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Diario On-Line di Loris Marchesini

15 giugno 2009
La scossa se la deve dare il gruppo dirigente del PD
Durante questi mesi di segreteria Franceschini, a parte poche note stonate, dopo aver toccato il fondo, vi è stato un buon clima collegiale attorno al segretario stesso, che ha lavorato bene, ha fatto davvero tutto quello che era possibile.

Ma evidentemente la voglia di protagonismo di alcuni dirigenti nazionali, di alcuni effettivi o pseudo-leader nazionali è un'erba cattiva difficile da sradicare. Ed infatti è cresciuta di nuovo in questi giorni, con le dichiarazioni più disparate, con candidature o auto-candidature alla segreteria del PD, in giorni in cui l'unica preoccupazione di costoro dovrebbe essere girare l'Italia (e non gli studi televisivi) per far vincere il centrosinistra nei ballottaggi e spiegare agli elettori perchè e cosa andare a votare per il referendum elettorale.

Oltre alla cattiva politica di costoro c'è anche il dilettantismo, l'incapacità di concretezza, l'incapacità di fare una battaglia e di vincerla. Perchè parlare ora di una scelta politica che dovrà avvenire, se avverrà, in autunno ? E poi perchè parlare tanto di congresso, in modo totalmente sfasato con gli eventi attuali che preoccupano gli elettori del PD, quando, per esempio, nello statuto del PD il congresso non è neanche previsto ?

Quale acuta mente può partorire l'idea che il segretario debba essere un ambientalista (Realacci) o un cattolico zelante (Binetti) o l'extrema-ratio (D'Alema) oppure un quarantenne (Zingaretti). Ma perchè allora non dovrebbe essere un gay, oppure un precario, oppure un ateo, oppure un attore, etc., etc.. Vi è da deprimersi davvero in questo impazzimento ed in questa confusione dilettantesca.

Ma sappiano questi signori che è possibile sempre fare peggio del peggio: il progetto del PD potrebbe fallire (nonostante che perfino alcuni di loro pensano che il 26,1% sia un fallimento: un quarto di elettori nonostante tutto ci vota e voi sputate su questo piatto??!!).

Spero in un veloce rinsavimento già da oggi, ma se dovesse servire, mi permetto di dare un consiglio, di proporre un aiuto: nel mio Comune (Anzola dell'Emilia - BO) il PD ha preso il 51,5% alle europee, il 54,5% alle provinciali (primo Comune in provincia di Bologna) , il 61,3% (!!) alle comunali (da solo, unico Comune in Provincia di Bologna). Ha aumentato il 4% sul 2004, ha cambiato l'80% dei candidati (età media: sotto i 40). E' un partito fatto solo da dilettanti che si impegnano nel tempo libero, senza percepire un € (anzi alcuni ci rimettono alcune centinania di € all'anno). Abbiamo deciso una linea politica che ha messo in crisi il centro-destra, ha evitato il protagonismo di IDV, ha portato bene anche alla lista di "Sinistra Unita" con cui non abbiamo voluto fare l'alleanza.

Bene: siamo disponibili, in tutta modestia ed umiltà, ad impartire qualche lezione di buona politica. Noi abbiamo vinto, oltre che per i risultati del nostro mandato, anche per altre due ragioni: unità del PD locale e continua immersione in mezzo ai cittadini.
9 giugno 2008
Famiglia poco cristiana
Leggendo le anticipazioni dell'editoriale di Famiglia Cristiana, tutto si può pensare ma non certo che ci si trovi di fronte ad un commento dei cattolici sulla politica italiana ispirato alla moderazione, al rispetto dello Stato e del lavoro dei laici nella politica, alla politica intesa come servizio e come forma alta della carità. Vi si trova invece ingenerosità, diffamazione politica, cattiverie gratuite verso Walter Veltroni ed il Partito Democratico che sicuramente hanno finora avuto un atteggiamento più cristiano di quello dimostrato in questo caso dal settimanale dei Paolini.

E' questo il risultato della "gioia per il nuovo clima politica" espressa da Benedetto XVI ? Già non mi sembrava molto felice questa espressione in bocca al Santo Padre prima di incontrare il Presidente del Consiglio. Ma certo risuonano meno cristiane le espressioni di Famiglia Cristiana. Delle due l'una: o l'editorialista di questo settimanale pensa che tutti  nel PD siano inadeguati ed incapaci ed ancora peggio i loro alleati, oppure pensano di provare a giocare un ruolo politico di rottura del processo di unione delle varie esperienze politico-culturali che hanno dato vita al PD. Nessuna delle due ipotesi può dare serenità alla politica buona.

