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Diario On-Line di Loris Marchesini

21 gennaio 2009
La candidatura di Cazzola a Bologna e le coop

Da alcuni giorni Alfredo Cazzola, imprenditore scaltro e che ha sempre agito da solo (ma socio anche di Intermedia assieme a Consorte), ha annunciato la sua candidatura a Sindaco di Bologna. 


In questi giorni abbiamo potuto leggere alcune sue dichiarazioni che la dicono lunga sul suo “civismo” e sulla sua indipendenza dai partiti; è stato un crescendo, dalla massima indipendenza alla scelta odierna di Berlusconi:
 

«Credo di poter decidere con i tempi miei e non voglio essere utilizzato da nessuno in queste schermaglie politiche. Se dovessi candidarmi, penso che potrei farlo con le mie forze ..” (6 gennaio)

"Mi candiderò per le prossime elezioni amministrative con una mia lista civica ….  non sono il candidato di nessun partito ma sono pronto ad accettare l'appoggio di quelle forze politiche che mi vorranno sostenere ..  (14 gennaio)

Appoggio leale e completo a Cazzola da parte del PDL e della Lega Nord. Cazzola: “Sono molto soddisfatto dell’apprezzamento che il premier Silvio Berlusconi ha mostrato per la mia candidatura a sindaco di Bologna” (21 gennaio)

 
D’altra parte il “civico” per eccellenza, Guazzaloca (che almeno può dimostrare il peso di aver vinto nel 1999), è sostenuto dall’UDC e dalla “Tua Bologna”.
 

Alcuni giorni fa alcuni dei dirigenti cooperativi, tra i più importanti ed apprezzati hanno rilasciato dichiarazioni o hanno risposto ad interviste con apprezzamenti di stima per Cazzola e con l’impegno a valutare, da parte delle coop, il programma e la squadra che presenterà Cazzola stesso.
 

Insomma … mi sembra evidente che il centro-destra ha messo il cappello su Cazzola (che comunque non è certamente portatore di valori solidali e caratterizzanti il centro-sinistra) e che la sua lista sarà circondata dal PDL e dalla Lega Nord durante la formazione del programma e della squadra. Di civismo non c’è nulla, evidentemente. C’è un personaggio forte che il PDL appoggia, vista la crisi di leadership che il centro-destra ha a Bologna. Di programma finora non si è parlato. Di squadra neanche. Ed allora: perché queste dichiarazioni dei dirigenti cooperativi ? Non è obbligatorio rispondere alle domande dei giornalisti. Soprattutto se non si è politici, se non si deve fare la campagna elettorale, se si rappresentano interessi economici e sociali così importanti, frutto di più di un secolo dei sacrifici dei soci lavoratori e delle lotte sociali e parlamentari dei partiti della sinistra. Un dirigente coop non è che debba dichiarare di votare per Delbono, soprattutto ora che non ci sono ancora programma e squadra. Ma, appunto, tantomeno è obbligato a dichiarare interesse e simpatia per Cazzola. Oppure si vogliono mandare messaggi un po’ criptici in caso di vittoria del centro-destra ?
 

Ognuno, quindi, faccia la sua parte, senza squilibri, senza tifo, con rigore. Senza credere al civismo che non c’è, senza dimenticare la storia e la sostanza di sviluppo, coesione sociale e solidarietà di una città come Bologna.  

 

 

6 dicembre 2008
Cofferati ha ragione: su questione morale, PD del Nord e alleanza con la Lega

Io non sono mai stato un “tifoso” di Sergio Cofferati come sindaco di Bologna. Soprattutto per la non riuscita armonia con il meglio di Bologna e dei suoi cittadini. E per avere fatto pendere dalle sue labbra il PD di Bologna per 6-7 mesi. 

Ma non sono neanche mai stato un suo denigratore. Anzi, se fosse stato disponibile, ho scritto che il candidato migliore sarebbe stato lui, nonostante luci ed ombre di questo mandato.

La lettura invece dell’intervista che Cofferati ha dato oggi a Luciano Nigro su “La Repubblica” mi ha totalmente convinto, ed è molto più lucida e convincente delle dichiarazioni titubanti, poco chiare ed auto-referenziali di diversi dirigenti nazionali del PD.

