governo assolutamente inadeguato alla gravità della situazione.

La maggiore iniziativa del PD, dopo le elezioni, è stata "Salva l'Italia". A parte che non si è saputo più nulla delle firme raccolte, ora occorre salvare il PD, il suo progetto innovativo, se vogliamo cercare di salvare l'Italia.

In questo grave e deprimente scenario per il Paese e per noi del PD, oggi sappiamo che il prossimo importantissimo appuntamento politico-elettorale sarà il 6 e 7 giugno 2009. In quei due giorni (sabato e domenica!) si andrà a votare per le elezioni amministrative (Comuni, Province) e per quelle europee.

Per riuscire ad utilizzare nel modo più concreto e produttivo questi 170 giorni che rimangono (“Sentinella, quanto resta della notte?”, Isaia 21,11) occorre che riusciamo a comunicare agli elettori (nostri ed anche a quelli di centro-destra) dei messaggi chiari e delle azioni risolute, la luce necessaria per trasformare la notte nel giorno:

1) decisioni immediate e radicali sulla questione morale, sempre nel rispetto della magistratura e delle persone coinvolte, ma che separi questi ambiti dalla nostra politica; ci sarà da pagare un prezzo, di potere, di consensi ? Ma lo stiamo già pagando ampiamente!

2) l’alleanza con IDV/Di Pietro deve essere chiara, dove praticata, basata su un’effettiva concordanza programmatica, non possiamo essere noi a rimorchio, come è successo con l’affare Orlando/Villari e con il candidato in Abruzzo

3) diventare molto meglio ed in modo costante punto di riferimento dell’opposizione democratica, con il governo-ombra (o comunque i dirigenti nazionali del PD) che deve contrapporre verso la stampa e nel Paese continuamente le sue proposte, le sue denunce. Senza tatticismi, quando c’è incontro con il centro-destra deve essere ad alto livello ed in modo trasparente e chiaro, come nel caso dell’incontro Bersani-Tremonti

4) finire le primarie dove sono previste e lavorare insieme, nel PD, nel modo più unito e leale possibile; eventuali attività più o meno culturali di associazioni, fondazioni devono essere considerate dai dirigenti nazionali e provinciali al livello più basso di priorità ed impegno; coinvolgere il mondo associativo, la società civile, i cittadini nel costruire i programmi e nella scelta dei candidati alle assemblee elettive (anche per le elezioni europee)

5) non rincorrere i VIP, ma essere vicino ai lavoratori, ai cittadini, alle famiglie in un periodo molto critico anche per la vita personale.

 

Infine riporto una citazione dalla "Lettera Pastorale" del Cardinale Martini del 1992 dal titolo "Sto alla porta":

"Anzitutto all'interno dei partiti. Penso agli onesti, trasparenti e specchiati nella loro vita e, tuttavia, disancorati dalla realtà. Penso a un'altra categoria di onesti, che pur non commettendo nulla di illecito, non si domandano mai come può mantenersi il loro partito o la corrente. Infine, vado con la mente agli onesti che voltano la testa dall'altra parte quando accade qualcosa, quasi la vicenda della gestione pratica della politica non li riguardasse. E che dire poi di chi ha i numeri per farsi avanti e partecipare, eppure si defila per paura di "sporcarsi le mani" rifiutando responsabilità pubbliche?"


 

6 dicembre 2008
Cofferati ha ragione: su questione morale, PD del Nord e alleanza con la Lega

Io non sono mai stato un “tifoso” di Sergio Cofferati come sindaco di Bologna. Soprattutto per la non riuscita armonia con il meglio di Bologna e dei suoi cittadini. E per avere fatto pendere dalle sue labbra il PD di Bologna per 6-7 mesi. 

Ma non sono neanche mai stato un suo denigratore. Anzi, se fosse stato disponibile, ho scritto che il candidato migliore sarebbe stato lui, nonostante luci ed ombre di questo mandato.

