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Diario On-Line di Loris Marchesini

3 luglio 2009
La nuova Giunta comunale di Bologna
Ieri è stata presentata da Flavio Delbono, nuovo Sindaco di Bologna, la sua Giunta. 10 assessori, con Claudio Merighi (PD) vice-sindaco. 5 donne e 5 uomini. Con CGIL, IDV e Socialisti scontenti. Ma penso che Delbono abbia fatto bene, ha agito con abbastanza autonomia, pur tenendo conto degli equilibri politici. Una Giunta non serve per sistemare i desideri dei partiti, ma per governare al meglio una città. E Bologna ne ha davvero bisogno. Da tempo. E' una città con tante cose positive, ma ferma da molti anni. E di tutto c'è bisogno, ma non certo delle ambizioni dei partiti sui posti di assessorato.
Buon lavoro, Flavio!

Ecco l'elenco e la presentazione della Giunta fatta dal Corriere di Bologna oggi:


24 ottobre 2007
Statuto del PD: partire dalla Costituzione
Si sta avvicinando la prima riunione dell'assemblea costituente nazionale del Partito Democratico, eletta domenica 14 ottobre da più di 3.500.000 elettori. Vi sono già proposte per lo Statuto del PD.E' importante che lo Statuto del PD faccia prima di tutto riferimento alla nostra Costituzione ed al ruolo dei partiti per la democrazia che qui si trova delineato.
Fra di esse ne indico due:

1)  quella dell'Associazione "Articolo 49"

I dieci punti proposti dalla Rete Articolo 49

Rete “Articolo 49”
www.retearticolo49pd.blogspot.com


1) Partecipazione e tutela delle minoranze
Garantire una diffusa ed incisiva partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti, ai quali verranno garantiti concreti poteri di decisione, controllo e deliberazione.

2) Equa rappresentanza di genere
Un sistema di attribuzione degli incarichi e delle candidature in virtù del quale nessuno dei due sessi sia rappresentato in misura superiore al 60% delle cariche totali disponibili.

3) Struttura federale
In base al principio di sussidiarietà, il partito garantirà, all’interno di un comune quadro nazionale (normativo e valoriale), una completa autonomia alle diverse articolazioni territoriali.

4) Cariche di partito, iscritti ed elettori
Pari opportunità e metodo dell’elezione diretta da parte dei singoli iscritti o simpatizzanti - con voto personale e segreto - per le principali cariche dirigenziali del PD, ad ogni livello.

5) Incompatibilità fra incarichi
Divieto assoluto del cumulo di incarichi; incompatibilità tra incarichi di rilievo dirigenziale all’interno del partito e incarichi di rappresentanza nelle istituzioni (obbligo di dimissioni se eletti).

6) Criteri di esclusione e controllo delle candidature
Possibilità per gli iscritti di valutare l’adeguatezza (profilo etico, professionale e politico) dei candidati e degli eletti. Questi ultimi sono obbligati a rendere conto periodicamente del proprio operato in pubbliche assemblee territoriali.

7) Conflitti di interesse e trasparenza dei finanziamenti
Misure cautelative e limitazioni inderogabili per evitare commistioni tra dirigenti/rappresentanti del partito e chi - in forma diretta o indiretta - amministra e/o controlla finanziatori privati o società/enti gestiti da istituzioni di nomina pubblica; obbligo di pubblicità ed informazione su ogni voce di entrata e di uscita della fondazione (o di altro ente) che gestirà il patrimonio del partito.

8) Primarie a tutti i livelli
Ricorso alle primarie quale metodo principale di selezione delle candidature a tutti i livelli della rappresentanza; l’attivazione dello strumento delle primarie deve essere possibile al termine di ogni singolo mandato.

9) Limiti alla reiterazione dei mandati
Limiti inderogabili alla reiterazione dei mandati nella medesima carica; non saranno comunque possibili più di 2 mandati consecutivi per qualunque carica (elettiva o di partito).

10) Collegio di garanzia
Il PD si atterrà, nello svolgimento delle sue funzioni interne, ai principi di trasparenza e responsabilità, rigorosamente garantiti da un Collegio di Garanti i cui componenti devono essere eletti (a rotazione) in base ai criteri di cui al punto 4.

E quella di Silvio Mantovani e Stefano Ceccanti:

1. Il PD è un partito pluralista: la formazione di correnti e aree politico culturali, circoli e sezioni, territoriali e tematici,  centri di ricerca, giornali e riviste, siti web e  blog è libera.

2. E’ un partito a forma federale: i partiti regionali si danno un proprio statuto; i finanziamenti pubblici sono per metà devoluti ai partiti regionali; le candidature al Parlamento sono decise dai partiti regionali con metodo democratico che ha per base tutti coloro che intendono partecipare col solo vincolo di sottoscrivere un impegno di voto per il partito e un contributo finanziario, salvo una quota del 10% riservata alla Direzione nazionale. Lo Statuto stabilisce le forme attraverso le quali gli eletti rendicontano agli iscritti e agli elettori sulla loro attività.

