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Diario On-Line di Loris Marchesini

5 gennaio 2009
Per la pace a Gaza, ma rispettando Israele e la Chiesa bolognese

Ciò che è successo a Bologna, in Piazza Maggiore, sabato pomeriggio è una preoccupante manifestazione di odio per Israele ed una provocazione pericolosa, irrispettosa per la Chiesa cattolica bolognese.

Credo sia comune alla maggior parte dei cittadini bolognesi ed italiani la preoccupazione per ciò che sta accadendo a Gaza, l’orrore per tutti i morti, militari e civili, israeliani e palestinesi. Con le aggravanti della rottura della tregua da parte di Hamas, del carattere terroristico di questa organizzazione, della reazione enorme, sproporzionata di Israele, che ha causato moltissime vittime anche fra civili, bambini, famiglie, donne. 

 Ma questa preoccupazione non ha nulla a che fare con lo schierarsi solo da una parte, con la stupidità del rituale dell’incendio della bandiera israeliana. Tutto ciò ha ancora meno a che fare con la provocazione della preghiera mussulmana in Piazza Maggiore, davanti a San Petronio. Proprio nei giorni in cui alta si è levata la voce della Chiesa cattolica per fermare questo massacro e per una tregua, per la pace.  

Occorre che il PD di Bologna faccia sentire in modo chiaro e netto la sua voce contro queste due reazioni non rispettose di Israele e della Chiesa bolognese e per una tregua, un cessate il fuoco a Gaza e nei territori segnati ora da questo orrore.  

La guerra non porta con sé nessuna ragione, ma solo torti e distrugge vite umane, ritarda sempre di più la comprensione fra i popoli. Rafforza Hamas, il terrorismo, invece di sconfiggerlo.

9 novembre 2007
Una chiesa in comunione con la vita
Ho appena letto la notizia sul parroco che da tempo riserva ogni venerdì alcuni locali della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto per la preghiera della comunità mussulmana (da www.repubblica.it ).
Poi ho cercato di capire qualcosa di più e mi sembra di capire che non è una iniziativa estemporanea di qualche giovane parroco magari isolato, ma di un prete già in pensione, che ha fatto l'insegnante di greco e latino per tutta la vita, e che si occupa di tante altre cose.

Credo che questo fatto, che ci sembra così strano in quest'epoca in cui si rischia lo scontro fra civiltà, religioni ed in questi giorni così difficili per la tolleranza e il rispetto della dignità umana degli stranieri, sia invece una naturale conseguenza dell'essere "chiesa" in modo vivo, come ci ha insegnato Gesù Cristo ed alcuni suoi testimoni, anche contemporanei. Proprio nel notiziario di queste parrocchie venete, alcuni anni fa, venivano riportate queste parole: "la parrocchia rischia il declino per mancanza di comunione con la vita, ossia per difetto di incarnazione
" (don Primo Mazzolari, Lettera alla Parrocchia, 1937) e "sarebbe doveroso che il futuro della chiesa fosse un futuro in cui la chiesa pensa meno al proprio futuro" (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, mentre parla di una chiesa troppo autoreferenziale).

D'altra parte quest'attenzione, questa solidarietà fra due comunità umane e religiose è contagiosa: l'anno scorso, in ottobre, don Aldo ha concesso questi locali anche per la festa del Ramadan. Quest'anno, durante la festa dell'Assunta, festa della parrocchia di Paderno, i mussulmani della locale comunità hanno offerto a don Aldo il "pane benedetto" della Madonna. La benedizione del pane ha radici nella storia religiosa di quelle genti venete; questo pane costituiva un bene prezioso nei periodi di maggiore povertà. Ha commentato don Aldo:
"Non vogliono solo sfruttare gli ambienti parrocchiali, in cambio di un rimborso spese. Vogliono sentirsi solidali con chi li ha accolti. Essi credono che la Madonna sia la madre del Cristo profeta, offrire il pane ai parrocchiani era dunque un modo per dimostrare un segno di fraternità sulla base di radici comuni che devono unire non dividere. Mi è parsa davvero una bella idea e ho accettato. Credo che l’accoglienza da parte mia e della comunità di Paderno, il loro segno di amicizia e di riconoscenza verso chi li accetta sia la prova evidente che la vera democrazia si fonda sul rispetto verso l’altro, che deve venire da ambedue le parti. In questo clima di condivisione non possono che maturare la pace e l’integrazione”.


Donne alla festa del Ramadan presso la parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto

Ovviamente non tutti la pensano ed agiscono cone don Aldo; siamo nella marca trevigiana e non poteva mancare l'opinione del leghista Gentilini:

"
Mi fido del pastore tedesco che darà le direttive giuste. E lo faccia anche il nostro vescovo: mi aspetto che abbandoni le 99 pecore buone per recuperare quella rossa che s’è staccata dal gregge".
Per i non avvezzi al linguaggio del prosindaco Gentilini, che a suo modo non usa mezze parole per intervenire sulla “questione islamica”, il pastore tedesco sarebbe papa Ratzinger e la pecora rossa don Aldo Danieli, parroco di Paderno, colpevole di aver concesso i locali della chiesa ai musulmani per la fine del Ramadan (Il gazzettino di Treviso, 29 ottobre 2006).

Ora Ponzano Veneto non è più solo famosa per essere la sede della Benetton, ma anche per essere lucerna sul moggio di solidarietà umana e di come si può essere chiesa nella fedeltà a Cristo.


( http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=721 )


L'umanità di Don Aldo Danieli l'ho vista anche in questa riproposizione di una poesia in dialetto veneto:

Orasion de 'a sera
(recitata nella zona di Ponzano Veneto)

 

Salve, Regina,
rosa de spina,
rosa d'amor,
Madre del Signor.

Fa' che mi no mora
e che no mora peccator,
che no peca mortalmente
e che no mora maeamente.


http://digilander.libero.it/pietates/preghiere%20in%20dialetto%20veneto.htm#PREGHIERE%20VENETE)


E' anche un prete, assieme ad altri sacerdoti della stessa zona, che in tempi precedenti al "Family Day", nel notiziario ha inserito tante iniziative per le famiglie, per i genitori, con questo slogan:

" I love family"

( http://www.vicariato-smrovere.it/pdf_notiziario/notiziario12.pdf )



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