La lettura invece dell’intervista che Cofferati ha dato oggi a Luciano Nigro su “La Repubblica” mi ha totalmente convinto, ed è molto più lucida e convincente delle dichiarazioni titubanti, poco chiare ed auto-referenziali di diversi dirigenti nazionali del PD.

Sulla questione morale che sta emergendo in diverse città e regioni con molti esponenti del PD:

"Chi è coinvolto in indagini delicate, farebbe bene a valutare l'opportunità delle proprie scelte. Se toccasse a me, mi farei da parte … Cinque o sei casi rilevanti sono una faccenda seria .. Siamo al livello di guardia, la nostra gente prima ci guardava litigare con fastidio, ora ci dice "basta" e se non l'ascoltiamo rischiamo grosso".

Ciò che colpisce come uno schiaffo a freddo di queste vicende (Napoli, Firenze, Genova, Perugia, Abruzzo, etc.), prima dell’aspetto penale (su cui eventuali riscontri li dovrà indagare la magistratura), è quello dell’etica. Il governare da tanti anni sembra allontanare importanti amministratori del PD dal bene comune, dalla trasparenza, dal rispetto per gli altri. Per arrivare all’arroganza, al disprezzo, alla disinvolta commistione fra interessi pubblici ed interessi personali.

Sul cosiddetto PD del Nord: "Il partito del nord è sbagliato, uno snaturamento del Pd. Si farà un coordinamento, come proposi in tempi non sospetti, e sarà affidato ai segretari regionali”.

Sull’eventuale alleanza con la Lega Nord, ipotizzata da Chiamparino: “Mi colpisce, però, la disinvoltura con cui si parla di Pd del Nord e di alleanze con la Lega …. Non condivido l'opinione chi immagina non convergenze su singoli temi, ma un'alleanza con chi è così distante da noi sullo Stato, la sicurezza, la solidarietà, l'accoglienza degli stranieri. Invece di inseguire il Carroccio, il nostro banco di prova al nord deve essere una proposta per fronteggiare la crisi e gli effetti che avrà sul lavoro e sulle aziende".

Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che il PD a Bologna ora ha due vantaggi rispetto all'appuntamento del 2009: una gestione onesta, moralmente ineccepibile, e le primarie con candidati che si rispettano. Non è poco. Anche perchè Bologna sarà il test politico più importante delle elezioni amministrative del 2009.



11 novembre 2008
In Italia "We Can" se cambiamo quasi tutto in politica
E' inutile domandarsi chi è l'Obama italiano, chi sarà il prossimo leader democratico italiano che vincerà dopo aver conquistato il consenso ed il cuore degli elettori di centrosinistra italiani. Sì, anche il cuore, ciò che ha fatto la differenza per Obama, facendolo vincere. Un amico bolognese molto saggio mi spiegava domenica che non basta essere candidati moderni (preparati politicamente e sui problemi), occorre essere “post-moderni”, con in più la capacità di dare speranza e far vedere un sogno possibile.

Non siamo pronti per questa nuova frontiera, e lo spiega molto bene oggi Tito Boeri sulla Repubblica ( Una missione per la politica ):

Mancano primarie vere per selezionare la classe dirigente (a Bologna, una delle poche città dove si svolgeranno primarie, siamo in una situazione molto difficile per veti incrociati, rischiamo lo scenario "dopo di me il diluvio .."), la democrazia partecipativa (vera, con cessione di quote di potere, ma chiedendo in cambio più responsabilità ai cittadini e meno lamentele) viene considerata adatta solo per anime belle, la comunicazione su Internet con i cittadini è considerata ancora la ciliegina sulla torta, si dà risalto alle manovre politiche e non al potere delle idee innovative, non vi è una vera competizione nel "mercato del lavoro" dei politici, esiste ancora un costosissimo finanziamento pubblico dei partiti che fornisce una sovranità illimitata ai segretari di partito, vi sono troppi parlamentari, che cambiano spesso e la maggior parte dei quali, senza esperienza, vengono usati come esercito di manovra, le liste sono bloccate, spesso manca una vera professionalità politica, l'età media è troppo alta.

