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Diario On-Line di Loris Marchesini

15 giugno 2009
La scossa se la deve dare il gruppo dirigente del PD
Durante questi mesi di segreteria Franceschini, a parte poche note stonate, dopo aver toccato il fondo, vi è stato un buon clima collegiale attorno al segretario stesso, che ha lavorato bene, ha fatto davvero tutto quello che era possibile.

Ma evidentemente la voglia di protagonismo di alcuni dirigenti nazionali, di alcuni effettivi o pseudo-leader nazionali è un'erba cattiva difficile da sradicare. Ed infatti è cresciuta di nuovo in questi giorni, con le dichiarazioni più disparate, con candidature o auto-candidature alla segreteria del PD, in giorni in cui l'unica preoccupazione di costoro dovrebbe essere girare l'Italia (e non gli studi televisivi) per far vincere il centrosinistra nei ballottaggi e spiegare agli elettori perchè e cosa andare a votare per il referendum elettorale.

Oltre alla cattiva politica di costoro c'è anche il dilettantismo, l'incapacità di concretezza, l'incapacità di fare una battaglia e di vincerla. Perchè parlare ora di una scelta politica che dovrà avvenire, se avverrà, in autunno ? E poi perchè parlare tanto di congresso, in modo totalmente sfasato con gli eventi attuali che preoccupano gli elettori del PD, quando, per esempio, nello statuto del PD il congresso non è neanche previsto ?

Quale acuta mente può partorire l'idea che il segretario debba essere un ambientalista (Realacci) o un cattolico zelante (Binetti) o l'extrema-ratio (D'Alema) oppure un quarantenne (Zingaretti). Ma perchè allora non dovrebbe essere un gay, oppure un precario, oppure un ateo, oppure un attore, etc., etc.. Vi è da deprimersi davvero in questo impazzimento ed in questa confusione dilettantesca.

Ma sappiano questi signori che è possibile sempre fare peggio del peggio: il progetto del PD potrebbe fallire (nonostante che perfino alcuni di loro pensano che il 26,1% sia un fallimento: un quarto di elettori nonostante tutto ci vota e voi sputate su questo piatto??!!).

Spero in un veloce rinsavimento già da oggi, ma se dovesse servire, mi permetto di dare un consiglio, di proporre un aiuto: nel mio Comune (Anzola dell'Emilia - BO) il PD ha preso il 51,5% alle europee, il 54,5% alle provinciali (primo Comune in provincia di Bologna) , il 61,3% (!!) alle comunali (da solo, unico Comune in Provincia di Bologna). Ha aumentato il 4% sul 2004, ha cambiato l'80% dei candidati (età media: sotto i 40). E' un partito fatto solo da dilettanti che si impegnano nel tempo libero, senza percepire un € (anzi alcuni ci rimettono alcune centinania di € all'anno). Abbiamo deciso una linea politica che ha messo in crisi il centro-destra, ha evitato il protagonismo di IDV, ha portato bene anche alla lista di "Sinistra Unita" con cui non abbiamo voluto fare l'alleanza.

Bene: siamo disponibili, in tutta modestia ed umiltà, ad impartire qualche lezione di buona politica. Noi abbiamo vinto, oltre che per i risultati del nostro mandato, anche per altre due ragioni: unità del PD locale e continua immersione in mezzo ai cittadini.
26 ottobre 2008
Circo Massimo, 25 ottobre: un giorno ... quasi perfetto

Ieri ho partecipato alla grande e bella manifestazione del PD a Roma, al Circo Massimo. Assieme agli amici del PD di Anzola dell'Emilia, abbiamo noleggiato un pullman, era al completo (54 persone). Abbiamo riempito, da buoni emiliani di sinistra, anche il bagagliaio con tavoli, viveri, bevande, tutto preparato per il pranzo e la cena nelle piazzette delle aree di servizio in autostrada.

E' stata una giornata molto bella per la politica e la democrazia italiana, importante per il Partito Democratico, per la sua ripartenza nel lavoro di una grande e concreta opposizione, nella costruzione di un più largo consenso, nel lavoro per difendere i diritti conquistati ed imporre politiche più giuste ed adeguate per un'Italia che è migliore del suo governo di destra.

Una giornata, finalmente, dopo mesi di sofferenza e di attacchi ed indifferenze ingiuste, molto bella anche per Walter Veltroni. Che è stato bravissimo nel suo discorso, come bravi ed intensi sono stati i rappresentanti della società civile che l'hanno preceduto.