Sulla questione morale che sta emergendo in diverse città e regioni con molti esponenti del PD:

"Chi è coinvolto in indagini delicate, farebbe bene a valutare l'opportunità delle proprie scelte. Se toccasse a me, mi farei da parte … Cinque o sei casi rilevanti sono una faccenda seria .. Siamo al livello di guardia, la nostra gente prima ci guardava litigare con fastidio, ora ci dice "basta" e se non l'ascoltiamo rischiamo grosso".

Ciò che colpisce come uno schiaffo a freddo di queste vicende (Napoli, Firenze, Genova, Perugia, Abruzzo, etc.), prima dell’aspetto penale (su cui eventuali riscontri li dovrà indagare la magistratura), è quello dell’etica. Il governare da tanti anni sembra allontanare importanti amministratori del PD dal bene comune, dalla trasparenza, dal rispetto per gli altri. Per arrivare all’arroganza, al disprezzo, alla disinvolta commistione fra interessi pubblici ed interessi personali.

Sul cosiddetto PD del Nord: "Il partito del nord è sbagliato, uno snaturamento del Pd. Si farà un coordinamento, come proposi in tempi non sospetti, e sarà affidato ai segretari regionali”.

Sull’eventuale alleanza con la Lega Nord, ipotizzata da Chiamparino: “Mi colpisce, però, la disinvoltura con cui si parla di Pd del Nord e di alleanze con la Lega …. Non condivido l'opinione chi immagina non convergenze su singoli temi, ma un'alleanza con chi è così distante da noi sullo Stato, la sicurezza, la solidarietà, l'accoglienza degli stranieri. Invece di inseguire il Carroccio, il nostro banco di prova al nord deve essere una proposta per fronteggiare la crisi e gli effetti che avrà sul lavoro e sulle aziende".

Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che il PD a Bologna ora ha due vantaggi rispetto all'appuntamento del 2009: una gestione onesta, moralmente ineccepibile, e le primarie con candidati che si rispettano. Non è poco. Anche perchè Bologna sarà il test politico più importante delle elezioni amministrative del 2009.



15 ottobre 2008
L'apartheid degli studenti stranieri firmato anche da parlamentari bolognesi

Mi sembra insufficiente lo spazio dedicato oggi dai giornali alla notizia del documento approvato ieri alla Camera dal centro-destra fra molte polemiche (forse occorre togliere definitivamente la parola “centro”): la mozione 1-00033.

 

La mozione impegna il governo a:

- rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test
- istituire classi ponte, che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana
- non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno
- favorire, all'interno delle predette classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curricolo formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, nonché dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza
- prevedere l'eventuale maggiore fabbisogno di personale docente da assegnare a tali classi.

Si potrebbero dire tante cose, tutte pervase da un grande senso di indignazione. Ma come siamo arrivati a questo punto ? Introduciamo delle classi differenziali e separate per gli stranieri ? Non hanno nemmeno la dignità di chiamare le cose con il loro nome: parlano di classi “ponte”, introducono percorsi di introduzione alla legalità ed alla cittadinanza (ma non sarebbe necessario per tutti gli studenti ? non è già anche previsto dai provvedimenti del ministro Gelmini ?). L’accesso alla scuola deve avvenire attraverso dei test, non dopo il 31 dicembre. Ma, oltre alla foga xenofoba, al substrato razzistico, hanno idea di come funzionano le cose, di come sono e quando arrivano le persone straniere ? In una parola: conoscono la Costituzione italiana e la Convenzione per i diritti dell’infanzia ?

E’ vero ciò che ha dichiarato subito Piero Fassino: “Una discriminazione abietta contro i bambini”. Ha ragione Furio Colombo nel suo intervento indignato alla Camera.

Questo capolavoro di discriminazione, di condiscendenza agli umori peggiori della Lega Nord (il primo firmatario è Roberto Cota, capogruppo della LN) è però stato direttamente appoggiato anche da alcuni parlamentari bolognesi (tra i firmatari): Fabio Garagnani (non sono sorpreso) e Giancarlo Mazzuca (ex-direttore del Resto del Carlino, nonostante tutto lo pensavo più attento alla Costituzione).

Dopo un decreto che toglie 140.000 insegnanti e bidelli alla scuola in tre anni, hanno pure la spudoratezza di indicare maggiori spese per assumere insegnanti per queste classi separate.

