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Diario On-Line di Loris Marchesini

5 gennaio 2009
Per la pace a Gaza, ma rispettando Israele e la Chiesa bolognese

Ciò che è successo a Bologna, in Piazza Maggiore, sabato pomeriggio è una preoccupante manifestazione di odio per Israele ed una provocazione pericolosa, irrispettosa per la Chiesa cattolica bolognese.

Credo sia comune alla maggior parte dei cittadini bolognesi ed italiani la preoccupazione per ciò che sta accadendo a Gaza, l’orrore per tutti i morti, militari e civili, israeliani e palestinesi. Con le aggravanti della rottura della tregua da parte di Hamas, del carattere terroristico di questa organizzazione, della reazione enorme, sproporzionata di Israele, che ha causato moltissime vittime anche fra civili, bambini, famiglie, donne. 

 Ma questa preoccupazione non ha nulla a che fare con lo schierarsi solo da una parte, con la stupidità del rituale dell’incendio della bandiera israeliana. Tutto ciò ha ancora meno a che fare con la provocazione della preghiera mussulmana in Piazza Maggiore, davanti a San Petronio. Proprio nei giorni in cui alta si è levata la voce della Chiesa cattolica per fermare questo massacro e per una tregua, per la pace.  

Occorre che il PD di Bologna faccia sentire in modo chiaro e netto la sua voce contro queste due reazioni non rispettose di Israele e della Chiesa bolognese e per una tregua, un cessate il fuoco a Gaza e nei territori segnati ora da questo orrore.  

La guerra non porta con sé nessuna ragione, ma solo torti e distrugge vite umane, ritarda sempre di più la comprensione fra i popoli. Rafforza Hamas, il terrorismo, invece di sconfiggerlo.

21 settembre 2008
Auguri a Romano Prodi, auguri per la pace in Africa !
Fra le cose bizzarre italiane possiamo anche inserire la disattenzione mediatica e politica verso una persona che, fino a pochi mesi fa, era il capo del governo, il leader dell’Ulivo, dell’Unione ed il padre fondatore del Partito Democratico. Cioè Romano Prodi.

Se poi parliamo di attualità, la disattenzione è ancora più strana rispetto alla notizia del conferimento a Romano Prodi, da parte del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, dell’incarico di coordinatore delle missioni internazionali per il mantenimento della pace in Africa. Il ruolo in Africa delle Nazioni Unite è stato definito dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza 1809 votato il 16 aprile 2008.

L’annuncio è di pochi giorni fa ed ha raggiunto Romano Prodi mentre era a Novellara (RE), ospite, assieme a Gad Lerner, della manifestazione “Uguali e diversi”.

Ban Ki-Moon ha voluto il professore bolognese per guidare una missione di cui fanno parte uno statunitense, un cipriota, un giapponese, un designato dalle Isole Mauritius ed un iraniano.

Oggi è la giornata internazionale della Pace (21 settembre, Day of Peace).

Nel settembre 2001, il movimento guidato da Jeremy Gilley, regista inglese, Peace One Day   raggiunse il suo principale obiettivo. Una risoluzione (A/Res/55/282) dell'Assemblea Generale, promossa dalla Gran Bretagna e dal Costarica e adottata all'unanimità dagli Stati membri dell'ONU, istituì formalmente la Giornata Internazionale delle Nazioni Unite per la Pace.

Tanti auguri a Romano Prodi! Per ciò che ha fatto per il nostro Paese, per il rinnovamento della politica italiana (ha vinto entrambe le competizioni elettorali con Berlusconi), per il contributo forte all’Unione Europea (prima con la battaglia vinta per l’entrata nell’Euro, poi come Presidente della Commissione Europea). Certamente il suo prestigio è maggiore in Europa e nel mondo di quello riconosciuto in Italia. Spesso è così: nessuno è profeta in patria. Anche questo importante incarico l’ha avuto per il suo prestigio all’ONU e presso l’Unione Africana, non certo per le proposte e gli appoggi del mondo politico italiano. Forse è meglio così. Tanti auguri anche alla Pace in Africa!

A lanciare la candidatura Prodi è stata in prima battuta l'Unione africana, che guarda a lui per l'esperienza accumulata come presidente della Commissione europea, oltre che come premier italiano. Ban Ki Moon ha subito cavalcato la scelta: una conquista "personale" di Prodi, legata alla sua storia, e non da designazioni di nazioni (nemmeno l'Italia, dove nessuno, in qualsiasi schieramento, sapeva davvero cosa bolliva nella pentola del Palazzo di Vetro) e tantomeno di aree politiche.
L'incarico avrà una validità semestrale, anche se tutto il futuro è da giocare. Prodi e la sua squadra devono trovare i modi per organizzare in un sistema per quanto possibile collegato i vari interventi di peacekeeping in Africa. Ora la situazione è disarticolata, con perdite di denaro ed efficienza negli aiuti e nei tentativi di pacificare le molte zone e le molte cause di conflitto.”
(da “La Repubblica”).


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