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Diario On-Line di Loris Marchesini

31 luglio 2009
Verso il congresso del PD: le mie scelte ed i miei auspici
Ora è tutto ufficiale: sono stati ammesse tre candidature alla segreteria nazionale del PD (Bersani, Franceschini e Marino).

Queste le mozioni per chi vuole leggerle, conoscerle e confrontarle:

- mozione Pierluigi Bersani
http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/mozione_bersani8417584318.pdf

- mozione Dario Franceschini
http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/mozionedf098417584318.pdf

- mozione Ignazio Marino
http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/mozionemarino8417584318.pdf

In questi giorni si parla molto della questione del Mezzogiorno. I tre candidati sono tutti maschi e tutti del Nord: due emiliani ed un ligure.

INVITO TUTTI A SCRIVERE QUI LA PROPRIA OPINIONE, sarà un confronto utile e positivo in previsione delle assemblee dei circoli che anche ad Anzola si svolgeranno entro il 30 settembre.

Vi sono inoltre anche già le tre candidature alla segreteria regionale:

- Mariangela Bastico, senatrice del PD (mozione Franceschini)
http://www.bastico.eu/il-pd-che-serve-allemilia-romagna
- Stefano Bonaccini, segretario provinciale del PD di Modena (mozione Bersani)
http://www.stefanobonaccini.it/
- Thomas Casadei, ricercatore e direttore dell'Istituto Gramsci di Forlì (mozione Marino)
http://www.latuastagione.it/wordpress/2007/08/12/thomas-casadei/

Le riunioni di Circolo, dove verranno illustrate e discusse le proposte dei diversi candidati, si concluderanno con un voto a scrutinio segreto sui candidati a Segretario nazionale e a Segretario regionale.

Il voto dei Circoli ha lo scopo di selezionare le candidature (non più di tre) che verranno proposte al voto degli elettori del PD il 25 ottobre, per eleggere il Segretario nazionale e il Segretario regionale.

Il 25 ottobre si voterà anche per eleggere l’Assemblea nazionale (composta da 1000 persone, 84 delle quali elette in Emilia-Romagna) e l’Assemblea regionale del PD (composta da 268 persone, corrispondenti a 1 ogni 10.000 voti PD nelle elezioni politiche del 2008 e 1 ogni 1.000 iscritti registrati nell’Anagrafe).

La partecipazione al voto del 25 ottobre è aperta agli elettori già registrati nell’Albo degli elettori del PD e a coloro che si presenteranno nel seggio che fa riferimento al proprio luogo di residenza e faranno richiesta di registrazione nell’Albo degli elettori del PD.

Io ho scelto di appoggiare Mariangela Bastico per la segreteria regionale:
http://www.pdbologna.org/Blog-Democratico-MultiBlog/Blog-Utenti/La-candidatura-di-Mariangela-Bastico-alla-segreteria-regionale-del-PD.html

Per la segreteria nazionale ci sto pensando, sto finendo di leggere le mozioni, anche se sono abbastanza orientato ad appoggiare Dario Franceschini. Con la tranquillità di sapere che ci sono in campo tre candidati molto bravi, eccellenti (Marino però penso che non sia adatto a fare il lavoro del segretario). E che, chiunque vinca, dopo il congresso vi dovrà essere la massima unità, coesione e solidarietà non solo alla base ma anche fra il gruppo dirigente nazionale e regionale. Ce lo chiedono gli elettori, gli iscritti e la grave situazione del Paese che non può continuare ad essere governato da una maggioranza estremista, che si diverte mentre aumenta la sofferenza.


1 luglio 2009
Congresso: cosa significa far avanzare il progetto del PD
Cosa significa ovviamente per me… Ho scritto congresso, sapendo che formalmente si chiamerà convenzione. Che in italiano non suona proprio come la “Democratic National Convention”.

Quella dei democrats americani di Denver 2008, che incoronò Obama come candidato alla Presidenza degli USA, fu spettacolare anche perché fu non solo un appuntamento importante interno al partito democratico, ma fu anche un evento che riguardò tutta la città di Denver. Quindi il segno di un partito proiettato all’esterno, verso il popolo, verso gli americani per includerli e farli protagonisti del loro futuro.

Ecco, quindi, per me, il primo punto da tener presente per riuscire a “non tornare indietro”, ma per far avanzare il progetto del PD: tutte le discussioni congressuali del PD da ora alla fine di ottobre (primarie) siano indirizzate non a guardarsi l’ombelico, ad auto-referenziarsi, a dividersi in tante squadre/correnti/conventicole inconcludenti, ma a decidere cosa fare di concreto per il futuro dell’Italia e a scegliere il gruppo dirigente per attuare questa linea politico-programmatica. In modo democratico, ma anche coinvolgendo la società civile, gli elettori, i cittadini. Che la fase congressuale diventi una fase di chiamata del PD verso tutta la società italiana. Con iniziative collaterali alle discussioni congressuali interne, dai piccoli Comuni alle grandi città.

