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Diario On-Line di Loris Marchesini

28 febbraio 2010
Per una politica più sobria: proposta per diminuire le indennità dei consiglieri regionali
Penso che Piero Fassino abbia ragione quando invita il PD dell’Emilia-Romagna ad andare all’attacco nella campagna elettorale per le regionali del 28 e 29 marzo. Siamo al governo, dobbiamo spiegare ed evidenziare il nostro buongoverno agli elettori, ricordare cosa è diventata l’Emilia-Romagna, quali primati ha in Italia ed in Europa. Che sono merito innanzitutto dei cittadini, delle famiglie, delle imprese piccole, medie ed artigiane, della cooperazione, del volontariato della nostra Regione. Questi soggetti hanno però trovato, da decenni ed anche in questi ultimi 5 anni, un partner politico molto forte e determinato in chi ha diretto questa Regione. Quindi, per stare ad oggi, in Vasco Errani e la sua Giunta, la sua maggioranza di centrosinistra.

Qualche primato che è bene ricordare a chi ora non ha altro da fare che scavare, cercare il fango da buttare addosso ad Errani. Un centro-destra che a Bologna ed in Emilia-Romagna non è capace di mettersi in sintonia con questa forte Regione, capirne i punti di forza, proporre un programma concreto. “Regione contendibile” è il loro slogan: a parte l’astrusità di questo concetto, fa capire che pensano solo alla presa del potere e non a proporsi come classe dirigente politica capace. 

Solo per ricordarne alcuni, di questi primati: prima regione italiana per occupazione complessiva (70%), prima per occupazione femminile (61,3%), prima per copertura nidi d’infanzia (14,6%, anche se qui è lontano l’obiettivo di “Lisbona 2010” del 33%), prima per offerta sanitaria (Censis, indicatore a 67,6), prima per libertà economica (8,23, “Quadrante futuro” del Centro Einaudi), prima per certificazioni ambientali, prima per partecipazione al voto nelle varie elezioni e referendum, prima per donazione di organi, prima per la struttura di protezione civile, prima per parco di auto ecologiche, prima per il numero di nuove imprese nate da spin-off della ricerca scientifica, prima per gli stanziamenti a favore della non autosufficienza e, in questo periodo di crisi, degli ammortizzatori in deroga. 

In poche parole: produzione di ricchezza, innovazione, coesione sociale, politiche educative e servizi sociali di avanguardia, sostenibilità, valorizzazione delle donne. 

Ecco perché bisogna andare all’attacco. Ma ponendoci e proponendo nuovi traguardi: molta più decisione sulle politiche di sostenibilità ambientale, una drastica riduzione dell’incremento di utilizzo del suolo per nuovi insediamenti, più trasparenza in ogni settore e processo delle politiche regionali, ancora più servizi per l’infanzia, senza cullarci sul primato che comunque abbiamo, anche perché risalta in uno scenario deprimente come quello italiano dei nidi d’infanzia. Poi dobbiamo andare all’attacco, come PD bolognese, regionale, ma anche nazionale, per proporre ed attuare politiche di serio, incisivo contenimento dei costi della politica. Qualcosa è stato fatto dalla Regione con la diminuzione delle Comunità Montane, degli ATO e dei Consorzi di Bonifica. Occorre proseguire in questo senso, ma occorre anche che siano riportati al buon senso, all’equilibrio, ad un minimo di sobrietà i valori delle indennità dei consiglieri regionali (ora al 65% di quelle dei parlamentari nazionali), dei vitalizi, delle indennità di fine mandato. Quindi con una diminuzione per tutte le Regioni, secondo me per portare le indennità al 50% di quelle dei parlamentari nazionali. 

In altre regioni vi sono importi minori (Toscana, Marche), in altre maggiori, per non parlare del caso scandaloso della Sicilia.