Consiglio a Giancarlo Mazzuca (non ho speranze per il fazioso Garagnani) di andare a vedere il film "Entre le murs" (La classe), del regista francese Laurent Cantet, vincitore della Palma d'oro a Cannes. Parla esattamente di ciò, senza sentimentalismi, in modo duro. Ma di una classe dove tutti gli studenti, in mezzo a mille difficoltà, sono insieme. E dove la sconfitta è lo studente che deve essere estromesso.



2 ottobre 2008
I sindaci leghisti e Fini contro il governo

Del governo è imbarazzante il disastro economico e l’autoritarismo

Basta leggere le news italiane di oggi per capire la negatività ed il disastro dell’operato del Governo Berlusconi-Tremonti; contribuisce a peggiorare le condizioni già difficili del nostro Paese, nel grave scenario dell’economia e della finanza internazionale.

Ieri 400 sindaci veneti (su 550) sono sfilati a Roma contro il federalismo di Bossi e Calderoli, protestando per la mancata restituzione dell’introito ICI. Nessuno dei parlamentari della Lega li ha ricevuti. Molti di loro sono leghisti.

Oggi notizie molto negative sui conti pubblici, soprattutto se rapportati all’anno scorso (Governo Prodi):

-          indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni è stato pari al 2,6% del Pil (1,5% nel primo semestre 2007)

-          avanzo primario nel primo semestre del 2008 al 2,5% del PIL (3,4% nello stesso periodo del 2007) 

-          nel secondo trimestre 2008 le uscite totali aumentano in termini tendenziali del 7,5%, il loro valore in rapporto al Pil è pari al 46,3% (44,4% nel 2007)

Quindi i dati del fabbisogno hanno subito un forte aggravio nei primi nove mesi del 2008.

Con questi dati preoccupanti, Berlusconi ha avuto la faccia tosta di regalare 140 milioni di € al Comune di Catania, fallito grazie al suo medico personale. Alla faccia dei vari Brunetta.

Consumi in calo per il decimo mese consecutivo. Lo attesta l'indagine di Confcommercio, che ad agosto ha rilevato una riduzione dell'1,5 per cento sullo stesso mese del 2007. Nei primi otto mesi l'indice dei consumi delle famiglie ha perso il 2 per cento, a fronte del +1,3 per cento registrato nell'analogo periodo del 2007.

Sempre oggi Fini, presidente della Camera, dice basta all'abuso di decreti: "Il ricorso ai decreti legge rientra tra le prerogative del governo. Un eventuale abuso di questo strumento non solo determinerebbe valutazioni di tipo politico, ma anche il diritto della Camera di far sentire la propria voce". Questo dopo che Berlusconi, con un’altra gaffe istituzionale, aveva detto di voler imporre i decreti legge.

Ieri governo battuto sulla giustizia ed un’altra lite fra i ministri Maroni e La Russa.

E questa sarebbe la luna di miele ed il consenso imbarazzante ?

 

14 agosto 2008
Le Olimpiadi delle medaglie padane ? No, manca lo sport al Sud

''Le prime medaglie d'oro olimpiche assegnate ad atleti del nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero', sembra avere il coraggio di dire la cosa piu' ovvia ed evidente, e cioe' che esse dimostrano la superiorita' etnica dei padani anche in questo campo. Non si deve certo trarre da questa realta' alcuna conseguenza di tipo razzista, ma nessuno e' parimenti legittimato a ignorarla, come stanno facendo i commentatori della Rai pagati da noi''. Lo ha dichiarato il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio (Roma, 13 agosto, Adnkronos).

Borghezio, come sempre, ha detto cose non vere, non supportate da nessuna motivazione seria. Ed ha fatto considerazioni gravi, parlando di superiorità etnica dei padani. Roba da far accapponare la pelle. Ci pensate ? Basta mettere “ariani” al posto di “padani” ed il gioco è fatto, entriamo in una metarealtà che può far pensare alla peggiore delle conseguenze. Tra l’altro: anche padani è qualcosa di inventato come ariani.

Premesso questo, è vero invece il fatto che quasi tutti gli atleti italiani (forse sarebbe meglio dire atlete, ormai, il vero sesso forte anche nello sport) vincitori di medaglie a Pechino provengono dal Centro-Nord. Anche se siamo solo a metà delle gare:

Emilia-Romagna: 1 oro, Veneto: 2 oro 1 arg 1 bro, FVG: 1 oro 1 bro, Marche: 1 oro, Toscana: 1 oro 1 bro, Piemonte: 1 arg, Lazio: 1 arg.

E’ stato più o meno così anche nelle Olimpiadi di Atene del 2004.