Perché questo? Perché ogni giorno le famiglie italiane, i giovani precari, gli artigiani, i lavoratori di aziende in crisi, gli imprenditori, gli insegnanti, etc.. si chiedono se la politica sarà ancora capace di fare qualcosa per risolvere la crisi economica, per eliminare le mafie, l’evasione fiscale, assicurare più servizi. Il loro primo pensiero non è chi sarà il segretario del PD, non è se questo proviene dagli ex-DS o dagli ex-Margherita. Perché un partito è come un cacciavite, una scopa, serve ad uno scopo specifico, far partecipare democraticamente la gente a risolvere insieme i problemi. Se non serve a questo, prima o poi viene buttato via e dimenticato.

La seconda considerazione a cui tengo molto è relativa al rinnovamento, al ricambio del gruppo dirigente del PD, proprio in funzione sempre di far avanzare il progetto. In questi giorni su questo tema si stanno esercitando in molti. E con troppa enfasi, addirittura nei 10 giorni precedenti il ballottaggio, quando ogni energia doveva essere spesa, da parte dei dirigenti PD più importanti e riconosciuti, a girare l’Italia per conquistare nuovi voti e motivare gli elettori al voto per gli amministratori del centrosinistra. In questi giorni si intreccia il dibattito sui candidati alla segreteria nazionale con quello sulle scelte dei nuovi assessori provinciali e comunali e dei prossimi segretari provinciali e regionali del PD. Senza rendersi conto che questo è un parlarsi addosso, con una completa afasia invece verso le aspettative della nostra gente e degli elettori che forse si stanno stancando di Berlusconi e cominciano a guardare verso di noi. Cosa c’entra questo con il rinnovamento ? E non è solo una questione di età, di generazione, pur importante.

No, la questione è più grave, noto una incapacità di ascoltare il “silenzio” di coloro che avrebbero grandi speranze in questo progetto, ma continuano ad assistere agli stessi meccanismi di cooptazione e di scambiarsi i ruoli all’interno di un gruppo dirigente che vive, anche economicamente, solo della professione politica. Che, una volta terminate le elezioni, automaticamente, come avviene da decenni, ha bisogno di trovare un posto per poter continuare a svolgere quella professione. Professione nobile, faticosa, a volte ingenerosa, che non sarò certo io a svalutare. Ma che nella buona politica non è prevista a tempo indeterminato (peraltro sia che si vinca, sia che si perda).

Quindi invito a considerare il rinnovamento anche come cambiamento di questi meccanismi, ad avere attenzione, per i ruoli dirigenti anche provinciali e regionali, a persone che hanno tutt’altra professione e che sacrificano alla politica il tempo libero e che, spesso, dimostrano capacità politiche (come strategia e come innovazione amministrativa) pari o superiori a coloro che ormai vedono sé stessi come inseparabili dall’impiego di funzionario politico. E non è detto che per ricoprire questi ruoli occorra essere a tempo pieno. Come non è detto che occorra sempre cercare queste persone nella grande città ma possono esserci anche nei piccoli o medi Comuni della provincia. In questi ultimi 30 anni la società è molto cambiata, non siamo alla necessità di ricevere una linea politica degli anni ’50 e ’60. Oggi vi sono parti di società, cittadine e cittadini molto preparati e che sperano nella politica. Ma la politica quasi sempre li lascia ai margini. Come se fossero dei dilettanti che rischiano di rovinare il giocattolo. Ma il giocattolo è già usurato. E qualche scelta innovativa in questo senso non potrà che fare bene al PD, al suo progetto per l’Italia. E farà bene anche al PD di Bologna che è da tanto tempo sottovalutato e pochissimo rappresentato nel gruppo dirigente nazionale. Le vittorie di Delbono a Bologna e quelle in quasi tutti i Comuni della provincia (merito dei gruppi dirigenti “dilettanti” di questi Comuni) dovrebbero aiutare e non ostacolare a fare questi cambiamenti. Se l’obiettivo è costruire davvero il nuovo PD e proporre una nuova frontiera per il nostro Paese.

15 giugno 2009
La scossa se la deve dare il gruppo dirigente del PD
Durante questi mesi di segreteria Franceschini, a parte poche note stonate, dopo aver toccato il fondo, vi è stato un buon clima collegiale attorno al segretario stesso, che ha lavorato bene, ha fatto davvero tutto quello che era possibile.

Ma evidentemente la voglia di protagonismo di alcuni dirigenti nazionali, di alcuni effettivi o pseudo-leader nazionali è un'erba cattiva difficile da sradicare. Ed infatti è cresciuta di nuovo in questi giorni, con le dichiarazioni più disparate, con candidature o auto-candidature alla segreteria del PD, in giorni in cui l'unica preoccupazione di costoro dovrebbe essere girare l'Italia (e non gli studi televisivi) per far vincere il centrosinistra nei ballottaggi e spiegare agli elettori perchè e cosa andare a votare per il referendum elettorale.