Questo è lo scenario da cambiare totalmente per il PD. Cercare l'Obama italiano in una situazione così bloccata è inutile e controproducente. Occorre prima fare la traversata nel deserto e portare la politica buona nella terra promessa di un sistema politico innovato ed adeguato al XXI° secolo, che sia coerente con l'obiettivo del bene comune. Speriamo di riuscirci, senza che sia necessario l'aiuto di un Mosè che apra le acque del Mar Rosso, cioè le resistenze infinite di questo sistema politico italiano bloccato.


Chagall - Il passaggio del Mar Rosso

31 ottobre 2008
A Bologna il 14 dicembre il PD fa le primarie: per ora 4 candidati
Il PD di Bologna, dopo la candidatura di Andrea Forlani e la rinuncia del sindaco Sergio Cofferati, ha deciso che il 14 dicembre si faranno le primarie per scegliere il candidato sindaco alle elezioni comunali della primavera 2009; a questo punto i candidati sono 4:

- Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano

- Flavio Delbono, vice-presidente della Regione ER

- Virginio Merola, assessore all'urbanistica del Comune di Bologna

- Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio provinciale di Bologna

Segnalo agli altri bloggers e agli appassionati di politica questa situazione che, nonostante sia prevista ed auspicata dallo statuto del PD, non è finora pratica molto seguita in Italia ed anche nel PD, per gli altri Comuni. La vicenda Cofferati ha sicuramente messo in difficoltà il PD di Bologna, ma ha aperto una opportunità per effettuare vere primarie. E ciò ha già sparigliato i giochi, con dirigenti ed eletti del PD ex-DS che hanno dichiarato che appoggeranno un candidato ex-Margherita e viceversa. Anche così può avanzare il processo di innovazione e costruzione del PD.

Segnalo anche il portale del PD di Bologna. Attivato in marzo, con un blog di forti discussioni, un sito certamente non statico e monodirezionale:

www.pdbologna.org


10 ottobre 2008
A Bologna difficoltà, ora pensare alla città

Dopo aver letto il resoconto di repubblica.it sulla conferenza stampa di Cofferati faccio fatica a credere a ciò che leggo. Uno appassionato alla politica come servizio e come razionalità, anche se abitante in provincia di Bologna, fa fatica ad essere sereno.

"E la prima persona a cui l'ho comunicato è stato il segretario del Pd Walter Veltroni.”

La prima persona a cui comunicarlo DOVEVA essere Andrea De Maria (segretario provinciale del PD di Bologna), tenuto sui carboni ardenti negli ultimi 6 mesi.

“E' stata una scelta esclusivamente familiare. Nel fine settimana mio figlio e la mia compagna erano a Bologna. E 600 km in due giorni per un bambino di pochi mesi non si possono replicare in continuazione. Non si può pensare che un bambino cresca passando gran parte del suo tempo su un'autostrada" 

Per me le scelte familiari, private, sono sacre. Negli anni passati, per due volte mi hanno chiesto di essere il candidato a sindaco del mio Comune ed ho, in entrambe le occasioni, declinato la richiesta. Ma l'ho fatto dopo una settimana, senza ripensarci. Per Cofferati in aprile, in giugno, le condizioni erano le stesse. Intanto il PD di Bologna ha dovuto star fermo in attesa, frustrare le primarie vere, ripartire per poi essere ora di nuovo fermo.

"Il gruppo dirigente deve avere una sua proposta. Se nascerà nelle prossime ore sarà un segno non solo di unità ma anche di forza"

Questo è addirittura surreale. L’ultima persona che può dire al PD di Bologna di fare in fretta è proprio lui. Che non ha contribuito a dare unità e forza.

"Sono convinto che il Pd ed il centro-sinistra abbiano un radicamento molto forte a Bologna, se i gruppi dirigenti non si divideranno e faranno lo sforzo necessario per indicare la soluzione in tempi brevi la città li premierà col voto" 

Idem, come sopra. E’ un nulla: il PD deve trovare candidati forti, stimati, rifare il percorso delle primarie, recuperare l’armonia in mezzo al popolo della sinistra, spiegare ciò che è stato fatto, preparare un programma all’altezza delle sfide 2009-2014 !!!