Ovviamente non vi è una ragione etnica, né regionale, né di latitudine.

Penso che il problema vero, la causa principale sia la sproporzione di impianti sportivi (e di politiche per lo sport pubblico, fin dalla tenera età, di incentivi alla gestione associativa) fra il Nord ed il Sud. Il CONI lo ha censito bene nel 2003: al Nord 353 impianti sportivi ogni 100.000 abitanti, al Sud 149 (!). Ed al Sud la maggioranza degli impianti è dedicato al tennis oppure al calcio.


21 luglio 2008
Bossi è stato offensivo, ma questo Inno è superato
Bossi, come spesso succede, ieri ha detto cose offensive per l'unità nazionale, per il Mezzogiorno, per la coesione della nostra Repubblica. L'ha fatto da demagogo, da arruffapopolo (ma questo popolo padano quando capirà di essere preso in giro dai capi della Lega Nord che con loro fanno la voce grossa, poi accettano tutte le decisioni vergognose di Berlusconi oppure non perseguono nessuna delle cose che dicono in piazza ?), senza che, come al solito, nessuno degli alleati abbia preso con serietà le distanze da lui. Anzi, per il capo del governo Bossi continua ad essere un ragazzotto esuberante.

Ed invece le cose che anche ieri ha detto sono vergognose, pericolose. Anche sull'Inno nazionale, per i modi e le parole che ha usato.

Ma ..... questo Inno nazionale, "Il Canto degli Italiani", con testo di Mameli e musica di Novaro, del 1847, mi sembra dimostri tutti i suoi 161 anni: scritto prima dell'Unità d'Italia, prima del Parlamento, prima della lotta antifascista, prima della democrazia, della libertà e del suffragio universale, prima della Repubblica e della separazione fra Stato e Chiesa, prima del movimento operaio, prima delle lotte di emancipazione delle donne, prima dei movimenti pacifisti.

Come si fa quindi a sentire la voglia di cantare queste desuete ed ormai vuote parole, comprensibili solo al periodo del Risorgimento ? Giustamente prima Ciampi e poi Napolitano hanno con forza chiesto il rispetto dell'identità nazionale, anche attraverso il conoscere ed il cantare l'Inno. Ma con questo come si fa ?

Allora perchè la Repubblica italiana non provvede a far scrivere un nuovo Inno, magari partendo, come ispirazione (senza farne un minestrone indigeribile), dalle parole di Piero Calamandrei agli studenti milanesi nel 1955, da quelle di Luigi Einaudi, da Leopardi (il carattere degli italiani), dalla canzone di Giorgio Gaber "La libertà", da alcune canzoni di Modugno, di De Gregori, di Dalla, dalle poesie di Luzi, Caproni, etc...

Forse dopo più persone lo imparerebbero con piacere. E sarebbe cantato con adesione vera.


Goffredo Mameli
16 maggio 2008
Governo Berlusconi: più che alla cortesia, facciamo attenzione alle cattive politiche
In questi giorni di dibattito parlamentare e fiducia al Governo Berlusconi, vi sono pagine e pagine dei quotidiani sugli scambi di cortesia fra lo stesso Presidente del Consiglio e Veltroni, sulle frasi gentili rivolte da lui all'opposizione, sulla disponibilità a lavorare insieme per le riforme. Di per sè questo clima può essere positivo, certo più promettente del clima da caravanserraglio degli ultimi anni visto al Senato ed alla Camera.

Ma attenzione ! Il PD non può accettare di mettersi in un angolo, all'ombra, coperto da cortesie, a leccarsi le sue ferite. Esiste la forza (due gruppi parlamentari all'opposizione, ma fortissimi, mai così è stato per un solo partito di centrosinistra) ed esiste la realtà, la necessità per uscire in campo aperto, subito, per contrastare (con la mentalità riformista e di governo dei problemi del Paese) azioni politiche di questo governo che tutto hanno fuori che il lato riformista ed il lato della cortesia e della collaborazione: mi riferisco alle disparate misure contro i rom, gli immigrati, all'incentivazione della paura; mi riferisco alla volontà di Giovanardi di eliminare le linee guida dell'ex-ministro Turco sulla legge 40. Mi riferisco alle gravi parole di Brunetta sui dipendenti pubblici.

Viene detto spesso da noi che la sicurezza non è di destra o di sinistra. Vero se ci riferiamo al problema. Ma è una sciocchezza se ci riferiamo alle soluzioni che presuppongono idee e politiche molto diverse fra loro.