Oltre alla cattiva politica di costoro c'è anche il dilettantismo, l'incapacità di concretezza, l'incapacità di fare una battaglia e di vincerla. Perchè parlare ora di una scelta politica che dovrà avvenire, se avverrà, in autunno ? E poi perchè parlare tanto di congresso, in modo totalmente sfasato con gli eventi attuali che preoccupano gli elettori del PD, quando, per esempio, nello statuto del PD il congresso non è neanche previsto ?

Quale acuta mente può partorire l'idea che il segretario debba essere un ambientalista (Realacci) o un cattolico zelante (Binetti) o l'extrema-ratio (D'Alema) oppure un quarantenne (Zingaretti). Ma perchè allora non dovrebbe essere un gay, oppure un precario, oppure un ateo, oppure un attore, etc., etc.. Vi è da deprimersi davvero in questo impazzimento ed in questa confusione dilettantesca.

Ma sappiano questi signori che è possibile sempre fare peggio del peggio: il progetto del PD potrebbe fallire (nonostante che perfino alcuni di loro pensano che il 26,1% sia un fallimento: un quarto di elettori nonostante tutto ci vota e voi sputate su questo piatto??!!).

Spero in un veloce rinsavimento già da oggi, ma se dovesse servire, mi permetto di dare un consiglio, di proporre un aiuto: nel mio Comune (Anzola dell'Emilia - BO) il PD ha preso il 51,5% alle europee, il 54,5% alle provinciali (primo Comune in provincia di Bologna) , il 61,3% (!!) alle comunali (da solo, unico Comune in Provincia di Bologna). Ha aumentato il 4% sul 2004, ha cambiato l'80% dei candidati (età media: sotto i 40). E' un partito fatto solo da dilettanti che si impegnano nel tempo libero, senza percepire un € (anzi alcuni ci rimettono alcune centinania di € all'anno). Abbiamo deciso una linea politica che ha messo in crisi il centro-destra, ha evitato il protagonismo di IDV, ha portato bene anche alla lista di "Sinistra Unita" con cui non abbiamo voluto fare l'alleanza.

Bene: siamo disponibili, in tutta modestia ed umiltà, ad impartire qualche lezione di buona politica. Noi abbiamo vinto, oltre che per i risultati del nostro mandato, anche per altre due ragioni: unità del PD locale e continua immersione in mezzo ai cittadini.
30 agosto 2008
I problemi del Partito Democratico: alcune proposte di soluzione
Non voglio elencare i tanti problemi oggettivi e soggettivi del PD di questa fase.

Senza pensare di essere originale, provo però ad elencare sinteticamente alcune azioni utili a risolvere alcuni di questi problemi:

1)  ogni dirigente nazionale o regionale promuova pure fondazioni, associazioni, gruppi di interesse, etc.. ma metta al 1° posto del suo lavoro ciò per cui è stato eletto e per cui viene pagato: il lavoro in Parlamento e nelle istituzioni, la collaborazione forte e solidale con il segretario Veltroni e l'esecutivo; e si contenga con la stampa. Non c'è sempre bisogno di rilasciare dichiarazioni il cui significato dura un battito d'ala anche se provoca spesso solo malumore

2)  si proceda al vero e proprio tesseramento al PD; in questi 10 mesi siamo vissuti pericolosamente sul precipizio di una indeterminatezza, di una confusione per come aderire concretamente e con i relativi diritti democratici nel PD (basta certificati di fondatore, adesioni che non si sa cosa voglia dire, etc.); nel mio giro con 30 persone che hanno votato il 14 ottobre (una via di Anzola) quasi nessuno ha voluto aderire, mi hanno espresso malumore ed hanno preso tempo, nel migliore dei casi, anche per l'incoerenza con il punto 1)

3)  se è necessario, si faccia il Congresso (non oltre febbraio 2009), sapendo che dopo 2/3 mesi si andrà al voto locale ed europeo, quindi il Congresso deve chiarire la linea politica, le opzioni programmatiche maggiori, le alleanze, ma non può dividere un partito appena nato che deve subito andare a chiedere il voto; certe malattie infantili, se non curate subito, possono uccidere il bambino; occorre però smetterla con le accuse di lesa maestà, finirla con le lotte fra i maggiorenti ex-qualcosa, le persone nuove entusiasmate del 14 ottobre se ne stanno andando deluse

4)  il segretario, voluto dopo il voto di 3.500.000 elettori, è Veltroni; io ho sempre avuto molta stima di Veltroni. Non si può imputare a lui una sconfitta (ma il PD ha 12 milioni di elettori e sta dibattendo come se avesse avuto i voti della SA) dopo pochi mesi. Si deve chiedere, come sarebbe normale in qualsiasi Paese meritocratico, anche a lui i risultati, ma dando un minimo di tempo

5)  si faccia una opposizione più decisa in Parlamento e nel Paese, che non vuol dire usare la scorciatoia del anti-berlusconismo; occorre che vi sia un governo-ombra alla luce del sole, che la gente veda e capisca; la petizione (ci stiamo lavorando) va bene, il 25 ottobre va bene, ma non bastano

Se non si faranno queste azioni, prevedo un autunno non caldo, ma freddissimo e di indifferenza verso il PD. E grave per il Paese.
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