Ora bisogna pensare alla città, ai suoi cittadini. A completare il mandato 2004-2009 con il massimo impegno, con responsabilità e trasparenza. Ad inviduare almeno 2-3 candidati capaci di governare e rilanciare Bologna e di vincere la sfida democratica con il centro-destra nel 2009 e sottoporli alla procedura delle primarie. Evitando, dopo questo periodo difficile e contradditorio, di trovare un sostituto fra i dirigenti locali del PD, che invece hanno come loro missione quella di lavorare per proporre alla città una personalità forte, competente, stimata, che sappia raccogliere il favore anche di tanta parte degli elettori del centro cattolico democratico. Qualche proposta (senza sapere la  loro disponibilità): Romano Prodi, Pierluigi Bersani, Stefano Zamagni, Filippo Andreatta, Flavio Delbono.

   

5 settembre 2008
Il filo del PD spezzato da Parisi
L'esperienza del PD in questi mesi non è esaltante, è un momento di grandi difficoltà, sia per condizioni oggettive, che per limiti e responsabilità soggettive.
Ma finora nessuno, neanche il centro-destra, aveva definito l'esperienza del PD e di Veltroni "fallimentare". Abbiamo dovuro aspettare (non molto per la verità), Arturo Parisi per sentire quest'accusa, alla Festa Democratica di Firenze. I fuochi d'artificio del tafazzismo:

«Il totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno; 100 giorni di Berlusconi sembrano avere il segno più. .. Veltroni impari da Berlusconi a tenere un filo e a svolgerlo nel tempo. Il Cavaliere ha imparato dai suoi errori e dovremmo imparare anche noi».


In questi mesi Veltroni avrà sicuramente fatto degli errori, ma ha avuto più attacchi (e poca collaborazione disinteressata) da dirigenti del PD che da quelli del PDL. E Parisi si è distinto in questo gioco perverso e suicida per il recupero di consenso e fiducia presso gli elettori democratici; ma sentiamolo ancora cosa ha detto oggi:

"la situazione attuale del PD non è idilliaca perhè il partito si sente arrivato".


In realtà nessuno ha mai detto che il PD è arrivato, anzi Veltroni oggi ha detto: "

“Il PD è una pianta nuova che, nonostante abbia perso la sfida del Governo, ha ottime prospettive per il futuro ma va innaffiata e non segata con le critiche dall'interno”


Appunto, ed invece, mentre Veltroni invece il filo lo tiene e lo svolge, Parisi (ed altri) ogni giorno intervengono con strattoni che lo spezzano.
Parisi ha elogiato Berlusconi e denigrato Veltroni, ad esempio sui rifiuti di Napoli. Ma Veltroni non era al governo, Parisi sì, non ci poteva pensare prima ?
Ha detto che, dopo aver appoggiato Veltroni, poi ha criticato il fatto che la sua era l'unica candidatura a guidare il PD nelle primarie di ottobre 2007. A me risulta che ci fossero altre degnissime persone come Letta, Bindi, etc.. Mentre non abbiamo potuto vedere Parisi che, oltre alle critiche, non ci mette direttamente la faccia quando è democraticamente opportuno.

L'anno scorso Parisi disse che un vero Partito Democratico lo avremo solo nel 2019. Potrebbe avere anche ragione se lui ed alcuni altri "soloni del PD non la smetteranno di spezzare il filo di costruzione del partito stesso e le speranze di 12 milioni di elettori.

Ha purtroppo ragione ancora Veltroni oggi:

"Il giorno in cui Parisi utilizzerà un quarto delle sue energie per attaccare la destra sarà un giorno in cui io sarò contento".