Un giorno ... quasi perfetto. Perchè quasi? Non perchè io sia perfezionista, pignolo. Ma per due ragioni certamente secondarie, che non vorrei diventassero principali. E proprio per questo si poteva fare ancora meglio; mi spiego:

1)  il numero, i numeri dei partecipanti che sono diventati il solo argomento agitato dai tristi e superficiali rappresentanti della destra, in una gara a chi faceva più disinformazione; hanno dato dei numeri assurdi (200-300.000 persone) per nascondere il loro vuoto di idee e di analisi, per nascondere il successo del PD; ma a me sembra un errore sparare un numero esagerato, come è stato fatto dagli organizzatori: 2.500.000 persone! L'intera popolazione di Roma. Io non so quale sia la cifra più realistica, penso che nessuno lo sappia. Mi sono fatto un'idea grossolana ascoltando e leggendo ed analizzando spazi, treni, pullman, cortei in attesa nei viali. Potrebbero essere fra 800.000 e 1.200.000. Non credo che diffondere cifre così alte serva a nessuno, soprattutto dopo una giornata così esaltante. E non credo che la manifestazione della CGIL avesse 3.000.000 partecipanti

2)  il palco con i dirigenti nazionali del PD; ieri, guardando quel palco mentre parlava Walter, pensavo che qualcosa stonava; pensavo che avrebbero potuto stare attorno a Walter, in mezzo al prato; oggi ho trovato, per questo, azzeccato l'articolo di Filippo Ceccarelli sulla Repubblica; occorreva anche simbolicamente, dare l'idea che anche loro avevano capito, come sempre hanno capito i partecipanti arrivati perfino dalla Sicilia e dalla Valle d'Aosta con sacrifici, che il PD deve essere unito per dare davvero speranza a questa Italia che lavora, soffre, è precaria, che si sta impoverendo



Democratici di Anzola verso il Circo Massimo



Spazio bambini al Circo Massimo - Un bambino disegna la casa del PD










22 aprile 2008
Pierino Turrini, un esempio per capire il 25 aprile

E' un momento politico difficile a livello nazionale, ma il nostro impegno deve continuare, anzi intensificarsi ed aprirsi ancora di più alla società, ai cittadini.

E dobbiamo tenere la barra ferma sui valori fondanti la nostra democrazia, a partire dal 25 aprile, Festa della Liberazione, della libertà, della democrazia, dell'unità nazionale repubblicana.
Non possiamo dimenticare chi ha combattuto e ha dato la vita, ha sofferto per donarci la libertà.
 
Vale la pena, per chi in buona fede non ha compreso l'importanza dei sacrifici della Resistenza (che ebbe una partecipazione di tutte le correnti politiche democratiche), dei militari deportati (che dissero no alla Repubblica di Salò), degli antifascisti che si batterono già dal 1922, ricordare cosa è stata la Liberazione.
Per fare questo può servire ricordare la vita ed il sacrificio di Pierino Turrini (a cui è intitolata Via Turrini ad Anzola dell'Emilia).
 
"Di anni 22, operaio tornitore, celibe. Nato il 2 agosto 1922 ad Anzola Emilia (Bologna) e residente a Rocca Novella (Bologna). Il 10 giugno 1942 si arruolò nella marina militare prestando servizio a Venezia. Dopo l’8 settembre 1943 decise di rientrare a casa e di non rispondere ai richiami della RSI. Nel dicembre 1943 entrò nel battaglione «Tarzan» della 7º Brigata GAP operativo nella zona di Anzola. La fidanzata Iole Veronesi ricorda che nella primavera del 1944 Pierino e altri giovani del luogo accettarono di farsi ingaggiare dai tedeschi come sorveglianti della strada ferrata per un compenso di £ 500 mensili. Quando i giovani furono dotati di fucili, passarono tutte le armi alle formazioni partigiane. Il 3 dicembre 1944 Iole lo informò che attendevano un bambino. Due giorni dopo, Pierino fu catturato nel corso di un grande rastrellamento nazifascista condotto nella zona su indicazione di una spia. Insieme agli altri ostaggii fu trattenuto al comando tedesco in via Santa Chiara per duri interrogatori. Iole vi si recò inutilmente varie volte. Ricevette notizie del fidanzato da uno zio, anch’egli arrestato e poi rilasciato. Lo zio le consegnò l’ultimo messaggio di Pierino in cui riconosceva il figlio. Iole non ebbe più sue notizie. A guerra finita seppe che all’alba del 23 dicembre, un certo numero di partigiani di Anzola, Amola di Persiceto e di altri paesi vicini erano stati prelevati dai tedeschi da San Giovanni in Monte e avviati ad ignota destinazione. Nell’agosto 1945 il cadavere di Pierino fu identificato tra i corpi della strage di Sabbiuno." ( Autrice della presentazione: Enrica Cavina, per conto dell'INSLMI).
Ecco la sua ultima lettera alla fidanzata Iole Veronesi dal carcere di San Giovanni in Monte:
"Mia cara Iole
Puoi capire quanto sia grande il dispiacere per me trovandomi qui dentro, volendoti tanto bene, e specialmente, con l’ultima notizia che mi dasti, che sembrava fosti dietro a diventare mamma, Iole se questo lo fosse, vogliaci bene, mi raccomando, se dovessi mancare io, e fosse un maschio, […] il mio nome (Pierino) che ti giuro d’averti amato sempre e ti amerò fino al’ultimo fiato che i miei polmoni possono respirare.
ti bacio con amore tuo sempre
Pierino"