Maggiori dati su www.parlamentiregionali.it 

Qualche settimana fa ho inviato ai responsabili del PD di Bologna (politico e programmatico) una mail con una proposta non certo articolata, ma che proponeva, nell’ambito del contributo programmatico del PD di Bologna al programma di Errani, una maggiore trasparenza ed una diminuzione di queste indennità. Non ho avuto nessuna risposta, anche se avevo preannunciato l’invio. 

Ecco perché allora ne scrivo qui in modo più completo, sapendo che difficilmente questa proposta verrà raccolta, magari interpretandola in modo sbagliato: come se desse corda all’anti-politica, alla demagogia. E’ invece esattamente il contrario: è proporre una politica più sobria, far corrispondere le nostre parole con i fatti, le decisioni, i nostri comportamenti. E’ combattere l’anti-politica facendo seriamente politica. 

Il PD dovrebbe farsi promotore, a livello nazionale, di un indirizzo valido per le nuove Assemblee Regionali che saranno elette e che dovrebbero portare queste indennità ad un livello notevolmente più basso, commisurate alle reali responsabilità ed impegni. Non c’è infatti nessun rapporto fra le responsabilità e l’impegno di un Sindaco di un piccolo e medio Comune (indennità da 800 a 2200 € netti al mese) e quelle di un consigliere regionale. Come non c’è paragone fra le responsabilità ed i disagi di un parlamentare nazionale (tra l’altro anche qui le indennità sono più altre che in Europa senza nessuna ragione) e quelle di un consigliere regionale (nel 2008 i consiglieri regionali hanno avuto 128 ore di sedute di consiglio regionale e 231 ore di sedute per tutte le Commissioni; mediamente un deputato nazionale ha circa 800-900 ore di sedute in aula, più quelle delle Commissioni). 

Un’ultima considerazione: tutti gli amministratori pubblici del PD eletti nelle varie Istituzioni versano una percentuale al PD stesso come forma importante di autofinanziamento per le iniziative politiche, la formazione, la comunicazione. E’ giusto e così deve rimanere. Ma sarebbe sbagliato ostacolare la diminuzione delle indennità dei consiglieri regionali perché in quel modo sarebbe minore la quota versata al PD: una cosa sono le Istituzioni, una cosa i partiti, nessuna confusione fra i due livelli.

Questi sono i dati per i consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna (rilevazione del settimanale “L’Espresso”):

13 gennaio 2009
Un’ospedale della nostra Regione per Eluana e per il rispetto della legge
Domenica ho aderito alla proposta dell’amico professor Guido Armellini ed ho firmato, assieme ad altre 256 persone, questa lettera che chiede in modo semplice, in punta di piedi, la possibilità di adempiere la volontà di Eluana Englaro e di far rispettare la legge: 

“Al Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani

All’Assessore regionale alla Sanità  Giovanni Bissoni

Come cittadine e cittadini dell’Emilia-Romagna siamo convinti  che i governanti della nostra regione, che abbiamo contribuito ad eleggere, abbiano a cuore la tutela della libertà e responsabilità individuale di ogni cittadino.  Per questo chiediamo che venga offerta la disponibilità delle nostre strutture sanitarie ad accompagnare in modo solidale e affettuoso la famiglia Englaro nell’adempimento delle volontà espresse dalla propria figlia Eluana.” 
 

Non è una questione ovviamente di partito. Ma è una questione etica, politica, di rispetto della libertà e della coscienza individuale di una cittadina, ribadita fino all’ultimo livello della Cassazione.