20 agosto 2008
I licenziamenti delle FS: tutti d'accordo ?
In questi ultimi giorni non riesco a non pensare spesso alla vicenda degli ultimi licenziamenti decisi dalle FS (gli 8 ferrovieri delle officine di San Fruttuoso a Genova e Dante De Angelis, ferroviere di Milano, che già era stato licenziato per la sua denuncia del sistema "VACMA" - detto anche "pedale a uomo morto", inerente anche la tragedia di Crevalcore -, poi integrato dal giudice).

Il pensiero si dirige lì perchè il lavoro è una delle componenti principali della vita e, soprattutto, della dignità di una persona. Uno può (anzi deve) essere licenziato se vi è un riscontro di gravissime azioni inerenti il rapporto di lavoro con la sua azienda. Ma in questi 9 casi mi sembra (mantengo l'atteggiamento dubitativo perchè ho solo i dati dell'informazione) che le FS siano andate oltre, che abbiano assunto provvedimenti gravissimi per una leggerezza (certamente da sanzionare, quella degli 8 di Genova) e per una denuncia certamente non fatta con il dovuto rigore, ma che è sempre preferibile, per gli utenti (ma anche, alla fine, per la stessa azienda) al silenzio (quella di De Angelis). Della cui accusa e della sua seguente risposta inserisco il link alla documentazione.

Bene, di fronte a tutto ciò non mi è sembrato di vedere sulla stampa, ma soprattutto fra i dirigenti sindacali e politici questa grande preoccupazione (e, forse non sarebbe male, indignazione) per questi fatti. Sarà perchè è metà agosto ? Non è una vicenda che attiene all'art. 1 della Costituzione ? Non chiama in causa il ruolo del sindacato (nel difendere i diritti dei lavoratori, prima di tutto alla sicurezza per loro e per gli utenti) ? Ed il ruolo della politica, anche rispetto alle sorti di un'azienda pubblica così importante per il nostro Paese ?

E' così De Angelis (ricordiamo che i suoi colleghi che hanno denunciato questi temi della sicurezza alla trasmissione Report sono stati licenziati) passa per un esagitato che ha provocato un enorme danno all'immagine delle FS. Come se questo danno non fosse prodotto quotidianamente con i disservizi, lo sporco ed il ritardo su tantissimi treni. E poi l'immagine per che cosa ? Esiste forse ora un'azienda concorrente a cui l'utente possa rivolgersi in alternativa ?

Infine gli 8 lavoratori di Genova: grave leggerezza la loro, ma che c'entrano loro con i fannulloni (che infatti continuano tranquillamente a "lavorare" alle FS e nelle altre aziende pubbliche) ? Loro avevano anzi lavorato due ore in più in quel giorno. Hanno sbagliato per il cartellino, potevano essere sanzionati.
Allora i parlamentari/pianisti che votano al posto di altri loro colleghi cosa dovrebbero subire ? Come minimo il carcere, visto che svolgono il massimo ruolo nella nostra Repubblica, quello di legislatori.

Evidentemente c'è qualche altra motivazione che spinge il vertice FS (che è comunque composto da un bravo economista come Cipolletta e da un-ex sindacalista CGIL come Moretti, gente che per cultura ed esperienza dovrebbero avere a cuore anche i diritti di ogni singolo lavoratore), da almeno due anni, ad azioni drastiche e dure verso i lavoratori.

E' troppo pretendere che vi sia più attenzione verso questi lavoratori ? Mi rivolgo innanzitutto al mio partito (PD) ed al mio sindacato (CGIL). Oppure pensiamo solo alle primarie per il 2009 e alla grande riforma di Calderoli ?

3 giugno 2008
La disponibilità di Beatrice Draghetti: un'ottima notizia per tutti ?
Per alcune settimane mi sono trattenuto dallo scrivere in questo blog di Beatrice Draghetti, della sua disponibilità a candidarsi per un secondo mandato come Presidente della provincia di Bologna (“a continuare l'esperienza amministrativa in Provincia nel 2009”), annunciata il 24 aprile in mezzo ad un silenzio assordante quanto ipocrita.