Ecco il testo dell'editoriale:
“Berlusconi governa come gran timoniere non solo la barca di palazzo Chigi, ma tutto il vascello della politica italiana. Ha ormeggiato Fini alla presidenza della Camera, così il nostromo non suggerirà rotte fastidiose. Con la Lega c’è qualche difficoltà, ma Bossi e Maroni verranno messi sotto coperta, non scalpiteranno più di tanto. Ma il vero capolavoro il Cavaliere l’ha fatto con Veltroni: l’ha abbracciato fino a stritolarlo. Non basta la patetica missione napoletana a riportarlo tra i viventi. Troppo tardi: i fuochi erano già spenti e l’abbraccio Berlusconi-Bassolino era già stato consumato. Ora l’Italia è lui: il Cavaliere. Veltroni ha avuto il merito di tirar fuori il Paese dalla palude della miriade di partiti, avviandolo al bipartitismo, salvo che ora non si capisce quale sia il secondo partito. L’opposizione fatica, il Governo ombra, più mediatico che reale, serve a distogliere l’attenzione dal vero problema del Pd: la sua identità. È vero, Veltroni non ha ancora digerito la sconfitta, ma questa estenuante elaborazione del lutto non fa bene al Pd (e neppure alla politica italiana). Così come non giova l’omertà sugli schieramenti, camuffata da fondazioni e correnti d’ogni tipo. Se la “pax veltroniana” smorza tensioni e conflitti, non può essere un alibi per evitare un confronto interno, visti i tanti malumori. Oggi l’unico risultato evidente è che l’anarchia dei valori, teorizzata da Berlusconi, è trasmigrata e ha infettato anche il Pd: vale per la sicurezza, la vita, il testamento biologico, la pace, l’aumento delle spese militari. A eccezione dei cattolici, chi ha sollevato un’obiezione seria contro il reato di immigrazione clandestina? Il voto dei cattolici conta, e molto. L’ha capito bene il Cavaliere che, prima d’incontrare il Papa, ha disinnescato qualche mina. Certo, la “questione cattolica” non si pone più nella forma del partito dei cattolici, ipotesi mai decollata, ma non per questo finita. Basta analizzare il voto delle recenti elezioni, ove risulta che l’80 per cento dei voti dei cattolici praticanti e impegnati è andato a Berlusconi. Però, Veltroni fatica ancora a capirlo. Non ha neppure balbettato una critica alla Bonino che ha dato del “patetico” al Papa, ma al tempo stesso, si fa rappresentare da un suo “ministro-ombra” alla pagliacciata del Gay Pride di Roma, dove gli insulti alla Chiesa e al Vaticano si sprecano. Ma i cattolici democratici non erano co-fondatori del Pd? Denunciando il “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” avevamo visto lontano e anticipato l’attuale disagio. Era così difficile capire che con l’ingresso dei radicali nel Pd si tradiva lo spirito originario che aveva portato Ds e l’ex Margherita a fondersi? Non è tempo di sciogliere questa ambiguità e pregare Pannella e soci di accomodarsi fuori? A nostro avviso, ciò sanerebbe il “peccato originale” di Veltroni e rilancerebbe il Pd. Una parte consistente dei deputati dell’ex Margherita si sta interrogando sul perché della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori. Perché dovrebbero fare la “riserva indiana” nel Pd? Oltre che minoranza, sarebbero minoritari e insignificanti. Chi ha più sentito Bobba o la Binetti? All’Assemblea costituente del Pd (20 e 21 giugno), forse, sarà bene interrogarsi sulla leadership e una gestione poco collegiale. Altrimenti, avrebbe ragione padre Sorge: Veltroni ha così semplificato la politica italiana da far sparire anche il partito dell’opposizione".

Non riporto i commenti giustamente molto risentiti dei vari esponenti del PD (Zanda, Finocchiaro, Fioroni, Franceschini, Bindi, Ceccanti, Castagnetti). Evidenzio solo questi punti:

