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Diario On-Line di Loris Marchesini

3 luglio 2009
La nuova Giunta comunale di Bologna
Ieri è stata presentata da Flavio Delbono, nuovo Sindaco di Bologna, la sua Giunta. 10 assessori, con Claudio Merighi (PD) vice-sindaco. 5 donne e 5 uomini. Con CGIL, IDV e Socialisti scontenti. Ma penso che Delbono abbia fatto bene, ha agito con abbastanza autonomia, pur tenendo conto degli equilibri politici. Una Giunta non serve per sistemare i desideri dei partiti, ma per governare al meglio una città. E Bologna ne ha davvero bisogno. Da tempo. E' una città con tante cose positive, ma ferma da molti anni. E di tutto c'è bisogno, ma non certo delle ambizioni dei partiti sui posti di assessorato.
Buon lavoro, Flavio!

Ecco l'elenco e la presentazione della Giunta fatta dal Corriere di Bologna oggi:


18 agosto 2008
Le politiche sulla sicurezza arrivano da sinistra

In un agosto in cui stanno emergendo, oltre a quelle solite estive, anche tante iniziative dei cosiddetti “sindaci sceriffi” (molte di dubbio valore, alcune surreali, altre sicuramente poco attente alla libertà dei cittadini italiani o stranieri), mi sembra utile ricordare che alcune serie analisi ed iniziative sul tema della sicurezza urbana furono realizzate in Italia, in anteprima, da esperti del settore su sollecitazione della sinistra bolognese ed emiliana, all’inizio degli anni ’90.

Mi riferisco alla rivista “Sicurezza e Territorio”, promossa dall’allora PDS di Bologna nel 1992, di cui ho trovato alcuni numeri, davvero interessanti anche ora, mettendo ordine nella mia cantina:
“La diffusione e lo sviluppo di un nuovo vocabolario e di un nuovo approccio alle politiche di sicurezza urbana in Italia è storia recente; è una storia mutuata dalle più mature esperienze sviluppate in Inghilterra e in Francia negli anni ’80; è una storia con una data e un luogo di inizio precisi: la fondazione a Bologna nel 1992 della rivista “Sicurezza e territorio”, sostenuta e finanziata dalla locale federazione dell’allora Pds. C’è infatti una continuità facilmente rintracciabile, sul piano dei contenuti, delle coalizioni politiche di riferimento, delle persone stesse, tra quella prima iniziativa editoriale e tutto ciò che è poi seguito.“ (Cosimo Braccesi, Lo sviluppo delle politiche di sicurezza, articolo tratto dal volume “Sicurezza urbana, edito da “Il Mulino”).

Nel 1992 era segretario del PDS di Bologna Antonio La Forgia. A lui ed alla federazione bolognese del PDS va dato merito dell'intelligenza ed apertura con cui affrontarono il tema, dopo due decenni di focalizzazione sulla lotta al terrorismo ed allo stragismo. 
 
Io collaboro nel Forum del PD di Bologna “Sicurezza e convivenza”; fra i componenti promotori di questo Forum (il cui coordinamento è iniziato da Vincenzo Naldi, ora è subentrato Claudio Nunziata) vi sono alcuni dei più esperti di queste problematiche che già scrivevano su quella rivista: Massimo Pavarini, Cosimo Braccesi.
 
Esistevano quindi da tempo esperienze di riflessione sul tema della sicurezza nell’ambito culturale della sinistra (anche la memoria della sinistra è ormai labile, occorrerebbe far tesoro di ciò che abbiamo fatto con preveggenza per operare in modo più competente, meno mediatico e contingente e per rispondere a chi sostiene che su questo tema è più sensibile la destra).
Si pensi poi al "Progetto Città sicure", avviato dalla Giunta regionale dell'Emilia Romagna (Presidente Bersani), che raccoglierà in un certo senso l'eredità della rivista; dal 1995 esisteva poi il "Forum Italiano per la Sicurezza Urbana" (nato come specificazione dell'omonimo Forum europeo) che raccoglieva diversi enti locali. Il filo conduttore di tali esperienze è la comune matrice culturale, riferibile a quel "realismo criminologico di sinistra" che si pone come obbiettivo di affrontare la tematica della sicurezza in chiave realistica - non negando, quindi, l'esistenza di realtà o comportamenti problematici ma, piuttosto, cercando di ridurne l'incidenza attraverso tecniche di prevenzione che non si appoggino sullo strumento penale.
 
Nel 2005 si è tenuto un convegno a Lione, in Francia, che ha discusso anche di questa esperienza emiliana e bolognese (organizzato dall’Association francaise de Science Politique); a questo link si può leggere l’intervento specifico che approfondisce l’esperienza della rivista e del progetto regionale di Séverine Germain (“Les collectivités italiennes à la conquete de la sécurité: vers l’affirmation d’un noveau paradigme ?”).
 
Forse sarebbe ora di pensare meno all’attenzione mediatica, di aspettare ad emettere ordinanze spesso inutili, inefficaci, a volte anche pericolose per la dignità e la libertà delle persone. E sarebbe più necessario riprendere il filo di quelle serie analisi ed applicarsi in serie politiche suggerite da competenti che mettano insieme accoglienza, integrazione, prevenzione, rigore verso i diritti ed i doveri dei cittadini. Tutto nella legalità, praticandola e facendola rispettare.

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