 3. Si basa sulla democrazia rappresentativa. Gli organi nazionali sono eletti da delegati dei partiti regionali e membri da scegliere tra gli eletti nelle assemblee parlamentari. I delegati sono eletti  analogamente a quanto previsto al punto 9 per l’elezione del Segretario.
4. …e su forme di democrazia diretta: saranno indetti referendum propositivi  e vincolanti per decidere la posizione del partito; la formulazione dei relativi quesiti sarà compito dei Garanti. Gli aventi diritto al voto sono individuati analogamente a quanto previsto al punto 2. I referendum potranno essere richiesti anche da un  quorum di iscritti, salvo un giudizio di ammissibilità da parte dei garanti.
5. La trasparenza più ampia possibile è condizione per la vita democratica del partito: le decisioni, le posizioni assunte pubblicamente e nei vari organi del partito, i risultati dell’attività di chi è investito di cariche e responsabilità devono essere divulgati e resi accessibili.
6. Nella vita del partito sono  permanentemente da combattere:  formazione di gruppi di potere, posizioni di rendita, nepotismo, lottizzazione, decisioni assunte senza dibattito, dissensi nel voto nelle assemblee elettive rispetto a decisioni democraticamente assunte. Va stimolata con opportuni incentivi la corretta competizione per la cariche, pubbliche e di partito, basata sul merito e la competenza. Va favorito il ricambio e l’accesso dei giovani alle cariche pubbliche e di partito. Ogni carica deve essere, in linea di principio, a tempo definito e rinnovabile una sola volta.
7. Il PD definisce la sua organizzazione in modo tale da favorire la più ampia partecipazione delle donne alla sua attività e una presenza tendenzialmente paritaria nei suoi organi e nelle sue pubbliche rappresentanze.

 8. Sul rispetto dei principi di cui ai punti precedenti vigilano gli organi di garanzia, composti da persone competenti, autorevoli e del tutto indipendenti dagli organi di direzione ed esecutivi. Spetta a questi tra l’altro accreditare le associazioni di base di cui al punto 1 come associazioni del partito, concedere l’uso del simbolo, controllare i bilanci, risolvere i conflitti, comminare sanzioni, interpretare lo Statuto, sovrintendere allo svolgimento dei congressi.

 9. Il PD è un partito fondato sul principio di responsabilità, temperato dalla divisione orizzontale e verticale dei poteri, dall’indipendenza dei Garanti e da obblighi di trasparenza.
Il Segretario è eletto dagli iscritti nelle associazioni di base (circoli e sezioni, territoriali e tematiche) e da quanti aderiscano individualmente al partito accettandone lo statuto.
E’ compito del Segretario rappresentare il Partito, attuare il programma sulla base del quale viene eletto, curare i rapporti con le altre forze politiche, gli organi dello Stato, le principali associazioni ed enti economici, sociali e culturali,organizzare iniziative di livello nazionale, coordinare le campagne elettorali, proporre le nomine, nel rispetto delle leggi in materia.
Può nominare una segreteria che lo coadiuvi, della cui attività è responsabile di fronte alla Direzione.
E’ compito della Direzione, eletta dall’Assemblea congressuale (AC) su mozioni e con voto limitato, seguire l’attuazione degli indirizzi politici e programmatici fissati dall’AC, decidere la linea e il programma del partito per quanto non già fissato dalle deliberazioni dell’AC e dalla mozione che ha eletto il Segretario.
L’AC si riunisce una volta l’anno nel mese di Ottobre in seduta ordinaria e a discrezione della sua presidenza in seduta straordinaria. Nella sua seduta ordinaria discute e vota un rapporto del Segretario sull’attività e l’iniziativa politica svolte e sugli indirizzi politici e programmatici da attuare nell’anno successivo.
I congressi ordinari si svolgono ogni tre anni.
10. E’ compito dei gruppi, parlamentari e consiliari, dare attuazione in termini parlamentari alla linea politica e al programma del Partito. Gli organi del Partito possono inviare ai gruppi raccomandazioni con obbligo di risposta. Il Segretario riferisce all’AC sul rapporto con i gruppi. E’ inoltre sua facoltà proporre i presidenti dei gruppi e chiedere motivatamente, nel rispetto delle norme sul numero dei mandati, la candidatura o la non conferma di parlamentari uscenti.
11. Le associazioni di cui al punto 1 si autofinanziano. Quelle di base, territoriali e tematiche, versano un contributo fisso per iscritto di 10 euro aggiornabile dall’AC. Le associazioni accreditate presentano il loro bilancio ai garanti ai vari livelli. Il bilancio del Partito è deliberato dall’AC e deve contenere gli stanziamenti per i diversi organi e per i partiti regionali. La predisposizione e gestione del bilancio è compito del Comitato di tesoreria, presieduto dal Tesoriere, nominato dai Garanti, affiancato dal fundraiser, nominato dal Segretario e da un membro nominato dalla Direzione. Il comitato stila un elenco di iscritti con cariche pubbliche tenute al versamento di una quota dei loro emolumenti.
12. In condizioni di parità con altri partiti, il PD consente alle limitazioni di sovranità necessarie alla costruzione di coalizioni politiche nazionali e di forze politiche europee e internazionali con cui ravvisi intenti di collaborazione coerenti con le proprie ispirazioni ideali.





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