           
Pierino Turrini

Lettera di Pierino alla fidanzata, Iole Veronesi

15 aprile 2008
Il Comune bolognese con più voti al PD

Con il pensiero preoccupato al futuro del nostro Paese, abbiamo concluso da alcune ore le operazioni di voto anche ad Anzola dell’Emilia. E' risultato il Comune della Provincia di Bologna (sono 60) con il voto più alto al PD, sia al Senato che alla Camera.

Ecco i risultati essenziali, basati su un’affluenza pari al 89,8% di votanti:

 

SENATO

 

PCL            0,47%

UDC           3,26%

PLI             0,39%

FN              0,27%

SA              3,81%

PDL          21,46%

LN              3,75%

Destra         1,91%

Un. Cons.   0,38%

IDV            4,44%

PD             58,35%    (nel 2006 DS+DL+MRE = 53,4%)

SC               0,22%

Per il BC       0,61%

PS                0,70%  

 

CAMERA

 

IDV             4,63%

PD             58,48%     (nel 2006 Ulivo = 58,39%)

Destra         2,31%

UDC           3,24%

PCL            0,43%

SC              0,32%

Ab.NO        0,18%

LN              3,95%

PDL          20,95%

PLI             0,24%

Un.Cons.    0,32%

FN              0,37%

PS               0,78%

SA              3,07%

Per il BC      0,74%

 

Quindi siamo andati molto bene al Senato, riequilibrando i risultati delle due Camere. Alla Camera abbiamo avuto una conferma dell’ottimo risultato del 2006 (primo Comune della Provincia di Bologna per il voto all’Ulivo).

 

Per il resto penso vi sia la condivisione, con tanti altri amici, della preoccupazione per la fase che si apre ora nel Paese: un altro governo Berlusconi con le stesse promesse e le stesse facce del 2001, una non soluzione dei nostri problemi al Nord, una grave uscita dal Parlamento per la Sinistra Arcobaleno. Bertinotti, Giordano, Pecoraro Scanio, Diliberto e Mussi hanno fatto gravi errori politici, ma è grave che queste forze politiche federate non siano più presenti in Parlamento. Ciò, se non governato nel modo giusto, può aprire una seria crisi di rappresentanza di milioni di cittadini ed una deriva estremista delle posizioni politiche di queste forze, ancora presenti in tanti governi locali.

Ora, come tante altre volte, dobbiamo ripartire per un’altra faticosa maratona. Ma non da zero: abbiamo il patrimonio del Partito Democratico. Facciamolo fruttare nel modo giusto. Ed infine, grazie a Walter Veltroni. 


Veltroni ad Anzola - 11 gennaio 2008
4 aprile 2008
L'informazione impazzita del "Giornale"

"IL Giornale" di oggi, pag.3, metà dedicata ad un articolo di un giornalista non secondario del quotidiano (Stefano Filippi), stavolta inviato ad Anzola dell'Emilia ! Titolo: "Anzola, il paese dell'urna impazzita". Siamo rimasti allibiti dall'onore che ci ha fatto il giornale della famiglia Berlusconi, ma ancora di più dagli errori e dalla superficialità che caratterizzano l'articolo.

Pensavamo ad uno scoop (inventato, ma magari con arte), invece troviamo un maldestro tentativo di aprire la strada alla tesi dei brogli in terra storicamente di sinistra, luogo molto difficile per la demagogia populista del PdL. Per magari poi giustificare un'altra loro sonora sconfitta.