Quindi: procediamo con la costituzione, il radicamento democratico del PD; manteniamo la nostra disponibilità a lavorare sulle riforme. Ma da subito mettiamo in campo la nostra forza parlamentare e politica, nel Paese e nelle istituzioni per costruire ed affermare le nostre proposte di soluzione dei problemi del Paese: sicurezza e legalità senza venir meno al rispetto dei diritti di tutti, anche degli immigrati, dei rom, dei sinti; rigore nella gestione della PA, senza banalizzare ed offendere i milioni di lavoratori onesti e competenti; laicità e salvaguardia dei diritti di tutti sulla salute e sui progetti di vita. Federalismo fiscale, ma solidale, senza sottrazione ai Comuni di fondi propri. E tanto altro.

Dobbiamo non smarrire la via che abbiamo scelto con la costruzione del PD. Dobbiamo rispondere come PD anche ai due milioni di persone che non hanno votato Sinistra Arcobaleno. Non lo faremo inseguendo politiche miopi fatte dalla Lega o da Alleanza Nazionale.

L'incendio di campi Rom a Ponticelli (Napoli) è il simbolo, purtroppo concreto, del non governo del problema, di subcultura, di guerra fra poveri e di inserimento della camorra.


 Napoletani di Ponticelli festeggiano dopo l'incendio del campo rom - Foto Ansa
20 aprile 2008
Il PD al Nord c'è già. Lavoriamo per farlo crescere.

Premessa:

1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.”

(Statuto del PD).

Il Partito Democratico riconosce, valorizza e promuove le autonomie locali, nelle quali secondo il principio di sussidiarietà risiede l’identità costitutiva della nostra Repubblica. In tal senso, e al fine di stabilire equi rapporti sociali in un territorio complesso e articolato come l’Italia, i democratici sostengono i valori dell’autonomia e del federalismo in quanto promotori delle capacità di autorganizzazione in grado di garantire la coesione sociale e territoriale del Paese.

(Manifesto dei Valori del PD).

Lombardia 1: PD 31,1% Lega Nord 16,1%; Lombardia 2: PD 24,5% Lega Nord 27,8%; Lombardia 3: PD 30,9% Lega Nord 18,0%; Piemonte 1: PD 36,4% Lega Nord 8,7%; Piemonte 2: PD 28,5% Lega Nord 16,7%; Veneto 1: PD 25,6% Lega Nord 28,2%; Veneto 2: PD 27,9% Lega Nord 25,4%; Liguria: PD 37,6% Lega Nord 6,8%; Friuli VG: PD 31,4% Lega Nord 13,0%; Trentino AA: PD 24,5% Lega Nord 9,4%; Emilia-Romagna: PD 45,7% Lega Nord 7,8%

(Risultati elettorali per la Camera)

Quindi: il PD è nato per organizzarsi in modo federale, per essere democratico come prescrive la Costituzione e solidale, nazionale, aperto agli ideali europei. Inoltre, pur da pochi mesi, è radicato sul territorio, con migliaia di circoli, dopo le primarie del 14 ottobre dei 3 milioni e mezzo di partecipanti, soprattutto del Nord. E al Nord, in molte circoscrizioni, nonostante l’indubbio successo della Lega, il PD è il primo partito. E’ possibile questo senza un radicamento territoriale ?

La nostra proposta, i nostri valori, la sostanza del nostro riformismo e del nostro essere sinistra democratica hanno poco a vedere con i valori che la Lega propone, molto importanti invece sono i problemi che la scelta di tanti cittadini per la Lega ci pongono.

Il radicamento: non penso che possiamo trarre insegnamenti dalle camicie verdi, i militanti del PD ci sono anche nei circoli al Nord. Occorre lavorare per un maggiore radicamento e per discutere con i cittadini proposte meno generiche. Ma non ha senso dire che la “Padania esiste”, non ha senso pensare ad un PD del Nord autonomo (per fare che cosa non viene detto, forse per un’altra sede di potere aggiuntivo in qualche palazzo, magari a Milano o a Padova ?). Peraltro, vorrei ricordare, esiste una questione meridionale ancora attualissima, più grave perché, oltre ad avere spesso come PD meno consensi che al Nord, qui la società e lo Stato sono più deboli e poco presenti, meno avanzati e competitivi.