1) il titolo è "Il PD fantasma", tanto per iniziare in modo soft
2) Veltroni stritolato da Berlusconi
3) una iniziativa pubblica a Casal di Principe per sostenere la lotta dei cittadini onesti contro la camorra è "una iniziativa patetica"
4) si parla di "omertà sugli schieramenti" quando sono chiarissime le scelte del PD sulle alleanze
5) impera "l'anarchia dei valori" nel PD, quando il valore primo presentato a Berlusconi dalla gerarchia della Chiesa è stato il finanziamento (soldi) delle scuole cattoliche; su questo atteggiamento quasi simoniaco Famiglia Cristiana ha detto qualcosa ?
6)  chi l'ha detto che il PD non si oppone al reato di "immigrazione clandestina" ? Questa è denigrazione.
7) i radicali possono fare critiche al Papa oppure è lesa Maestà ?
8) prendiamo purtroppo atto, ancora una volta, che per Famiglia Cristiana il Gay Pride è una pagliacciata, come lo sono gli omosessuali che farebbero bene a vivere nascosti
9) un'alleanza politica è possibile che sia un "peccato originale" ? Ma davvero pensate che siano peggiori e più anticristiani di tanti cattolici nascosti nel PDL ?
10) perchè denigrare Bobba e Binetti ? Sono forse persone che devono rispondere a Famiglia Cristiana ? Io penso debbano rispondere alla loro coscienza cristiana (come me) ed ai cittadini italiani che gli hanno eletti, per fortuna

Se continua in questo modo Famiglia Cristiana otterrà solo il risultato di immiserire il messaggio cristiano e di rinforzare l'appartenenza dei cattolici nel PD.

Ha ragione il sentaore Luigi Zanda: "Sono espressioni così cattive, violente ed ingiuste che nemmeno il più duro degli avversari politici del PD le aveva mai usate"
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"Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa 'brutta'! No: l'impegno politico -cioè l'impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall'economico è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità." (Giorgio La Pira)



Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” (Enrico Berlinguer)



Due pensieri (di un cattolico fervente e di un laico e comunista) molto simili come concezione della politica.
24 marzo 2008
Legge 194, il valore aggiunto del PD

Non è un argomento facile, neanche dentro al Partito Democratico, quello della legge 194. Poi ci aggiungi l'intervento offensivo verso la donna di Napoli, la lista "pro life" di Ferrara, la campagna elettorale, le continue precisazioni della Chiesa ed otteniamo una matassa difficile da dipanare e da cui far scaturire i valori condivisi nel PD.

Però proprio il PD, il suo "manifesto dei valori", il vero confronto che esiste all'interno (e l'ascolto reciproco) sono la chiave di volta per la soluzione.

Offro un esempio locale ma significativo: ad Anzola dell'Emilia, dopo l'assemblea territoriale del PD di Bologna e dopo il fatto di Napoli un'amica assessore prepara un OdG su questo argomento per discuterlo nel nostro Gruppo dell'Ulivo e presentarlo. Intanto il Gruppo PRC-Verdi ed il Gruppo SDI (entrambi all'opposizione) presentano due OdG sulla 194. Cerchiamo di fare un unico OdG con il gruppo PRC-Verdi, forse ci riusciremo, forse no. Ma nella riunione del mio Gruppo la discussione diventa molto accesa, calda, su tre questioni: l'aggettivo "saggia" con cui nell'OdG bozza ns e PRC-Verdi definiamo la legge 194, la formulazione storica "autodeterminazione delle donne" e la denuncia dell'alta percentuale di obiettori in alcune realtà italiane. Su questi tre punti alcuni consiglieri cattolici esprimono la contrarietà. Allora è venuto in soccorso il documento presentato dalle senatrici del PD (Finocchiaro, Binetti ed altre ..). Nel senso che sui tre punti contesi abbiamo utilizzato la formulazione del documento delle senatrici.

In questo modo all'interno del Gruppo consiliare dell'Ulivo, senza rifiutare le sensibilità di nessuno, abbiamo condiviso un documento ed i valori che lo ispirano. Quindi un'elaborazione del PD, non a caso proposta da donne, ci è servita come riferimento per risolvere la nostra discussione accesa.

Poi vedremo come andrà in Consiglio comunale con le minoranze. Ma questo è un altro discorso.


1981. Il 17-18 maggio si svolge la consultazione referendaria pel l'abrogazione della legge 194.

L'Udi lavora per la difesa della legge.

20 febbraio 2008
I radicali nelle liste del PD - De Mita e Marini possono godersi la pensione
Spero che oggi vengano superate le difficoltà fra PD e Radicali. E' necessario che ci sia lo spazio per alcune candidature al Senato ed alla Camera per Emma Bonino e per altri radicali nelle liste del PD.
Credo che sarebbe un buon compromesso che aiuterebbe il PD a cambiare l'Italia ed i Radicali a poter utilizzare alcune loro buone idee. Mio figlio Matteo mi ha aiutato in questi anni a capire meglio, anche con testimonianze dirette (ha collaborato con Pannella, Bernardini, Coscioni, Beltrandi ed altri) la coerenza fra parole e fatti (anche su obiettivi che non condivido) dei Radicali. Nella politica italiana ciò è abbastanza raro.