E per fare tutto ciò vengono sul "luogo del delitto" 2 anni dopo per raccontare di "strani" risultati delle elezioni politiche del 2006. E scomodano anche il capogruppo anzolese di FI, Roncaglia e la responsabile della Lega Nord di Persiceto, Rusticelli. Che si prestano al gioco, ben sapendo che non esistono, nella realtà, problemi e sospetti.

Rimandando all'articolo, proviamo a capire le notizie (?) principali che vengono scritte:

1)  la base dell’articolo è un dato normalissimo: 56 schede bianche alla Camera, 74 al Senato;  da questo numero traggono la conclusione che un elettore su quattro (24,32%) avrebbe votato alla Camera ma non al Senato (!), record italiano secondo il loro grafico. Non c’è male come preparazione matematica (e giornalistica): su più di 9000 elettori, 18 elettori di differenza rappresentano in realtà lo 0,2%;

2)  è vero invece che Anzola, nel 2006, è stato il Comune del bolognese con il voto più alto all’Ulivo (anche se “Il Giornale”, che vede comunisti dovunque, scrive in realtà “il più rosso”); se nel “Giornale” non ci fosse pregiudizio riuscirebbe a concludere che il numero più basso di schede bianche alla Camera (in ogni caso un numero basso, neanche l’1%) è derivato da un dato politico: molti elettori erano più convinti di votare Ulivo alla Camera, meno ai singoli partiti al Senato, dove l’Ulivo non c’era; ad Anzola infatti, nel 2006, la differenza fra il voto all’Ulivo alla Camera (58,2%) è stato superiore del 5% alla somma dei voti DS e Margherita al Senato

Conclusione: i giornalisti cerchino di lasciare liberi gli elettori di scegliere di votare in libertà, senza alzare sospetti preventivi, informando correttamente ed analizzando in modo più intelligente i fenomeni politici. E lascino il signor Rossi di Anzola a vivere in pace in un Comune fra i più civili e solidali in Italia.

24 marzo 2008
Legge 194, il valore aggiunto del PD

Non è un argomento facile, neanche dentro al Partito Democratico, quello della legge 194. Poi ci aggiungi l'intervento offensivo verso la donna di Napoli, la lista "pro life" di Ferrara, la campagna elettorale, le continue precisazioni della Chiesa ed otteniamo una matassa difficile da dipanare e da cui far scaturire i valori condivisi nel PD.

Però proprio il PD, il suo "manifesto dei valori", il vero confronto che esiste all'interno (e l'ascolto reciproco) sono la chiave di volta per la soluzione.

Offro un esempio locale ma significativo: ad Anzola dell'Emilia, dopo l'assemblea territoriale del PD di Bologna e dopo il fatto di Napoli un'amica assessore prepara un OdG su questo argomento per discuterlo nel nostro Gruppo dell'Ulivo e presentarlo. Intanto il Gruppo PRC-Verdi ed il Gruppo SDI (entrambi all'opposizione) presentano due OdG sulla 194. Cerchiamo di fare un unico OdG con il gruppo PRC-Verdi, forse ci riusciremo, forse no. Ma nella riunione del mio Gruppo la discussione diventa molto accesa, calda, su tre questioni: l'aggettivo "saggia" con cui nell'OdG bozza ns e PRC-Verdi definiamo la legge 194, la formulazione storica "autodeterminazione delle donne" e la denuncia dell'alta percentuale di obiettori in alcune realtà italiane. Su questi tre punti alcuni consiglieri cattolici esprimono la contrarietà. Allora è venuto in soccorso il documento presentato dalle senatrici del PD (Finocchiaro, Binetti ed altre ..). Nel senso che sui tre punti contesi abbiamo utilizzato la formulazione del documento delle senatrici.

In questo modo all'interno del Gruppo consiliare dell'Ulivo, senza rifiutare le sensibilità di nessuno, abbiamo condiviso un documento ed i valori che lo ispirano. Quindi un'elaborazione del PD, non a caso proposta da donne, ci è servita come riferimento per risolvere la nostra discussione accesa.

Poi vedremo come andrà in Consiglio comunale con le minoranze. Ma questo è un altro discorso.


1981. Il 17-18 maggio si svolge la consultazione referendaria pel l'abrogazione della legge 194.

L'Udi lavora per la difesa della legge.