Parlare poi di PD in difficoltà, di successo della Lega in Emilia-Romagna è fare un torto alla verità ed ai militanti del PD che, a Bologna e Provincia, hanno conseguito un consenso del 50%. Nel mio Comune, Anzola dell’Emilia, 58,4%, primo Comune della Provincia. Proprio per il radicamento, la passione, l’approccio pragmatico della nostra politica: partecipazione, democrazia e soluzione dei problemi.

Infine, una preghiera: ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni (io lo sto facendo su un mezzo creato per questo), in particolare in questo momento di riflessione dopo una importante elezione.

Ma sarebbe opportuno che chi ha maggiori responsabilità nel PD non cominci dal trarre conclusioni e dall'indicare strategie diverse da quelle decise pochi mesi fa, senza prima passare dalla sede democratica e naturale delle decisioni stesse nel PD.

Infine una preoccupazione per altre parole (non solo, impegni istituzionali), stavolta dette da un importante esponente del PD meridionale, Michele Emiliano, stimato sindaco di Bari. A fronte della conclusione positiva di una trattativa fra il Comune di Bari, la chiesa ortodossa russa in Italia e la Repubblica Russa, Emiliano ha annunciato che consegnerà a Putin la cittadinanza onoraria di Bari: “Percepiamo Putin come uno di noi. È mia intenzione proporre al Consiglio comunale di conferire al presidente Putin la cittadinanza onoraria di Bari".

Io invece percepisco solo un grande disagio: d'accordo sulle procedure diplomatiche, sull'accoglienza ad un capo di stato straniero quale è Putin. Ma perchè dare la cittadinanza onoraria ? Perchè sentirlo "uno di noi" ? Pensiamo che sia un grande democratico e non invece uno che spesso ha calpestato i diritti umani ? E non aggiungo altro.


Immagine tratta da "Lega Nord Seveso - Official Web Site"

5 marzo 2008
Calearo: cominciamo molto male !
Non so dire se la scelta di candidare l'imprenditore Calearo si rivelerà azzeccata per allargare il consenso al Partito Democratico in una parte difficile dell'Italia come il Nord-Est. E per far capire meglio la giusta necessità di rappresentare le forze riformatrici migliori del nostro Paese nel loro complesso, uscendo in modo definitivo dall'impostazione classista: un conto è essere dalla parte dei più deboli, di chi ha meno diritti (il PD deve essere un riferimento per questi cittadini), un conto è pensare che si cambia il Paese scegliendo una parte di esso contro un'altra.

Una cosa invece mi è molto chiara: a parte l'antipatia istintiva che mi suscita la  persona Calearo (ma questo è un mio problema, ci possiamo passare sopra), sono rimasto molto male, disgustato ieri sera quando l'ho sentito dire cose inaccettabili (per il PD, per Veltroni) a Ballarò sul Governo Prodi, su Visco, sulla stessa concezione delle tasse, su San Clemente che ha fatto cadere Prodi. E la trasmissione, anche per questo, l'ho vista solo all'inizio.

Quando è stato candidato da Veltroni la scelta è stata motivata per "rompere gli schemi", per provare a vincere anche in Veneto, per dare rappresentanza alle partite IVA del Nord, etc... Mi interessa fino ad un certo punto cosa diceva, votava Calearo fino a poco tempo fa (anche se il caldeggiare lo sciopero fiscale è un atteggiamento politico grave per il PD ... o no ?); mi preoccupa che ora dica cose sbagliate, gravi, che cerchi di tagliare il ramo su cui si è messo comodamente a sedere (il PD di cui è Presidente e fondatore proprio Romano Prodi, il Governo del cui risanamento finanziario proprio le imprese come quella di Calearo hanno già sentito i benefici).
Le parole di Calearo di ieri sera erano molto simili a quelle di qualsiasi dirigente della Lega Nord.

Spero che Veltroni corregga queste parole gravi in libertà e riconduca Calearo all'equilibrio. E per il rispetto della verità e dei valori su cui è nato il PD.
Altrimenti in Veneto ed in Italia perderemo ed in modo pesante, altro che fattore vincente !