23 novembre 2008
Ai “dalemiani” di ReD: cominciate ad impegnarvi nel tesseramento al PD

Nella confusione e nell’atmosfera tutt’altro che concreta e solidale che regna attualmente nei vertici nazionali e regionali del PD, riemerge in questi giorni l’iniziativa dell’associazione ReD (Riformisti e Democratici), lanciata ad inizio estate da Massimo D’Alema. Che subito si affrettò a chiarire che non è in contrapposizione al PD, che non è una corrente, ma vuole essere il “software” dei democratici:

L’associazione e le sezioni non vanno concepite in contrapposizione: sono come il software e l’hardware. E’ la società italiana ad essere articolata in modo tale che molte persone hanno difficoltà a partecipare ad una iniziativa dentro una sezione, ma magari possono desiderare di partecipare ad un confronto in un altro luogo. Noi offriamo un’opportunità in più”

Ora, a parte che riformista e democratico è proprio il carattere del PD (quindi perché ribadirlo con un’associazione?), questa teoria del software (i pensatori, coloro a cui piace discutere e proporre ..) e dell’hardware (le sezioni, che poi sono i circoli, con dentro persone che ogni giorno faticano mettendo il loro tempo libero, le loro braccia e gambe, la loro testa, le loro idee, il loro know how, che spesso è maggiore di quello di tanti dirigenti di partito, la loro passione …) sta in piedi solo se parliamo dell’architettura dei sistemi informatici, non certo di quella di un partito moderno per il XXI° secolo.

Dicevo che l’iniziativa di ReD oggi riemergerà nella nostra regione, con un evento inaugurale a Bologna il 18 dicembre. Oggi, su “La Repubblica”, viene intervistata sull’evento Gabriella Ercolini che dice alcune cose che mi hanno davvero fatto arrabbiare:

Le adesioni via Internet sono già state raccolte ma adesso parte anche la vera e propria campagna di tesseramento che darà un radicamento territoriale all’associazione ReD promossa da Massimo D’Alema. Le tessere sono un modo per avere visibilità, contarsi e pesarsi, dovrebbero averle anche i partiti che vogliono ripartire dal territorio”

Sentirsi consigliare di fare il tesseramento al PD da chi sta lavorando per fare il tesseramento ad un'associazione e non dà priorità proprio al PD mi sembra troppo. Nello stesso articolo vengono poi citati alcuni degli aderenti a ReD della nostra regione, fra cui spicca il nome del Presidente, Vasco Errani.

Bene, voglio dire a Gabriella Ercolini e a Vasco Errani in tutta sincerità e lealtà, ma anche con un po’ di indignazione, che la loro prima preoccupazione, dopo aver onorato il loro incarico di amministratori regionali per cui sono stati eletti grazie ai DS, alla Margherita, all’Ulivo (ora PD), grazie a molto hardware territoriale, dovrebbe essere quella proprio di contribuire a radicare maggiormente il PD, a tirarsi sù le maniche, andare nei loro circoli di appartenenza, e rendersi disponibili per fare il tesseramento al PD 2008/2009 sul territorio. Voglio ricordare loro che le tessere sono pronte da ottobre, che il PD, nonostante tutto, è già molto radicato nel nostro territorio (circa 32.000 adesioni nel coordinamento di Bologna, circa 850 solo ad Anzola dell’Emilia, il mio Comune). 

Solo dopo che avranno fatto questo, potranno dedicare l’eventuale tempo residuo (se ci sarà, vi posso garantire che per chi ha una professione che lo impegna circa 10 ore al giorno, poi è impegnato la sera ed il sabato come consigliere comunale con il gettone di 25 € e come dirigente di base del PD .. di tempo non ne rimane) al think thank di ReD e al suo tesseramento per avere ….. altra visibilità (?!). Ma sarebbe meglio che anche questo tempo residuo fosse dedicato a discutere, a produrre software nel Partito Democratico in modo condiviso e partecipato, democraticamente, assieme a quell’hardware che non è fatto da galoppini, ma dalle vere teste pensanti di questo PD e non dai vari Villari e Latorre.

Ovviamente queste mie considerazioni sono valide anche per tutte le altre associazioni o fondazioni nate nella galassia del PD e per i loro promotori ed aderenti.

Cosa ne pensate ? E' solo un'opinione mia isolata o qualcun altro la pensa così ?



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