9 febbraio 2008
Il PD deve osservare il suo nuovo Statuto: 50% dei candidati donne
Da pochi giorni la commissione nazionale competente ha approvato lo Statuto del PD. Si parte con il richiamo, molto importante per chi ha deciso di chiamarsi "Partito Democratico", agli artt. 49 e 51 della Costituzione.
Vi è poi, subito dopo e sempre all'art. 1, questa norma statutaria: " ... Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.".

E' quindi necessario, con o senza primarie, che il PD nazionale (e Veltroni innanzitutto), sia coerente con sè stesso e proponga agli elettori candidature per il Parlamento di cui il 50% sia costituito da donne. Nella costruzione del PD nei territori questo lo abbiamo fatto e non è poi così difficile. Ad Anzola dell'Emilia: 4 circoli, 2 segretarie donne e 2 uomini. 19 delegati all'assemblea provinciale: 9 donne, 10 uomini.

Se poi qualche candidabile uomo per il PD dovrà rimanere escluso, pazienza. Non ne risentiranno qualità, competenza, ma solo qualche amor proprio. Quell'amor proprio che tante donne capaci hanno dovuto sacrificare in questi 60 anni della Costituzione.

Ieri sera abbiamo svolto la 1a assemblea comunale del PD ed eletto all'unanimità segretario comunale (con la partecipazione di 52 delegati su 63 di cui 14 sono intervenuti nel dibattito) Stefano Rotundo, 44 anni. 



Anna Kuliscioff (1853 o 1857 - 1925), si battè per il voto alle donne all'inizio del '900
4 febbraio 2008
In ricordo del Prof. Michele Ranchetti
Ieri ho saputo dalla ragazza di mio figlio (Irene, che stava collaborando con Ranchetti per studi su Celan) della morte del prof. Michele Ranchetti, intellettuale italiano di prim'ordine, che avevo invitato al convegno su don Milani quasi un anno fa.
Il mio incontro con Ranchetti fu proprio in quella bella occasione, nella nostra sala consiliare. Un uomo piccolo, già molto anziano (era nato nel 1925), vestito in modo dimesso, con le scarpe sporche, ma con una particolare luce negli occhi. Mi chiese subito dove poteva fumare. Poi, durante il convegno, parlò di don Lorenzo Milani in modo assolutamente libero e non rituale. Era stato suo compagno di scuola ed ancora adesso non capiva perchè don Lorenzo, di famiglia ebrea ricca, colta, fosse diventato prete, lui corteggiatissimo dalle ragazze.

Sono contento di averlo avuto ad Anzola, assieme a mons. Giovanni Catti, Guido Armellini, Mariangela Bastico. Mi dispiace della sua morte. Ci mancherà una voce poetica, filosofica e di studioso rigoroso della Chiesa.

Ma mi interessa qui ricordare Ranchetti; ne ricordo in modo sommario la biografia:

nato a Milano nel 1925, viveva a Firenze dal 1967. Autore fuori da ogni genere e schema, dopo essere stato segretario personale di Adriano Olivetti, ha lavorato come consulente editoriale per Feltrinelli, Adelphi, Boringhieri ed è stato docente di Storia della Chiesa. Pittore e poeta. Studioso di Wittgenstein, traduttore di Freud, Celan e Rilke ha pubblicato la sua prima raccolta di poesia, La mente musicale, nel 1988, e la seconda Verbale nel 2001.
Bibliografia:

Chiesa cattolica ed esperienza religiosa
, Edizioni di storia e letteratura, 1999
Etica del testo, Edizioni di storia e letteratura, 1999
Lo spettro della psicoanalisi, Edizioni di storia e letteratura, 2000
Verbale, Garzanti, 2001
Scritti in figure, Edizioni di storia e letteratura, 2002
Non c'e piu religione. Istituzione e verità nel cattolicesimo italiano del Novecento, Garzanti, 2003

Ecco dove si possono leggere alcune sue poesie:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/01/19/michele-ranchetti-poesie/

Ecco invece dove poter leggere un suo articolo sulla Chiesa, del 2000:

http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/10/10A20001018.html

Ecco una foto che ritrae Michele Ranchetti durante il nostro convegno, il 3 marzo 2007 (è il primo a sinistra, con la barba):





11 gennaio 2008
Walter Veltroni oggi ad Anzola dell'Emilia !
Importante evento oggi nel mio Comune, Anzola dell'Emilia (BO): Walter Veltroni arriverà da noi, visiterà alcune nostre aziende importanti (sicuramente la Carpigiani, leader mondiale delle macchine per il gelato), si incontrerà con una nostra rappresentanza del Partito Democratico anzolese (siamo nella fase di costituzione dei 4 circoli territoriali) ed incontrerà infine i cittadini anzolesi nella Sala Consiliare alle 16.30.