Mi ha trattenuto la mia pluri-decennale moderazione e volontà di non essere strumento, pur piccolo, di polemiche in un momento delicato per la costruzione del PD e delle scelte per il 2009.

Adesso basta, però. Non ho letto dichiarazioni, dopo più di un mese, che avessero una minima somiglianza con quelle per Cofferati (di cui ho commentato con favore la sua scelta sul blog del PD di Bologna: www.pdbologna.org ). Mi sembra un comportamento poco adulto e caratterizzato da uno strabismo politico che nulla ha di coerente con il bene comune, con il giudizio meritocratico del lavoro svolto che ha sicuramente caratterizzato l’impegno di Beatrice Draghetti. Che ha giustamente ribadito, nell’assemblea del 24 maggio, la giustezza della vocazione maggioritaria del PD ma anche la necessità di portare a termine il lavoro promesso ai cittadini senza introdurre inutili e dannose polemiche sulle alleanze. Quando è stato necessario, ha dimostrato di saper rompere con chi era contrario al programma concordato e di decidere comunque (vedi dimissioni dell’assessore Meyer ed approvazione del Piano provinciale del Commercio).

Beatrice Draghetti è anche una persona che stimo moltissimo per la disponibilità dimostrata in ogni occasione, la sua competenza come “educatore” e come amministratore, la sua passione cristiana e sociale, la sua immediata simpatia suscitata in ogni occasione. Tanti militanti ed amministratori ex-DS da anni l’apprezzano moltissimo.

Non bastasse questo, anche indagini più o meno serie (Sole 24 Ore, Ekma, etc..) l’hanno inserita fra i primi posti nella classifica dei Presidenti di provincia, non altrettanto si può dire del Sindaco di Bologna.

Io ritengo che le Province siano enti da superare (mentre anche come centrosinistra abbiamo contribuito negli ultimi 15-20 anni ad aumentarle), con le Città Metropolitane dove esistono di fatto e con le Unioni dei Comuni nelle realtà minori. Ma finché esiste la Provincia essa, come sanno bene i Sindaci dei Comuni della provincia, ha alcune competenze molto importanti: coordinamento della pianificazione territoriale, edilizia scolastica, promozione delle biblioteche, mobilità, etc… Con Draghetti la Provincia di Bologna ha assolto molto bene a questo ruolo, come sanno i suoi assessori che costituiscono, a differenza di quella del Comune di Bologna, una Giunta forte e competente in tutti i suoi settori. E come sa bene anche Andrea De Maria, che di Beatrice è stato autorevole e stimato Vice-presidente.

Chiedo perciò ad Andrea De Maria, all’esecutivo del PD di Bologna, ai Sindaci PD dei Comuni della Provincia di Bologna di esprimersi sulla disponibilità di Beatrice Draghetti, al fine di riempire un vuoto ed una mancanza che si fa fatica a spiegare. Poi, secondo il comma 6 dell’art. 18 dello Statuto del PD, chiunque potrà presentare, secondo le regole previste, la candidatura alternativa a Draghetti e si potranno quindi fare le primarie per il candidato a Presidente della provincia.

Ma se è stato già dato un giudizio positivo su Cofferati, se è stato tirato per la giacca per molte settimane, perché di fronte a Beatrice Draghetti che dichiara, in tutta umiltà, la sua disponibilità, che non crea polemiche, che ha sostenuto in modo convinto la campagna elettorale e le proposte di Veltroni vi è il silenzio ? Deboli con i forti e forti con i deboli ? Questo non deve far parte del DNA del PD. Per favore !

Io, in ogni caso, sosterrò la candidatura di Beatrice Draghetti.

(Loris Marchesini, capogruppo Ulivo nel Consiglio comunale di Anzola dell’Emilia)

21 febbraio 2007: il Presidente Napolitano visita Bologna; nella foto: Napolitano, la moglie Cleo, Beatrice Draghetti, il Presidente della Regione, Vasco Errani, il prof. Anselmi e la Presidente del Consiglio regionale

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