Segnalo questo interessante link del PD per confrontare i programmi del PD e quello della Confindustria:

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=45886


9 novembre 2007
Una chiesa in comunione con la vita
Ho appena letto la notizia sul parroco che da tempo riserva ogni venerdì alcuni locali della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto per la preghiera della comunità mussulmana (da www.repubblica.it ).
Poi ho cercato di capire qualcosa di più e mi sembra di capire che non è una iniziativa estemporanea di qualche giovane parroco magari isolato, ma di un prete già in pensione, che ha fatto l'insegnante di greco e latino per tutta la vita, e che si occupa di tante altre cose.

Credo che questo fatto, che ci sembra così strano in quest'epoca in cui si rischia lo scontro fra civiltà, religioni ed in questi giorni così difficili per la tolleranza e il rispetto della dignità umana degli stranieri, sia invece una naturale conseguenza dell'essere "chiesa" in modo vivo, come ci ha insegnato Gesù Cristo ed alcuni suoi testimoni, anche contemporanei. Proprio nel notiziario di queste parrocchie venete, alcuni anni fa, venivano riportate queste parole: "la parrocchia rischia il declino per mancanza di comunione con la vita, ossia per difetto di incarnazione
" (don Primo Mazzolari, Lettera alla Parrocchia, 1937) e "sarebbe doveroso che il futuro della chiesa fosse un futuro in cui la chiesa pensa meno al proprio futuro" (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, mentre parla di una chiesa troppo autoreferenziale).

D'altra parte quest'attenzione, questa solidarietà fra due comunità umane e religiose è contagiosa: l'anno scorso, in ottobre, don Aldo ha concesso questi locali anche per la festa del Ramadan. Quest'anno, durante la festa dell'Assunta, festa della parrocchia di Paderno, i mussulmani della locale comunità hanno offerto a don Aldo il "pane benedetto" della Madonna. La benedizione del pane ha radici nella storia religiosa di quelle genti venete; questo pane costituiva un bene prezioso nei periodi di maggiore povertà. Ha commentato don Aldo:
"Non vogliono solo sfruttare gli ambienti parrocchiali, in cambio di un rimborso spese. Vogliono sentirsi solidali con chi li ha accolti. Essi credono che la Madonna sia la madre del Cristo profeta, offrire il pane ai parrocchiani era dunque un modo per dimostrare un segno di fraternità sulla base di radici comuni che devono unire non dividere. Mi è parsa davvero una bella idea e ho accettato. Credo che l’accoglienza da parte mia e della comunità di Paderno, il loro segno di amicizia e di riconoscenza verso chi li accetta sia la prova evidente che la vera democrazia si fonda sul rispetto verso l’altro, che deve venire da ambedue le parti. In questo clima di condivisione non possono che maturare la pace e l’integrazione”.


Donne alla festa del Ramadan presso la parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto

Ovviamente non tutti la pensano ed agiscono cone don Aldo; siamo nella marca trevigiana e non poteva mancare l'opinione del leghista Gentilini:

"
Mi fido del pastore tedesco che darà le direttive giuste. E lo faccia anche il nostro vescovo: mi aspetto che abbandoni le 99 pecore buone per recuperare quella rossa che s’è staccata dal gregge".
Per i non avvezzi al linguaggio del prosindaco Gentilini, che a suo modo non usa mezze parole per intervenire sulla “questione islamica”, il pastore tedesco sarebbe papa Ratzinger e la pecora rossa don Aldo Danieli, parroco di Paderno, colpevole di aver concesso i locali della chiesa ai musulmani per la fine del Ramadan (Il gazzettino di Treviso, 29 ottobre 2006).

Ora Ponzano Veneto non è più solo famosa per essere la sede della Benetton, ma anche per essere lucerna sul moggio di solidarietà umana e di come si può essere chiesa nella fedeltà a Cristo.


( http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=721 )


L'umanità di Don Aldo Danieli l'ho vista anche in questa riproposizione di una poesia in dialetto veneto:

Orasion de 'a sera
(recitata nella zona di Ponzano Veneto)

 

Salve, Regina,
rosa de spina,
rosa d'amor,
Madre del Signor.

Fa' che mi no mora
e che no mora peccator,
che no peca mortalmente
e che no mora maeamente.


http://digilander.libero.it/pietates/preghiere%20in%20dialetto%20veneto.htm#PREGHIERE%20VENETE)


E' anche un prete, assieme ad altri sacerdoti della stessa zona, che in tempi precedenti al "Family Day", nel notiziario ha inserito tante iniziative per le famiglie, per i genitori, con questo slogan:

" I love family"

( http://www.vicariato-smrovere.it/pdf_notiziario/notiziario12.pdf )



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