Anch'io penso sarebbe meglio che Pannella non ci fosse (sarebbe più libero di fare ciò che ogni giorno vuole fare: la provocazione delle idee radicali) e, soprattutto vorrei che non ci fosse D'Elia. Non lo giudico, ma per chi ha subito condanne non è obbligatorio essere parlamentare.
Quindi sarebbe bene ascoltare l'appello di Gianfranco Pasquino: "Care Donne e Uomini dei Democratici di Sinistra confluiti nel Partito Democratico,
la storia del Partito Radicale non si cancella perché sta scritta nelle battaglie e nelle conquiste civili, culturali e politiche della Repubblica italiana. Perché, però, non facendo un nobile accordo, volete cancellare la presenza in Parlamento dei Radicali e soprattutto privarvi della possibilità di costruire un futuro migliore, che tutti voi sicuramente desiderate e per il quale l'apporto dei Radicali è importantissimo, se non decisivo? Non di soli voti ha bisogno il PD, ma di un profilo alto, innovatore, europeo. Senza i Radicali, tutto sarà più difficile, se non praticamente impossibile." 

Lui si rivolge agli ex-DS, invece i destinatari sono i democratici del PD, tutti, anche chi è sprezzante verso i Radicali: Binetti, Bobba, per esempio, come se ritenessero superiori le loro idee.
 
Infine un auspicio: se persone come Romano Prodi, Giuliano Amato, Luciano Violante hanno fatto un passo indietro non candidandosi, penso che questa scelta dovrebbe essere più logica ancora per De Mita e per Marini. Quest'ultimo, che ha certamente avuto un ruolo importante per la nascita del PD, non può accusare Prodi di aver rispettato il Parlamento e fatto assumere ad esso la scelta di sfiduciare il Governo, che è correttezza istituzionale. E' ora di uscire dai giochetti dorotei. 

8 dicembre 2007
Basta con gli irresponsabili del centrosinistra !
In questi ultimi giorni il Governo Prodi, in modo sofferto, ha ottenuto l'approvazione in Parlamento di tre provvedimenti importanti e qualificanti il suo programma: la Finanziaria per il 2008, il protocollo sul Welfare ed il pacchetto sicurezza.

Negli stessi giorni vi sono eventi e segnali di una grande sofferenza, difficoltà del nostro Paese e degli italiani, della vita di tante famiglie: basti pensare agli operai morti (e forse il conto non è finito) a Torino ed in altri luoghi di lavoro del Sud, alla incapacità italiana di diminuire le emissioni di gas serra (denunciata ieri alla Conferenza di Bali), alla situazione di "poltiglia", di società senza vero sviluppo denunciata nell'ultimo rapporto Censis. Sono solo alcune delle tante emergenze.

Di fronte a questi importanti atti di governo e a segnali, eventi tragici che dovrebbero semmai aumentare la responsabilità di chi è stato chiamato a governare l'Italia, continua invece lo sciagurato stillicidio dei piccoli ricatti, non importa se ammantati di nobili valori o meno, di tanti personaggi politici tanto più irresponsabili quanto minore è il consenso che hanno nel Paese.

Bene, siamo stanchi delle riflessioni "intelligenti", irresponsabili e poco istituzionali di Bertinotti (l'insostenibile leggerezza della irresponsabilità), dei segnali rivolti al Vaticano della Binetti, delle continue minacce di Mastella, Dini e Bordon, della ricerca di visibilità degli esponenti della sinistra-arcobaleno che chiedono sempre "benaltro".

Bertinotti ha addirittura strumentalizzato Ennio Flaiano, l'intellettuale che, se fosse in vita, sarebbe lontano anni-luce da lui. L'ha usato per ferire in modo peraltro non diretto, Romano Prodi. Sì, si può ricordare davvero Flaiano: "l'italiano corre in soccorso del vincitore ...." e "essere comunisti è un lusso ..".

In un condizione diversa, dove vi fosse un Partito Democratico con un grande consenso ed una sua caratteristica maggioritaria, dovrebbero essere Prodi e Veltroni ad aprire la crisi e fare un altro governo senza questi irresponsabili. Purtroppo non siamo in questa condizione. Ma almeno gli "irresponsabili" abbiano la capacità di ascoltare la sofferenza del Paese e di tanti italiani e si rimettano al loro servizio.

La politica dovrebbe essere questo, ma forse è troppo ingenuo pretenderlo.


Operai dell'acciaieria Thyssen di Torino che si abbracciano.
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