Questo incontro fa parte del programma di viaggi ed incontri di Veltroni per la costituzione dei circoli territoriali del PD e per il rilascio dell'attestato di fondatrice/fondatore del PD ai votanti delle primarie del 14 ottobre.

Dovremo fare tutti gli sforzi per riuscire poi, nei prossimi giorni, a costituire i 4 circoli del nostro Comune e a eleggere gruppi dirigenti rinnovati con donne, giovani ed aderenti anche non provenienti da DS e Margherita.


6 novembre 2007
E' morto Enzo Biagi: chi farà ora le domande antipatiche ?
Stamattina è morto nella clinica di Milano dove era ricoverato il giornalista Enzo Biagi, probabilmente il migliore dei giornalisti italiani finora in vita. Un uomo che ha cominciato da ragazzo a fare le domande che tutti vorremmo fare ai potenti, alla gente comune, ma che pochissimi giornalisti ormai fanno. Domande semplici, senza che contengano le risposte, brucianti, antipatiche, non ammiccanti all'intervistato. L'abc del giornalismo (when, where, who, what, why), che Biagi ha cominciato a praticare mentre faceva la Resistenza sulle sue montagne. Un giornalista che da Pianaccio è andato in tutto il mondo, il giornalista più semplice, più caro a noi bolognesi, ma che è diventato anche il giornalista "americano" della migliore tradizione della stampa degli States.

Ecco un suo rarissimo articolo, scritto quando era partigiano in montagna:

“Ciò che hai fatto non sarà dimenticato. Né i giorni, né gli uomini possono cancellare quanto fu scritto con il sangue. Hai lasciato la casa, tua madre, per correre alla montagna. Ti han chiamato “bandito”, “ribelle”; la morte e il pericolo accompagnavano i tuoi passi. Scarpe rotte, freddo, fame, e un nemico che non perdona. Sei un semplice, un figlio di questo popolo che ha sofferto e che soffre: contadino o studente, montanaro od operaio. Nessuno ti ha insegnato la strada: l’hai seguita da solo, perché il cuore ti diceva così. Molti compagni sono rimasti sui monti, non torneranno. Neppure una croce segna la terra dove riposano. La tua guerra è stata la più dura, tanti sacrifici resteranno ignorati. Contadino o studente, montanaro od operaio, ti sei battuto da soldato. … Anche tu vuoi che da tanti dolori nasca un mondo più giusto, migliore, che ogni uomo abbia una voce e una dignità. Vuoi che ciascuno sia libero nella sua fede, che un senso di umana solidarietà leghi tutti gli italiani tornati finalmente fratelli. Vuoi che questo popolo di cui sei figlio viva la sua vita, scelga e costruisca il proprio destino. Non avrai ricompense, non le cerchi. Sarai pago di vedere la patria, afflitta da tante sciagure, risollevarsi. Uno solo è il tuo intento: perché l’Italia viva”.   (Enzo Biagi, “Perché l’Italia viva”, in “Patrioti – Giornale della Prima Brigata Giustizia e Libertà”, 22 dicembre 1944)


Vi era una grande stima fra Biagi e Romano Prodi; durante le primarie dell'ottobre 2005, Enzo Biagi disse:"...Conosco un uomo che ce la può fare, un uomo serio, un bravo economista, che è nato dalle mie parti, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, un uomo di poche parole ma di molti fatti: si chiama Romano Prodi".


Caro Biagi, ci mancherai.

Aveva avuto a che fare anche con Anzola dell'Emilia, più precisamente con Lavino di Mezzo: a fine 1944 i bombardamenti su Bologna causarono anche la distruzione della sede del "Resto del Carlino" a cui collaborava Biagi. La sede fu spostata provvisoriamente a Lavino di Mezzo, probabilmente nei locali dell'attuale scuola primaria "Arcobaleno". E Biagi veniva a lavorare a Lavino di Mezzo, in quel periodo.

Proporrò all'Amministrazione Comunale di ricordare Enzo Biagi (e quel periodo lavinese), intitolando a lui la nuova piazzetta in fase di sistemazione a Nord della Via Emilia, a Lavino di Mezzo.



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